29 ottobre 2015

Suburra

Ciao, sono la poison e faccio coming out: non ho mai visto una puntata né di Romanzo Criminale, né di Gomorra. E no, non ho visto nemmeno ACAB. 
In compenso ho visto Suburra. 
E, se l'avesse visto anche Shakespeare, ci avrebbe pensato due volte prima di far pronunciare a Marcello la frase "C'è del marcio in Danimarca".
Perché il marcio della Danimarca, al confronto, sembra un bambino che vomita l'ovetto kinder durante la ricreazione all'asilo.

La storia vera (da Wikipedia) 
12 novembre 2011 - La Camera approva in via definitiva (con 380 sì, 26 no e 2 astenuti) la Legge di Stabilità 2012. Subito dopo è approvata in via definitiva (con 379 sì, 26 no e 2 astenuti) la Legge di Bilancio. Favorevoli la maggioranza e il Terzo Polo, contraria l'Italia dei Valori, mentre il Partito Democratico non partecipa al voto. Subito dopo l'approvazione, il Presidente del Consiglio sale al Quirinale e rassegna le dimissioni. L'evento richiama una grande e spontanea partecipazione di popolo, mai vista in casi analoghi, che sulla piazza del Quirinale attende l'arrivo del dimissionario Presidente del Consiglio, pacificamente ma dando segni di grande soddisfazione.

True story (da Wikipedia)



La storia finta (ovvero il film)
12 novembre 2011, il giorno dell'apocalisse, quando tutto - per il momento - sembra avere una fine. Perché Sollima, che si ispira all'omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, con Suburra dipinge una Roma tragica e tetra, nella settimana che - appunto - precede l'apocalisse. E se i riferimenti alla triste realtà di Mafia Capitale ci inducono a pensare che sia tutto vero, o se non altro verosimile, è sempre meglio non dimenticare che stiamo comunque vedendo un film, girato prima che il funerale di Vittorio Casamonica dell'agosto scorso ci facesse scoprire che, toh, guarda, non esiste solo la mafia, ci sono anche gli zingari di merda (cit.).
Mentre la pioggia scende ininterrottamente senza lavare via nulla, conosciamo uno a uno i personaggi di questa squallida vicenda, tutti, più o meno consapevolmente, collegati tra loro in una ragnatela dove le trame vengono tessute da una serie di personaggi "maligni", siano essi politici, prelati, criminali. Qua la classica definizione "il più sano c'ha la rogna" risulta a dir poco riduttiva. 
Mentre in una villa di proprietà del PR Sebastiano si tengono feste in stile "grande bellezza" e un vecchio complice del Samurai esce di galera dopo essersi fatto vent'anni per rapina a mano armata ed esce di scena nel momento stesso in cui prova a ricattare il suo "amico", nei palazzi del potere si sta cercando di far approvare una legge che contiene, al suo interno, un emendamento che consentirà di trasformare il litorale di Ostia in una Las Vegas de' noartri, grazie agli intrallazzi del corrottissimo onorevole Malgradi (interpretato da un bravissimo Pierfrancesco Favino, a memoria mai così sgradevole), che sfoggia una croce celtica al collo, bacia il figlio quando si ricorda di tornare a casa, dopo essersi scopato un paio di mignotte alla volta, e, fatto come un cavallo, piscia su Roma, intanto che scende la pioggia (ma che fa, crolla il mondo addosso a me - cit.).
E infatti il mondo di Malgradi inizia a crollare, come un domino in cui le tessere sono di fango, la sera in cui una delle due puttane muore per overdose.  L'unico corpo che intende far sparire è il suo, e infatti l'onorevole si volatilizza, lasciando l'altra ragazza ad occuparsi del cadavere. Chiamerà Spadino, il piccolo della famiglia zingara degli Anacleti, che non ci penserà due volte ad andare a ricattare l'onorevole, il quale non ci sta, e, chiederà ad un suo compagno di partito di aiutarlo ad intimorire il ragazzo. Qua entra in scena Numero 8, boss di Ostia, figlio d'arte, che non si limita ad intimorire Spadino ma lo uccide.
Il vecchio Samurai cerca di mettere pace andando a trovare Numero 8 e spiegandogli che non è tempo per le guerre, altrimenti il progetto di Ostia rischia di andare a puttane, e c'è troppa gente interessata. Nel frattempo a causa dei debiti il padre di Sebastiano si suicida, e Manfredi Anacleti, capo della famiglia nonchè fratello maggiore di Spadino, sequestra Sebastiano per fargli capire che i debiti di suo padre adesso li ha ereditati lui. Ovviamente senza dimenticarsi di vendicare la morte del fratello, e, quando scopre, proprio grazie a Sebastiano, chi è stato, nonostante l'ennesimo intervento di Samurai, si aprono le danze, e si inizia a perdere il conto dei morti, in un escalation di violenza che non risparmia niente.
E nessuno.



Suburra è un film potente e teso, con una fotografia bellissima e una colonna sonora strepitosa. che non dà un attimo di tregua allo spettatore, impegnato a seguire le varie storie parallele che poi, inevitabilmente, ad un certo punto, finiscono per incrociarsi.
Però.
Può un film volutamente eccessivo, dove c'è davvero di tutto di più. lasciarmi con la sensazione che gli manchi qualcosa? Sì. Non sono ancora riuscita a capire esattamente cosa, ma sono uscita dalla sala pensando che quello che avevo visto era sicuramente un gran film. Ma resta qualcosa che non mi torna.
Non mi torna la scena di Viola nel centro estetico, non mi torna che ad un certo punto Sabrina scompare e non se ne sa più nulla, ma, soprattutto, non mi torna che quello stronzo di Sebastiano se la cavi.


