28 ottobre 2015

Viaggio in Thailandia tra cascate e parchi nazionali

E' il 28 settembre, e oggi si va in "gita".
Siccome siamo pigre, ci siamo affidate ad un agenzia locale (noi abbiamo scelto la Travel Hub, ma, naturalmente, c'è soltanto l'imbarazzo della scelta) per effettuare un paio di escursioni nella zona. Niente che non si possa fare in autonomia risparmiando sicuramente qualche soldino, ma come ho già detto in precedenza, inizio ad averci una certa, e non è che se mi sbatto a cercare stazioni di autobus e coincidenze di treni aspettando seduta e sudata su un marciapiede divento più figa e avventurosa. O magari sì, ma sai che c'è? Chissenefrega.
Facciamo colazione sull'enorme tavolone comune dell'hotel, la scelta è varia e gli ospiti (quasi tutti cinesi) sembrano apprezzare molto. Io resto sul tradizionale, croissant, caffè e succo di frutta, che ali di pollo fritte e sticky rice non corrispondono esattamente al mio concetto di colazione. Più che altro perché le ali di pollo fritte non corrispondono proprio al mio ideale di cibo a qualsiasi ora, probabilmente. Questo finché avrò la fortuna di potermi permettere di scegliere, ma credo sia sottinteso.
Alle 8.35 arriva la nostra guida a recuperarci, e saliamo sul pullmino; i nostri compagni di viaggio sono una famiglia cinese silenziosa e tre ragazze di Taiwan molto simpatiche. La guida durante il viaggio ci spiega un sacco di cose in particolare sulla lingua thai, di come la stessa parola possa avere più significati (anche 5 differenti) a seconda della pronuncia, facendoci l'esempio di un termine (che ovviamente non ricordo) che può significare sia "carino" sia "brutto".  E quindi tu, neofita della lingua, mentre pensi di fare un complimento ad una ragazza, sbagli pronuncia e finisci per offenderla. Mi pare che la stessa cosa avvenga con il cinese, ma io è già tanto se riesco a farmi capire in inglese, quindi non mi sbilancio. 
Il giro di oggi è all'interno del Doi Inthanon National Park, e il Doi Inthanon con i suoi 2565 metri è la montagna più alta della Thailandia. 
Raggiungiamo la nostra prima tappa della giornata, ovvero le Sirithan waterfall, che si trovano a circa 80 km da Chiang Mai. Siamo in mezzo alla foresta, ma, per fortuna non mi punge nessun insetto. Le cascate non sono grandissime, e, sinceramente, nemmeno così entusiasmanti, per quanto lo spettacolo della natura sia sempre affascinante. Proseguiamo poi verso un villaggio fra le colline e le risaie, dove le donne tessono stoffe coloratissime al telaio.


Camminiamo un po' fra risaie e capanne (anche se ultimamente anche queste tribù hanno iniziato a costruirsi case in muratura) poi riprendiamo il viaggio e raggiungiamo le Wachirathan Waterfalls. Che sono un po' più "serie" delle precedenti, ma, senza scomodare Niagara, Iguazu o Vittoria, la nostrana cascata delle Marmore non ha nulla da invidiare... 

Wachirathan Falls (Thai: น้ำตกวชิรธาร lit. Diamond Creek Falls)
Però il cielo è azzurro, la temperatura decisamente gradevole e si sta benissimo. Camminiamo su e giù per le colline circostanti ed arriva l'ora di pranzo. Siamo pochi e mangiamo allo stesso tavolo, la famiglia cinese da una parte, sempre senza dire una parola, noi e le ragazze di Taiwan dall'altra, ridendo e condividendo le varie portate. Tutte  buone, abbondanti, e - soprattutto - piccanti in maniera quasi tollerabile. 
Ripartiamo in direzione delle moderne pagode del Re e della Regina (Phra Mahathat Naphamethanidon and Nophamethanidon) fatte costruire rispettivamente nel 1989 e nel 1992, in occasione del 60° compleanno dei sovrani. Essendo moderne hanno decisamente poco appeal, ma si trovano sulla sommità di due colline, una di fronte all'altra, circondate da stupendi giardini, e il colpo d'occhio è senz'altro notevole, nonostante il cielo si sia annuvolato. Facciamo un giro veloce, approfittando del fatto che ad entrambe le pagode si accede con una comodissima scala mobile... Evitiamo la visita dei giardini per berci un caffè, ricordando e rimpiangendo la bontà del caffè vietnamita.

the modern chedis of the King
Lasciamo anche questo luogo e raggiungiamo la sommità del Doi Inthanon. La temperatura è scesa notevolmente, ci sono 16 gradi. Questa mattina alle 6 ce n'erano addirittura 10! Incredibile. Si sta benissimo, siamo circondati dal verde, le cui sfumature sono altro che 50... 
Nel parco vivono tantissime specie animali, e se siete appassionati di birdwatching questo è senz'altro il posto che fa per voi.

Sulla strada del ritorno facciamo l'ultima sosta al Royal Project Research Station, costruito alla fine degli anni 70 per fare in modo che le popolazioni locali abbandonassero la coltivazione dell'oppio in favore di frutta e verdura. Le piantagioni di caffè hanno preso il posto dell'oppio, e ci sono serre in cui crescono piante e fiori di ogni tipo.

Rientriamo a Chiang Mai abbastanza presto, giusto il tempo per rilassarsi un po e prepararsi per la cena, prevista all'Old Chiang Mai Cultural Center con tanto di musica e danze tradizionali. Le danzatrici sono bellissime, magrissime e aggraziatissime, e, nonostante la musica non sia esattamente "celestiale" le osserviamo ammirate, mentre, leggermente impacciate, traffichiamo un po' dividendoci il cibo, sistemato su un piccolo tavolino rialzato (o un grande vassoio coi piedini, fate voi), comodamente sedute per terra. 

foto presa da www.lonelyplanet.com

4 commenti:

  1. Sarà che a me, qualsiasi cosa fa venir fame...ma m'è venuta fame!!
    ah! avrei comprato ennemila capi coloratissimi da non indossare MAI!

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    1. Effettivamente era (quasi) tutto molto buono... :)
      mentre per quanto riguarda l'abbigliamento io - come dicevo l'altra volta - negli anni ho imparato a limitarmi, chiedendomi "ma questo, quando minchia lo posso mettere, a Torino?" generalmente la risposta è "MAI", e quindi abbandono l'articolo... :)

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  2. Io con le colazioni ho uno spirito di adattamento totale,ricordo ancora il megahotel che ci eravamo concessi a Bangkok,dove offrivano sushi a colazione(fra gli altri miliardi di cibi)ed ero riuscita ad apprezzare anche quello,dopo un piccolo momento di *WHAT?*
    Quello che non potrò mai capire sono gli spagnoli "alla vecchia" che mangiano pane con chili di aglio e caffè,al mattino.Quello no.Ma per esempio una bruschettona con pomodoro e Serrano ed un succo d'arancia,mi piacevano molto!

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    1. Il sushi a colazione l'avevo trovato pure io in Malesia, ricordo... e sono certa che due nigiri nel piatto li ho anche messi, però, pur non essendo un "integralista" di caffè e brioche, ci sono certi cibi che propri al mattino non riesco a farmi piacere, tipo le zuppe e la carne.... :)

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