14 settembre 2015

Southpaw

Non sono certo un'esperta della filmografia di Antoine Fuqua, che, dirigendo Southpaw è arrivato al suo decimo film.
Io, vedendolo, sono arrivata a tre.
Solo che qua, a differenza degli altri due visti in precedenza, ovvero Training Day (2001) e The Equalizer (2014), non abbiamo Denzel Washington, ma Forest Whitaker.
Adesso che ci penso abbiamo anche Curtis 50Cent Jackson.
Poi - per fortuna - c'è anche Jake Gyllenhaal, che è praticamente l'unico motivo per cui ho deciso di vedere l'ennesimo film sulla vita di un pugile dall'infanzia difficile che si riscatta vincendo tutto, trova amore successo soldi e fama, poi perde tutto (dalle stelle alle stalle), cade, tocca il fondo, si rimette in piedi e (dalle stalle alle stelle) tutti vissero felici e contenti.
La trama, che vi piaccia o no, è tutta qui.
Davvero?
Davvero.
In alternativa potrebbe anche essere un eterno marchettone pubblicitario per l'Adidas.



Jake Gyllenhaal fa paura per quanto è bravo.
In certe scene invece fa paura e basta. Perché io, nonostante finisca per vederli praticamente tutti, i film sulla boxe li patisco. Le scene sul ring, intendo. Quando partono diretti e montanti (con i jab va un po' meglio) metto le mani davanti agli occhi, nemmeno fosse un horror, e non guardo, perché sento proprio il dolore fisico, non ci posso fare nulla. E Jake, che in questo film interpreta il campione (imbattuto) dei medio-massimi Billy Hope, non si risparmia. E l'espressione "metterci la faccia" qua viene presa davvero alla lettera.
E io non so se al posto di Maureen ce l'avrei fatta ad occupare quel posto in prima fila ad ogni combattimento.
Maureen, cresciuta in orfanotrofio come Billy, e che di Billy è diventata, oltre che moglie e madre della loro figlia, amica, consigliera, angelo custode ma soprattutto cervello della coppia, perché saranno anche tutti i pugni presi, io non lo escludo, ma Billy non sembra propriamente un campione di intelligenza,
E nonostante il suo viscido fifty-manager gli abbia proposto una serie di incontri che gli frutteranno la solita vagonata di soldi (a giudicare da quanto poco tempo ci mette Billy ad andare dal culo viene naturale pensare che la fetta più grossa dei guadagni vada proprio al suo agente) Maureen lo convince a rifiutare, e a stare lontano dagli incontri per un po' di tempo.
Ma poi sfiga vuole che ad una cena benefica scoppi una rissa e ci scappi il morto.
Anzi, la morta.
E Billy si ritrova improvvisamente a dover gestire la sua vita. e quella di sua figlia, da solo.
Cosa che non ha mai fatto.
Cosa che non sa fare.
E da questo punto in poi il film precipita assieme alla vita del protagonista, che si ritroverà tempo zero senza lavoro, senza soldi, senza casa, senza figlia.
E mentre Billy tenta di risalire la china, grazie all'aiuto dell'ex pugile Tick Wills noi tentiamo di uscire dalla palude dei cliché e dei dejavu in cui il film si va ad impantanare.
E se riusciamo in qualche modo ad uscirne vivi, è esclusivamente grazie alla bravura di Jake Gyllenhaal.


24 commenti:

  1. Il modo di scrivere di Kurt Sutter mi sta stretto, e qui al suo primo lungometraggio, sbraga malamente. Jake è ancora bollente da “The Jackal” e Whitaker e precatissimo, alla fine sono loro che tengono su il film, a me non è piaciuto, però coinvolge, e il cazzottone finale fa veramente voglia di fare “AUCH!” anche mentre sei seduto in sala ;-) Cheers!

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    1. Kurt Sutter per me - che non guardo serie TV - resta un emerito sconosciuto, per quanto qualche puntata di the shield l'ho anche vista... e alla fine davvero, il film poggia tutto su JG.
      Anche perchè se l'avesse interpretato Eminem, io proprio non l'avrei nemmeno preso in considerazione. :)

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  2. Un film che ha tanto ha suo sfavore - troppa carne al fuoco, la retorica, la bandiera ammmericana che svolazza nel vento - ma a me è piaciuto lo stesso. Ha un grande attore e un grande cuore, e qui e lì piangevo con Gyllenhaal.

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    1. e di tutta quella carne al fuoco buona parte viene dimenticata sulla griglia, fra l'altro... :)

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    2. Eh, quando mai queste americanate hanno dato soddisfazioni con il barbecue? Tu ti perdi nei dettagli. :P

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    3. E io che pensavo che a perdersi fosse stato Sutter!!! :)

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  3. ma quindi finisce bene? uh, guarda, mi hai tolto un peso

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    1. La moglie però non resuscita, eh?

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    2. ecco adesso mi commuovo!

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    3. no, dai... commuoviti la settimana prossima, quando non troverai più i miei struggentissimi post! :)

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    4. sarò troppo impegnato a commuovermi in Croazia :D

      quando partite?

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    5. Noi domenica pomeriggio, tu?

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    6. il martedì dopo. quindi zompate i formaggi, beate voi

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    7. Eh sì, solo che non l'ho ancora detto al mio colesterolo, e ho paura che ci rimarrà malissimo.

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    8. Ecco, se ne vanno tutti e io resto qui :-(

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    9. E' che tu sei andato via prima...

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  4. Fatemi dirre tutto il male possibile su questo film! Ha una trama così prevedibile che prevedibile non descrive neanche bene la cosa. La trama se l'avesse fatta un decenne nel suo temino scolastico avrebbe preso 3. La trama non esiste. Non c'è una scena che uno non si aspetti. Oh, si JG è bravo, però il film è brutto.. E a me la boxe piace!

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    1. che alla fine è quello che ho detto io in maniera molto più diplomatica... :)

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    2. Sì, sei stata così buona che quasi non ti riconoscevo! :-))

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    3. e sarà che alla fine quel minchione di Billy mi faceva un po' pena... :)

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  5. Ne avete parlato tutti così male che mi è passata la voglia di vederlo...

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    1. Ma no, dai, perché negati due ore di riscatto, buoni sentimenti e seconda opportunità? :)

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  6. Io sono d'accordo con Ink: prevedibilissimo e sorretto da un grande Jake, eppure mi ha emozionato di brutto.

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    1. Sì, ho letto.
      Il mio cuore di pietra non è stato scalfito, invece. :)

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