21 luglio 2015

The Reach - Caccia all'uomo

Come consueto, in questa stagione, almeno in Italia, le uscite cinematografiche sono quello che sono, molte sale chiudono per ferie, spuntano qua e là rassegne con titoli più o meno interessanti, nel senso che i più li hai già visti quando era ora, i meno te li sei persi. E, se l'hai fatto, ci sarà stato un motivo abbastanza semplice: non li volevi vedere.
Poi arrivano titoli come questo "the reach", di cui ignoravi l'esistenza e vivevi bene lo stesso, ma finisce che, per la scarsa offerta di cui parlavo poc'anzi, sabato sera ti ritrovi in sala con altri 5 spettatori, a vederlo.
Fra i cinque una coppia di anzianotti che si comportano come fossero stati catapultati direttamente in sala dal loro salotto. Lui che ad ogni inquadratura in cui si vede il deserto (e voi capirete che, essendo interamente ambientato proprio NEL deserto - del Mojave dicono, anche se è stato girato in New Mexico  - di inquadrature del genere ce ne sono un tot) esclama "che meraviglia!", lei per non essere da meno ad ogni inquadratura degli occhioni di Jeremy Irvine se ne esce con un "che occhi!". 
Eh. Tipo due, azzurri. Capirai.
Vogliamo parlare invece del six pack di Jeremy Irvine? No, dai. Pare che l'abbiano già fatto tutte le femmine che hanno sbavat visto il film, quanta banalità. In ogni caso, signore mie, un six pack di tutto rispetto, definito il giusto, non troppo pompato, insomma, una roba bella. E se non ci credete, ve lo dimostro:

Ciao, sono il six pack di Jeremy Irvine. E questa è la scena migliore del film. 
Comunque, siamo in un paesino arido degli Stati Uniti, dove Ben, che si è appena congedato dalla fidanzata che si è trasferita in una qualche città meno arida degli Stati Uniti per frequentare l'università, inizia la sua giornata presentandosi nell'ufficio dello sceriffo, per un lavoro. Già, perché Ben è una guida fra le più esperte della zona. E il suo compito è accompagnare a caccia di bighorn nientemeno che quel gran cornuto di Gordon Gekko. 
Come? Non è Gordon Gekko? Ma dai?
Ok, se lo dite voi.
...E il suo compito è accompagnare a caccia uno squalo della finanza che ha le sembianze di Michael Douglas in versione Gordon Gekko, anche se qua si chiama John Madec (Dantès, se provi a dire "maddeche" ti picchio, sappilo) ed è uno di quegli uomini voglio-posso-pretendo a cui non si può dire di no. Iniziando dallo sceriffo che ha chiuso un occhio (con una mazzetta di verdoni) sul fantomatico permesso di caccia di cui Madec non è in possesso. Ma son dettagli.
Partono, a bordo della superaccessoriata Mercedes G 63 AMG 6x6 di Madec, roba che al confronto un Hummer sembra una Panda 4x4, e si addentrano nel deserto.
Raggiungono la zona prescelta e al mattino sono pronti per la battuta di caccia. 
Che, sfiga vuole, inizia nel peggiore dei modi, infatti Madec, col suo modernissimo fucile di precisione spara e - con un colpo preciso - uccide il vecchio Charlie.
Ben vorrebbe trasportare l'uomo in città, ma Madec pensa a tutte le conseguenze negative che questo incidente potrà procurargli. E da cinico uomo di affari si trasforma in uno spietato psicopatico e per il povero Ben inizia un vero e proprio gioco al massacro, in cui il sadico Madec, dopo averlo fatto spogliare gli intima di incamminarsi in mezzo al deserto.


Tempo di sopravvivenza stimato per un comune mortale che si ritrova a camminare in mutande a 50° all'ombra quando l'ombra non c'è, privato di acqua, senza cappello, senza scarpe e senza protezione solare inseguito da un pazzo a bordo di un condominio a sei ruote con tanto di fucile di precisione? Vogliamo fare un paio d'ore a esagerare?
Io senza scarpe non mi muovo nemmeno dall'ombrellone al bar mentre sono in spiaggia a Rimini alle due di pomeriggio, tanto per farvi un esempio. Dev'essere per questo che il film l'hanno fatto fare a Jeremy Irvine e non a me.
Ben non fa una grinza (un po' di piaghe sì, se non altro) e resiste meglio di un saguaro in serra, e fra un incubo e un flashback sole-cuore-amore si ostina a non voler morire, procurando financo lieve nocumento a Madec, che all'ora dell'aperitivo non rinuncia al suo martini d'ordinanza, mentre il suo piano "diabolico" fa un po' acqua da tutte le parti.
E così, in un susseguirsi di momenti WTF disseminati a spaglio arriviamo al gran finale, e possiamo abbandonare la sala.


E lo so che è un filmetto che ha fatto il pieno di recensioni negative e critiche feroci per tutta una serie di buoni motivi ma basta prenderlo per quello che è, un filmetto, appunto, e alla fine, se non state a fare le pulci ad ogni scena paradossale,  può anche essere un film godibile.
O perlomeno tentare di andarci vicino.
Jeremy Irvine e il suo six pack se la cavano dignitosamente, Michael Douglas - che alla sottoscritta non è mai piaciuto nemmeno quando girava per le strade di San Francisco - fa la sua parte e ha anche prodotto il film, diretto da tal Jean-Baptiste Leonetti. Il regista francese, cresciuto nel mondo della pubblicità (e, pare non averla abbandonata del tutto, visto che a tratti il film sembra un mega spot per la Mercedes), qua è al suo secondo lungometraggio e ha affermato di essersi ispirato a Duel.
Jean-Baptiste, tesoro, ma pisciare più corto no? Che so, dire che ti sei ispirato a BeepBeep e Vilcoyote, magari.
Sborone.





