5 gennaio 2016

Le ricette della signora Toku

Cosa c'è di meglio che iniziare l'anno con un film giapponese, che ricorda Ozu e che, grazie alla solita inappropriata traduzione del titolo riesce facilmente a fuorviare l'italico spettatore?
D'accordo che il titolo originale nello specifico è "An" che altro non è che il nome della marmellata di fagioli rossi (azuki) che in Giappone è usata in moltissimi dolci, tra cui i dorayaki, e che quindi una traduzione letterale non sarebbe stata possibile, quindi facciamo finta che "le ricette della signora Toku" sia il migliore titolo a disposizione e andiamo avanti. 
I dorayaki sono dei dolcetti costituiti da due mini pancake con in mezzo una farcitura di an, e, se posso esprimere la mia solita opinione non richiesta, sono molto più belli che buoni, come tutti i dolci giapponesi, o asiatici in generale. 
C'è da dire che - se non li hai mai assaggiati - a vederli preparare nel film, un po' di voglia di provarli ti viene. E che, se al posto della farcia di azuki ci fosse qualsiasi altra cosa, dalla nutella alla marmellata di ciliegie i dorayaki sarebbero sicuramente più consoni al palato europeo. 
  
Sentaro gestisce un piccolo locale dove prepara e vende dorayaki, senza molto entusiasmo, fino al giorno in cui una dolce vecchietta si presenta da lui dopo aver visto il cartello in cui si cerca un aiutante, e chiede all'uomo di assumerla, anche ad un terzo della paga.
Sentaro inizialmente è riluttante e rifiuta, ma quando la donna si ripresenta, dopo qualche giorno, acconsente a farla lavorare per lui.
La signora Toku gli svela il segreto della preparazione dell'an, che va fatta con amore e pazienza, scegliendo i fagioli con cura e ascoltandoli. E improvvisamente i dorayaki di Sentaro iniziano ad andare a ruba, per la loro bontà.
Un film che racconta la storia di tre solitudini, quella della signora Toku, quella di Sentaro e quella della giovane Wakana, giovane studentessa cliente del chiosco.
Un'anziana, un uomo e una ragazza, apparentemente diversi ma fondamentalmente molto più simili di quanto possa sembrare.
Tutti alle prese con un loro personale dramma, alla ricerca di un riscatto.
Un film in qualche modo edificante, senza essere mai troppo melenso, in un tripudio di ciliegi in fiore che mi ha fatto venir voglia di tornare in Giappone.



13 commenti:

  1. Be' dai, ci poteva andare peggio con il titolo, tipo Anche i giapponesi mangiano fagioli ... freddura a parte, sembra interessante.

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    1. Lo è, a me è piaciuto... se ti capita recuperalo, credo possa piaceri! :)

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  2. I dolci asiatici sono uno peggio dell'altro :P
    Io col cinema giapponese non ho grossi trascorsi,meglio con la letteratura(anche se dopo aver letto Mishima volevo suicidarmi),mentre in Giappone sarei voluta andare questo Aprile,ma se sul lavoro aspettano ancora un pò per sapermi dire quando mi danno ferie,finirà che ARRIVERA' Aprile,e buonanotte à sòrrete. :/

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    1. Sui dolci asiatici mi trovi drammaricamente d'accordo, io, da golosa curiosa mi faccio fregare ogni volta, e ogni volta ci resto malissimo! :)

      Oltretutto, se vai in Giappone durante l'hanami, devi muoverti per tempo per prenotare gli hotel, in quanto quello è un periodo di ferie anche per i giapponesi, quando c'ero stata io, ad esempio, non avevo trovato nulla a Kyoto (a parte hotel carissimi che anche no) e ho dovuto ripiegare con il pernottamento ad Osaka...

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    2. eh lo so,è che se non ho conferma delle ferie non posso prenotare!Fra l'altro la mia capa ha dei problemi di salute gravissimi,scoperti di recente,ed io anche romperle tanto le palle sulle ferie mi secca....il Khal è in sbattimento che non ti dico,quando lui non ha viaggi da organizzare va in depressione :p

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    3. Io devo ancora pensare alla destinazione per il 2016...

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  3. Complimenti per il lavoro di traduzione del titolo, sembrano tornati gli anni '70 con i loro titoli chilometrici ;-) Per il resto, non sembra niente male, gli darò un occhiata. Cheers!

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    1. A me è piaciuto, offre molti spunti di riflessione...

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  4. Mi sa che lo recupero, con 'sta cosa dell'Aiace limitata a (relativamente) poche sale devo ottimizzane il possesso! :-))

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    1. E' un film grazioso, ti piacerà! (spero)
      Ci va ancora bene che è sempre valida nelle sale che frequentiamo maggiormente...

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  5. Ecco, mi ero persa questa recensione. Per caso hai visto anche Little Sister? L'ho perso.

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    1. Macchè, quando volevo vederlo il Romano l'ha messo allo spettacolo delle 15.30... ;(

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    2. Idem. Peccato :( magari ci sarà in futuro in qualche rassegna al Massimo.

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