16 novembre 2015

Viaggio in Thailandia
Sukhothai


E' il 1° ottobre ed è arrivato il momento di abbandonare Chiang Mai. Decidiamo di approfittare del tassista che tutte le mattine staziona davanti al nostro hotel lucidando il furgoncino con una cura incredibile per farci portare all'Arcade Bus Station. Ci sono due terminal, uno di fronte all'altro, e il tassista ci lascia giustamente in quello sbagliato. Attraversiamo la strada e raggiungiamo la biglietteria, siamo un po' in anticipo perché non abbiamo trovato gli orari da nessuna parte, e non tutti i bus diretti a Sukhothai fermano nella città vecchia, che dista una dozzina di chilometri dalla Sukhothai moderna. Facciamo il biglietto (213 baht, nemmeno 6€) e aspettiamo. 
Piove un po' ma dovendo viaggiare la cosa non ci preoccupa affatto. Il viaggio dura cinque ore e mezza, con un paio di soste, compresa quella di un quarto d'ora verso l'ora di pranzo, in più il bus non è pieno e viaggiamo comode occupando un paio di sedili a testa. Arriviamo a Sukhothai, il tempo è un po' capriccioso, ma non piove. La fermata è proprio di fronte all'ingresso principale del Parco Storico, ma, per evitare complicazioni, prendiamo un tuk tuk per farci portare al nostro hotel, un po' decentrato, ma in una piccola via senza traffico. Struttura nuova, pulita, stanze con veranda o balcone, bagno molto carino, colazione discreta ma, soprattutto, personale di una gentilezza e disponibilità incredibili. 
Siccome ridendo e scherzando si è già fatta una certa ed è ormai pomeriggio inoltrato, decidiamo di fare due passi nei dintorni. La proprietaria dell'hotel vedendoci uscire ci viene incontro con un enorme sorriso e due ombrelli (che ci serviranno) e noi partiamo in direzione del Wat Chang Lom (o meglio, quello che ne resta) che si trova ad est (fuori dalle mura) rispetto alla parte "principale" del parco storico, in mezzo al verde delle risaie e al silenzio. A parte noi e i nostri ombrelli non c'è nessuno, e come primo impatto è senz'altro positivo. Poi si mette a piovere quasi seriamente, cosa che ci costringe addirittura ad aprire gli ombrelli e a decidere di rincasare. Siccome vivere a Torino ti porta erroneamente a credere pensare illuderti che tutti i posti del mondo adottino lo stesso schema urbanistico cerchiamo di tornare in hotel proseguendo sulla strada da cui siamo arrivate, pensando che prima o poi avremmo trovato una via perpendicolare che ci consentisse di ritornare sulla strada principale. 
Ma, siccome siamo a Sukhothai e non a Torino, non c'era nessuna via perpendicolare. E, dopo aver incrociato qualche residente che ci guardava in maniera curiosa, sicuramente pensando "ma queste due dove credono di essere, a Torino?" abbiamo deciso che era meglio tornare indietro. E di fermarci a bere un frullato in un piccolo locale gestito da tre simpatiche signore, che sono riuscite a capire quello che volevamo nonostante nessuna delle tre parlasse inglese. 
Il giorno dopo è ora di fare sul serio. Facciamo colazione e decidiamo che il parco noi lo visiteremo in bicicletta perche ci sembra la maniera più pratica e veloce, nonostante la sottoscritta non salga su una bici praticamente da quando e stata ad Hoi An, in Vietnam, l'anno scorso!
Noleggiamo le bici e partiamo. Per visitare il parco storico di Sukhothai si paga l'ingresso per te (100 baht) e per la tua bicicletta (10 baht) in tre punti differenti dell'area. Per un totale di tre ingressi. Anche perché non è detto che la gente decida di vedere proprio tutta l'area, e solitamente si limita a quella principale, dove c'è il Wat Mahathat a cui si accede dall'ingresso sulla strada statale dove c'è la fermata degli autobus. Noi no, noi abbiamo la bici, che ci frega?
Il tempo è migliorato, e stupa dopo stupa, chedi dopo chedi, in sella alle nostre biciclette giriamo tranquille e indisturbate (anche perchè la zona del parco, se si escludono i mezzi degli addetti alla manutenzione, è chiusa al traffico. Non c'è nemmeno tanta gente e riusciamo a fare foto senza folla (io detesto le foto con la gente). 

Dopo aver girato in lungo e in largo la zona centrale ci spostiamo nella seconda parte, paghiamo il secondo ingresso e arriviamo al Wat Si Chum, dove uno splendido e ottimamente conservato Buddha seduto si trova all'interno di una costruzione quadrata. Prendiamo da bere e scambiamo due parole con un ragazzo che vende dei dipinti davvero molto belli. Lasciamo anche questa zona, usciamo dalle mura e arriviamo al terzo (ed ultimo) ingresso. Qua  decidiamo di raggiungere un wat sulla sommità di una collina. Lasciamo le bici sulla strada, e ci arrampichiamo lungo il sentiero. Davanti a noi un uomo con il figlio che avrà cinque anni ad esagerare, e che, a differenza mia, arriva in cima senza il minimo sforzo. 
Però ne vale la pena, perchè la vista da quassù è davvero notevole. 

Scendiamo, risaliamo in sella, e riprendiamo a pedalare. Siamo su un fottutissimo falsopiano, si è messo a piovere e io inizio ad odiare la bicicletta. Torniamo all'interno delle mura, nel frattempo ha smesso di piovere e fa caldissimo. Raggiungiamo la zona del piccolo mercato all'interno del parco e decidiamo di mangiare qualcosa. Siamo due merde stanche e abbruttite e il pranzo, dei noodle con verdure buonissimi, ma soprattutto il watermelon juice ci rimettono in pace con il mondo. Dopo aver mangiato facciamo due passi nel mercato, e decidiamo di tornare a casa. Sulla strada del ritorno facciamo una sosta al mercato coperto, quindi raggiungiamo l'hotel e abbandoniamo le biciclette. Ho la sensazione di avere una scrambled vagiainah e l'idea di dover risalire su una bicicletta mi terrorizza. Ho il collo e i piedi abbronzatissimi, peccato che avessi dei sandali intrecciati e quindi sembrano maculati (genia!).
Faccio un tuffo in piscina e poi ritengo di meritarmi una pennica. E praticamente svengo nel letto...
Decidiamo che a cena ci andremo presto ma soprattutto a piedi. E alle 9 siamo a letto.






4 commenti:

  1. Che belle fotografie <3 prima o poi in Thailandia ci torniamo!!!
    Alla scrambled vaginah sono morta XD

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    1. Grazie! Anche da parte della scrambled vagiainah! :)

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  2. Tipo che piango. Che meraviglia.

    Ma te in bici? Che bella!

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    1. Che bello? dovevi vedermi camminare la sera mentre andavo a cena... ;)

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