5 novembre 2015

Viaggio in Thailandia
tra bianchi templi e fiumi (non propriamente) azzurri...

Chiang Mai, martedì 29 settembre.
Partenza alle 6.45, ma siamo riuscite lo stesso a fare colazione. Io ho pure recuperato la sciarpa che avevo dimenticato in piscina la sera prima. E, se ve lo state chiedendo (probabilmente no) sì, è sempre la stessa sciarpa che ho scordato sull'aereo a Dhoa.  
Partiamo e dopo 100 metri mi accorgo di aver dimenticato il telefono sulla panchina all'esterno dell'hotel. E, se ve lo state chiedendo (facilmente sì) sì, sono un po' rincoglionita. 
Chiedo gentilmente alla guida di tornare indietro, scusandomi tantissimo, e recupero il telefono. 
Mi vergogno anche un po', ma come sempre me ne faccio una ragione. 
Facciamo una sosta alle Mae Khajan Hot Springs, che si trovano a metà strada tra Chiang Mai e Chiang Rai. Volendo si potrebbero immergere i piedi nell'acqua (sulfurea), ma, alla prova dito è talmente calda che ci passa ogni voglia. Guardiamo la gente che si diverte a comprare le uova e a farle bollire nell'acqua, ne approfittiamo per andare in bagno e comprarci dei sanissimi snack (caramelle al tamarindo e chips di zucca) e si riparte.


E finalmente arriviamo nei dintorni di Chiang Rai, dove sorge il famosissimo Wat Rong Khun, noto anche come White Temple, per ovvi motivi. 
Oltre ad essere inequivocabilmente bianco, le decorazioni (barocchissime) sono arricchite da migliaia di specchietti, per riflettere la luce e creare un effetto particolare (oltre che abbagliante).
Il tempio, che, come la Sagrada Família di Barcellona è in perenne costruzione (si parla di una fine lavori nel 2070, ma dubito che qualcuno di noi a quell'epoca sarà ancora qua a confermarlo, io no di certo!) è opera del controverso artista Chalermchai Kositpipat, spesso accusato di essere dissacrante e sacrilego, e il motivo appare evidente soprattutto entrando nell'Ubosot: gli affreschi che rappresentano la vita del Buddha, sono arricchiti da personaggi (reali e/o fantastici) che spiazzano i fedeli o i semplici visitatori. Dall'Uomo Ragno a Po, passando per Hello Kitty e le Twin Towers. 
Purtroppo all'interno non si possono fare fotografie, quindi dovete fidarvi delle mie parole. 
All'interno del Wat Rong Khun l'espressione "trionfo del kitsch" assume un nuovo significato. Perchè, nonostante tutto, non potrete far altro che guardare meravigliati tutto questo "troppo" e rimanerne assolutamente affascinati.
Io poi ho pure trovato il timbro, quindi ero felice come una bambina!

Dopo aver abbandonato questo luogo incantato abbiamo raggiunto il ristorante, sulle rive del Mekong. Siamo nel Triangolo d'oro. luogo famoso negli anni principalmente per la coltivazione di oppio. Pare che il nome derivi dal fatto che l'oro fosse l'unica forma di pagamento accettata: un kg di oppio valeva un kg di oro. Siamo al confine tra Thailandia, Laos e Myanmar.


Saliamo sulla barca per un giro sul fiume. Le acque del Mekong - esattamente come in Vietnam - hanno un colore un po' inquietante, ma a me i giri in barca piacciono sempre, e, se c'è l'occasione, non me li faccio sfuggire. Sulla sponda "birmana" (non saprei come dire sponda del Myanmar: myanmarese?) stanno costruendo parecchi casinò, siccome - al momento - il gioco d'azzardo in Thailandia è vietato, e quindi i thailandesi che vogliono giocare devono oltrepassare il confine. 
Noi invece sbarchiamo in Laos, su un isoletta di cui non ricordo il nome, con un mercato turistico, dove, se hai pazienza, puoi trovare contraffatta anche tua nonna, con tanto di degustazione di whisky di serpente. Ovviamente l'alcolista che è in me ha voluto assaggiarlo a tutti i costi. 
Con il famoso senno del poi mi sono pentita di non essermi comprata una stecca di sigarette GoldenTriangle, al grido di "figurati se non le trovo ovunque!" 
Mai più viste.



