17 aprile 2015

mia madre

"Il regista è uno stronzo a cui voi permettete di fare tutto!"

E, siccome sono un po' stronza pure io, pur non essendo regista, posso affermare con tronfia sicumera che a me Nanni Moretti piace. E mi è pure simpatico. Toh.
E che anche questa volta è riuscito ad infilare nel suo film una canzone che mi ha fatto venire i brividi. In Habemus Papam era stata Todo cambia di Mercedes Sosa, questa volta abbiamo Famous blue raincoat di Leonard Cohen. 
Scusate se è poco.


Non si è mai preparati alla morte della propria madre, a qualunque età questo accada. 
E Nanni Moretti, nel suo ultimo film, prova a raccontarci questa esperienza alla sua maniera, con un film intimo, toccante e commovente, dove però non mancano sprazzi di ironia e dove ci si ritrova anche a ridere più volte, grazie soprattutto ad un meraviglioso John Turturro che dà il meglio di se ogni volta che entra in scena.
Non si tratta di un vero e proprio film autobiografico, ma nella signora Ada, ottimamente interpretata da Giulia Lazzarini si possono ritrovare molte analogie con la signora Agata Apicella, madre del regista e professoressa di ginnasio, morta nel 2010, mentre Moretti era alle prese con il montaggio di Habemus Papam.
Per questo film, che - vale la pena ricordarlo - sarà in concorso al prossimo festival di Cannes assieme ai film di Matteo Garrone e Paolo Sorrentino, Moretti si ritaglia un ruolo defilato, quello di Giovanni, il fratello della protagonista Margherita, una regista in crisi durante le riprese del suo ultimo film, ambientato in una fabbrica occupata, e interpretato dall'attore americano Barry Huggins (John Turturro, l'attore che interpreta l'attore), personaggio istrionico e indisciplinato, che dimentica le battute e non riesce a pronunciarle decentemente.
La donna si divide, sempre più combattuta e insicura, tra il suo lavoro e il suo ruolo di figlia nelle frequenti visite all'ospedale, per accudire la madre ricoverata, scoprendo, in un'alternanza di passato, presente ed immaginazione, molte cose sulla donna che ignorava, dall'amore per le cucine esotiche ai contatti umani mantenuti con gli ex allievi, fino ai segreti amorosi della nipote Livia, sua figlia. 
Margherita Buy, che interpreta Margherita, è l'alter ego di Moretti, con i dubbi, gli scoppi d'ira, il carattere difficile e le domande tipiche morettiane, come quando, dopo aver dato lo stop ad una scena chiede "Ma lui vorrebbe essere il poliziotto o l'operaio? Vuole picchiare o essere picchiato?"
Non sappiamo se Moretti sia riuscito a "rompere almeno uno dei suoi duecento schemi", come fa dire al suo personaggio mentre si rivolge alla sorella, ma, se anche così non fosse, a noi in fondo va bene lo stesso.





















"Ti prendono a piccole dosi perché si sentono a disagio con te"

39 commenti:

  1. Per me ogni uscita di Nanni, fin dai tempi di Ecce Bombo, è un evento: non vedo l'ora vedere anche questo.
    Però, che tris d'assi a Cannes!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io mi fiondo in sala ad ogni uscita Morettiana... e anche questa volta sono uscita soddisfatta. E commossa.

      Per quanto riguarda Cannes davvero tanta roba! Ho letto che era dal 1994 che non c'erano tre registi italiani in concorso contemporaneamente... però ieri sera prima del film di Moretti hanno trasmesso i trailer sia del film di Sorrentino - che mi intriga - sia di quello di Garrone. Che, oltre ad essere in costume (e io mal sopporto i film in costume) dal trailer non mi ha certo invogliato alla visione. Ma sono pronta a ricredermi, che si sa che i trailer sono truffaldini! Però non sto certo smaniando dalla voglia di vederlo.

      Elimina
  2. Non sono esattamente un fan di Moretti, alcuni li ho saltati proprio di proposito, ma questo mi ispira, e parecchio. Tra i tre, comunque, quello che meno preferisco è Sorrentino, associandolo ormai all'odioso La grande bellezza. Che sì, mi è stato giusto un po' sulle scatole. Spero di vedere questo Mia Madre, insomma: passo e chiudo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io come sai non sono fan di nessuno, ma Moretti lo "prendo" sempre a scatola chiusa... :)
      Per quanto riguarda i film di Sorrentino e Garrone, basandomi soltanto sui trailer, devo dire che Youth mi ispira molto più di Tale of Tales, considerata la mia avversione per i film in costume... :)
      Staremo a vedere!

      Elimina
    2. Io ho trovato entrambi i trailersssss molto carini, voglio vederli, esteticamente sembrano magnifici!

      Elimina
    3. sulla grande giovinezza sono assolutamente d'accordo, mentre su Garrone ho N riserve, a giudicarlo solo dal trailer...

      Elimina
    4. Dal trailer sembra un film di Greenaway!

      Elimina
    5. Seeee, i primi erano dimolto in costume! :-) A me piacciono. In costume.

      Elimina
    6. A me no.
      In costume.
      Che per caso l'ho già detto? :)

      Elimina
    7. Ma, se ci pensi, TUTTI i film sono in costume. Mica nessuno gira con i suoi abiti. Tocca ricrederti! :-))

      Elimina
    8. :-( Non riesco a convincerti...