Quello che va detto è che è interpretato magistralmente.
Di Favino ho già detto,
Amendola nel ruolo di Samurai è più che convincente, per non parlare di Alessandro Borghi (Numero 8) che non conoscevo e che è stato una gran bella scoperta.
Bravissimo anche Adamo Dionisi nel ruolo di Manfredi Anacleti, il capo della famiglia degli zingari.
E poi c'è Elio Germano.
Lo so che è difficile, in un film in cui i cattivi sono così cattivi perché si, mentre i buoni... i buoni non ci sono e basta, fare una classifica di chi sia il peggiore, ma il personaggio di Sebastiano, mi si consenta, è una vera merda: codardo, vigliacco e, come se non bastasse, pure infame.
E il fatto arrivi vivo ai titoli di coda è una delle cose che, probabilmente, mi ha dato più fastidio.


21 commenti:

  1. *•.¸♡¸.•*♥*•.¸¸.•*♡*•♥ ¸.•*♥*•.¸.•*♡*•.¸.•*♥* ★MaRiBeL★
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  2. Anche per me c'è qualcosa che manca, nonostante la potenza.
    Ma già si è detto dalle mie parti.

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    1. Esatto.
      Comunque nonostante quel "qualcosa", resta un film notevole....

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  3. E' la prima rece che leggo che mi fa venire una blanda voglia di vederlo,anche se resta un enere che non mi riesce ad interessare molto.
    "come un domino in cui le tessere sono di fango"è bellissima!!!!!

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    1. Wow, sono onoratissima! :)
      Grazie cara!

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  4. Direi che "il più sano c'ha la rogna" poteva essere il sottotiolo ;-) Il personaggio di Elio Germano è un cane alla catena, come il Pittbull. Bellissimo commento siamo d'accordo... Anche sul giorno di pubblicazione visto che dalle mie parti parlo di questo filmone ;-) Cheers!

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    1. Sì, ho visto, avevo iniziato a leggerti ai semafori rossi, adesso che sono arrivata in ufficio vengo a finire con più calma (e comodità)... :)

      Mentre per quanto riguarda Sebastiano io non offenderei i cani, lui è una merda fatta e finita! :)

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  5. sono d'accordo....manca qualcosa..il problema è, come ho scritto da altre parti, che forse siam gia' abituati allo schifo, quindi non ci sorprende piü nulla. comunque Sollima rimand un regista ottimo e recupera Gomorra che ne vale la pena...

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    1. Si, forse è vero, da questo punto di vista quello che manca è proprio lo stupore....
      e, se ci pensi, è terribile.

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  6. Io mi sono innamorata di Numero 8.
    Madonna che ormone!

    Comunque invece sai che a me ha dato la sensazione contraria? Di compiutezza. Siamo usciti dalla sala guardandoci e dicendo, all'incirca: "Porca l'oca!".
    Mi ha smosso un sacco di roba, soprattutto disgusto.

    (Ciao amica mia. Voglio tatuarmi da Emi ma son rimasta senza lavoro per cui aspetto tempi migliori ma prima o poi verrò a TO!)

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    1. In effetti Numero8 ha il suo porco perché...
      Di disgusto ne muove senz'altro a sufficienza, questo sì....

      Tesoro bello, sai che a Torino c'è una casa che ti aspetta ogni volta che vuoi... Anche perché fra l'altro tu lo studio nuovo di HFS non l'ha ancora visto, vero?
      Speriamo che i tempi migliorino in fretta... roba che, dopo aver visto suburra si fa un po' fatica a credere, però....

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    2. Non l'ho ancora visto! Manco da un sacco.
      Se arrivano quei due soldi di merda della dichiarazione dei redditi magari li spendo lì in sfregio a tutto e, ovviamente, ti avverto!

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  7. Un film che ti lascia senza respiro, bella rece equilibrata, che condivido in toto.Un bwl modo di raccontare la storia recente in maniera epica (alla Rosi, alla Leone, per intenderci ...).

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    1. Ti ringrazio, Alli.
      E' un film che - con tutti i riferimenti alla realtà, seppure portati all'eccesso - non riesce a lasciarti indifferente. .

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  8. Gli hai fatto l'autopsia ;)

    Me sa che il tuo odio per il personaggio di Germano è talmente grande che speri in un seguito dove lo fanno fuori dopo un oò di cure medievali alla Marsellus di Pulp Fiction, sbaglio?

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    1. Ma sai che un "suburra 2, sottotitolo A Sebastia', mavammoriammazzato" non mi dispiacerebbe? :)

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  9. Sì, è vero: le risoluzioni che citi non tornano neanche a me, però la visione mi ha talmente destabilizzata, durante e dopo, che a Suburra ho perdonato tutto, pure quel Sebastiano lì che dà doppiamente fastidio, perché, essendo l'unico non criminale (o almeno l'unico criminale non professionista) è l'unico nel quale provi ad identificarti.

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    1. Io più che destabilizzata ero disgustata, perché, nonostante sia un'opera di finzione, non riuscivo a fare a meno di pensare che molte di quelle cose erano successe, stanno succedendo e succederanno ancora.

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  10. Letto con un occhio solo, altro film che devo recuperare al cinema, se solo ci riuscissi ad andare al cinema (maledizione)

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