Abbandoniamo il Laos, riattraversiamo il Mekong, torniamo in Thailandia e pure - con molto piacere - in possesso dei nostri passaporti. Si riparte verso Mae Sai e il suo tempio dello Scorpione. Dalla terrazza si vede il confine tra Thailandia e Myanmar. 
Ci fermiamo in un villaggio di Akha (etnia di origine cinese, dello Yunnan) e di Karen (di origine birmana), etnia famosa perchè le donne portano cerchi di ottone al collo fino ad allungarlo, e sono conosciute come "long neck" o "donne giraffa". 
A voler essere pignoli sarebbero Padaung, ovvero uno dei due gruppi in cui si divisono i Kayan, che, a loro volta, sono un sottogruppo dei Red Karen. 
Siete confusi?
Pure io.
Le donne giraffa sono indubbiamente affascinanti, e - nonostante io in questi casi mi senta sempre un po' a disagio, perché è come se un pullman di turisti arrivasse la domenica mattina a fotografarmi mentre sono in veranda a bermi uno spritz - non sono riuscita a non fotografarle, perché sono una turista di merda mi piacevano troppo.

21 commenti:

  1. Quel tempio devo vederlo assolutamente!Ed anche assaggiare il whisky di serpente!
    Le donne giraffa,invece,mi fanno tanta tristezza.Avevo letto da qualche parte che,se tolgono gli anelli,il loro collo "non tiene" la testa,visto che i suoi muscoli si atrofizzano,non lavorando mai.
    Il tempio mi fa venire in mente una chiesetta sconsacrata che avevo visto in Francia,dove al posto dei gargoyle c'erano un gremlin,un alien ed un goldrake XD(esempio qui)

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    1. Ah ah ah ah, è vero, è palesemente un Gremiln quello! :)

      Il White Temple è qualcosa di unico e pazzesco, in ogni angolo scopri qualcosa di assolutamente improbabile, decisamente da visitare, sì sì...
      Mentre il whisky di serpente non è assolutamente niente di che, credimi (l'anno scorso in Vietnam ne avevo assaggiato uno di riso, servito tiepido: quello sì che meritava!)
      Vi abbiamo trasmesso "l'angolo dell'alcolista"... :)

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    2. Rubrica che senz'altro apprezzo ^^

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    3. Invece che gli A.A. gli A.U. (alcoholics united) ?
      :p

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    4. #alcoholicsunite è l'hashtag che uso sempre su IG per le foto "alcoliche", e a tal proposito, sto scrivendo sul cellulare con la dx,mentre nell'altra mano ho un bicchiere di Refosco XD

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    5. Ah ah ah ah ah!
      io in settimana a pranzo mi travesto da astemia.... :)

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  2. credo che la tua sciarpa stia tentando di dirti qualcosa. com'era il whisky di serpente?

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    1. E' sorto il dubbio anche a me, in effetti... :)
      Adesso però sta riposando al caldo nel mio armadio, assieme a tutte le sue sorelline...

      Il whisky di (anzi, a essere precisi "col") serpente niente di che.., volendo c'era pure la variante con lo scorpione, la tartarughina, il geco... mancava solo quello con gli unicorni rosa! :)

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    2. Non si sono visti, tu pensa! :)

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  3. Mio Dio che trionfo è questo White Temple? Bellissimo, anche se tutte quelle mani protese sono effettivamente un po' inquietanti...!

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    1. E' davvero il trionfo un po' della qualunque... :)

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  4. Racconto e immagini splendide (pure io a volte ho il pudore nello scattare foto).

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    1. Grazie!
      È vero, nonostante mi piaccia fotografare le persone e chieda sempre il permesso per poterlo fare, mi sembra di essere una sorta di "cannibale"...

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  5. Wow! Bellissime foto. Che viaggio ^-^
    sono d'accordo con il pudore nello scattare le foto alle persone e mi ha fatto ridere la frase cancellata :D si, a volte, lo siamo proprio!

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    1. Valentina, grazie! :)
      Alla fine faccio mediamente un viaggio all'anno, e, stringi stringi, se vado in un posto dall'altra parte del mondo, inevitabilmente vedo le "attrazioni turistiche", quindi è inutile che mi metta a fare la snob dicendo "sono una viaggiatrice, non una turista..." :)

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  6. che meraviglia! Grazie per queste foto!
    Sai bene che adoro ADORO la Thailandia :)

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    1. Manuela, ma che piacere, grazie!!!! ;)
      Lo so benissimo, e quando ho letto che saresti ripartita (e io ero rientrata da pochi giorni) ti ho invidiato tantissimo!
      Credo sia impossibile non restarne affascinati!

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  7. Che belle foto e bel racconto! Anche a me affascina la Thailandia e il White Temple è straordinario!❤ Io ho un blog di cinema, se vuoi dare un'occhiata➡ gattaracinefila.blogspot.it (il nome del blog dice tutto, amo i gatti!!❤)

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    1. Ciao Vanessa, benvenuta e grazie!
      Il White Temple è davvero pazzesco, mai visto niente di simile!
      Verrò a fare un giro sul tuo blog, visto che amo il cinema e soprattutto adoro i gatti!

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