      Elimina
  3. Ma quindi il buon Nanni ci regala un altra delle sue magnifiche (Gulp!) prove da cantante anche in questo film? Oppure si limita solo a scegliere la musica giusta? No perchè Moretti si ostina a cantare, anche se non è che gli riesca proprio benissimo ;-) In ogni caso vedrò il film appena sarà possibile... Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, qua il buon Nanni non canta, in compenso canta (?) John Turturro... (!!!)
      La musica giusta comunque l'ha scelta, e bene. Quel pezzo di Cohen è a dir poco splendido.

      Elimina
  4. Non sono sicura che il film mi abbia proprio entusiasmato, ma mi sono sorpresa a parlarne molto bene con almeno due persone che mi hanno chiesto un parere, quindi dev'essermi piaciuto più di quanto non credessi! Confermo interpretazioni veramente perfette, la storia non spinge sul sentimentale, anzi, e Moretti è bravo, anche se a qualcuno non piace, a me sì.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A volte succede che un film abbia bisogno di decantare per farci scoprire quanto ci è piaciuto e farsi apprezzare... ;)

      Elimina
  5. che te lo dico a fa'? «E, siccome sono un po' stronza pure io, pur non essendo regista, posso affermare con tronfia sicumera che a me Nanni Moretti piace. E mi è pure simpatico. Toh» è l'incipit dell'anno e lo sottoscrivo preciso. e il film non vedo l'ora di vederlo!

    p.s.: Cannes... gesussanto, e io qua nel bdcdP!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ah, signora mia, non mi dica nulla... che poi a Cannes ci si arriva in un attimo dal bdcdP... :)

      Elimina
    2. è starci una settimana il problema...

      Elimina
    3. è un mondo difficile, dovresti saperlo.

      Elimina
  6. Ma quindi è uno dei Moretti buoni come i primi o quello radical e poco sopportabile come in La stanza del figlio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me è buono, ma equidistante sia dal primo moretti sia da La stanza del figlio.

      Elimina
  7. Anche a me i primi non dispiacevano,i recenti non riescono a piacermi :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me continua a piacere. Ha sempre quel tipo di ironia sprezzante che mi è congeniale.

      Elimina
  8. L'attesa è grande, ma andrò a vederlo lunedì sera: non voglio sale affollate e chiassose, preferisco una visione più 'intima' possibile. Le tue parole mi fanno ben sperare :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me ti piacerà.
      Noi l'abbiamo visto ieri sera, la sala era discretamente affollata ma rigorosamente silenziosa... :)

      Elimina
  9. Great article:) great job!
    Would you like to follow each other? To help each other out? Let me know. :)

    LUCY DOES IT BETTER

    RispondiElimina
  10. Non sono un gran fan di Moretti, ma "Habemus papam" mi era piaciuto.
    E questo ammetto che mi ispira molto e, dopo le tue parole, mi ispira ancora di più :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Habemus papam era piaciuto molto anche a me, questo è più "personale", ma resta inconfondibilmente morettisno...

      Elimina
  11. Morettiano di lunga data pure io, mi vesto come lui (e in passato, quando avevo più capelli, ci assomigliavo pure, mannaggia sti capelli, in compenso, ancora pochi peli bianchi sulla mai barba, ma lasciamo stare). Mia madre è un film molto triste, commovente, ci sono sempre le ossessioni morettiane, i momenti surreali, quel confondere realtà da sogno. C'è meno politica, almeno in apparenza, come ne La stanza del figlio... spiace che non sia personaggio principale (non vorrei cominciasse a fare come Allen, è ancora giovane per stare solo dietro la macchia da presa). Come Allen, ha Turturro, personaggio che si sta ricavando tanti personaggi veramente belli, strani, ed è vero, con lui i momenti più divertenti (l'americano a Roma, che parla strano, e ha tutti quei luoghi comuni in testa). Anche se credo sia impossibile fare classifiche dei film di Moretti, questo non lo metterei tra i primi ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esiste un look nannimoretti? :)

      Si, è sicuramente meno politico, ma riesce a stemperare la tristezza alternandola con equilibrio ai momenti ironici...

      Elimina
  12. Secondo me questa è una delle tue recensioni più belle. E non sono un robot.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mai avuto il minimo dubbio su questo...
      Grazie, cara! :)

      (come stai?)

      Elimina
    2. (Sto. Tu come stai? Che poi... ma qui ce lo dobbiamo dire? Però grazie per la domanda :-) )

      Elimina
  13. Bravissima Poison, una rece completa e in cui, per una volta, fai intravedere una lacrima :)

    Gran film

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma grazie! :)
      (guarda che le lacrime le faccio intravedere sovente, eh? che sembro cattiva, ma in fondo sono tenera come una merdina di peluche!)

      Elimina
  14. Visto, e spero nel weekend di riuscire a scrivere qualcosa.
    Mi è piaciuto molto, è il film più personale di Moretti, profondamente autobiografico e coraggioso (soprattutto per aver trovato il coraggio di fare autocritica... da uno come lui in pochi se l'aspettavano).
    Ma anche, a mio avviso, profondamente politico: quel film sugli operai in lotta che la Buy cerca di girare, senza passione e tra l'indifferenza della troupe, la dice lunca su come Moretti 'vede' la politica attuale...

    RispondiElimina