22 commenti:

  1. Mitica, ti sei giocata anche il coyote, fantastica recensione! ;-) Il problema è che devo ancora vederlo il film, quindi riderò tutto il tempo adesso ;-) Cheers!

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    1. Grazie! E' che i film un po' così tirano fuori il mio lato (più) cazzaro... non che sia faticoso, essendo io una gran cialtrona! :)

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    2. In effetti rece molto divertente, mi par di capire pure più del film! ;.)

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    3. In effetti se il film è divertente lo è in modo del tutto involontario. Poi, se non ti metti proprio lì a far la punta agli stronzi non è nemmeno terribile, eh? Abbiam visto vaccate di molto peggiori, sia chiaro! :)

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  2. ah ah l'ho visto ieri e devo dire che mi associo a quanto hai detto...sicuramente la tua recensione è più divertente del film...

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    1. Probabilmente sì, anche perché il film si prende forse un filino troppo sul serio... :)

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  3. madd... no, dai vabbè, smetto. off topic, pare che giovedì esca il vincitore del penultimo festival di Berlino (sapete, sono andato a Berlino l'anno scorso. ma anche quest'anno, per dire). un noir cinese che io ho patito tanto e che è piaciuto a quasi tutti. sarà perché sono una brutta persona?

    p.s.: maddeché?

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    1. cioè, tu hai cancellato il commento solo perchè ti era scappato cinese con due i?
      Non sei una brutta persona, sei solo un po' pignola. Ma, essendo tu vergine, credo sia normale...
      Quindi giovedì esce comunque qualcosa? beh, è una bella notizia. Poi boh, il titolo italiano - non so di cosa parli il film, quindi è facile che non c'entri una minchia - mi piace... il fatto che tu l'abbia patito può essere un dettaglio trascurabile, ti dirò... quasi quanto il fatto che tu sia stato a Berlino. Cosa che, fra l'altro, io non ricordo assolutamente. Sicuro di averne parlato? :)

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    2. c'erano ben due errori nel commento precedente. il titolo italiano non c'entra una beata minchia con il titolo internazionale però magari è la traduzione di quello cinese, va a sapere. ma sai che ero quasi sicuro di averti detto di Berlino?

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    3. Addirittura due? signora mia, ,ma che, si fa così? :)
      Immaginavo qualcosa del genere, pensa che strano... e comunque no, forse non l'hai detto a me, ma a qualcun altro, va a sapere...

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    4. Credo abbia detto a me che è andato a... ohh.. aspetta... dov'è andato? Vabbè. Come si chiama il film cinese da evitare accuratamente?

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    5. Il titolo cinese è "Bai Ri Yan Huo" che non ho idea di cosa significhi, quello internazionale "Black Coal, Thin Ice", in Italia diventa magicamente "Fuochi d'artificio in pieno giorno", che come dicevo prima e il tuo amico mi ha confermato, non c'entra una fonchia.
      Ma... è andato dove? ma soprattutto, chi? :)

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    6. In effetti.. perché non chiamarlo "Calzini bagnati stesi all'ombra?" così, a caso?

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    7. io domando "chi?", loro fanno "cosa?" (cit.)

      comunque secondo la pagina inglese di wikipedia, il titolo cinese 白日焰火, come avrete ovviamente intuito, significa proprio "Fuochi d'artificio in pieno giorno"

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    8. posso dire "sta minchia!"?
      Ma allora cosa c'entrano il carbone nero (financo pleonastico, mi si consenta) e il ghiaccio sottile?

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    9. Per distinguerlo dal carbone vegetale attivo? ;-) Pensassero mai ad un film sul gonfiore intestinale?
      Ok, ok, vado..

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    10. il titolo inglese c'entra tantissimo. quello cinese, a mio modesto parere, c'entra un cazzo

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    11. Ho letto sul film tv che è il nome del bar che compare nel film... Se così fosse, beh, qualcosina-ina-ina significa! :-)

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    12. te l'ho detto che l'ho patito! che è un peccato, perché tutta la prima parte non è niente male

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  4. Questo me lo salto. Ma ti devo cazziare, permetti? Ma che termini astrusi che mi usi, "six pack".
    Io sono ignorante, e per me "pack" poteva essere anche "pacco". Però c'era un sei davanti, quindi questo tipo doveva essere una specie di creatura mitologica, ahahah! Irvine è uno di quegli attori che non riconosco mai, comunque: lo vedo da qualche parte e, fino alla fine del film, mi dico: "e questo chi è?" Mi è rimasto impresso giusto in The Railway Man - no, non l'avevo riconosciuto nemmeno lì - in cui faceva la versione giovane del (fantastico) Colin Firth.

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    1. Da ignorante e maliziosa pure io ho avuto lo stesso dubbio di Mr Ink :)
      Il film dubito lo vedrò, mi sono divertita molto di più a leggerne qui, direi che va benissimo così!

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    2. @Mr Ink: ah ah ah! una creatura mitologica con sei pacchi? diciamo che avrebbe un futuro assicurato come interprete nelle gang bang... :)
      Io penso di non aver mai visto, prima di questo, un film con Jeremy Irvine, anzi, sono sicura perchè ho controllato su wikipedia, ma tutto sommato - considerato che il film è quello che è - mi è sembrato bravino...

      @Lisa: sì, il film si può anche lasciar perdere, in effetti...

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