1 aprile 2015

French Connection



Vi ricordate "Il braccio violento della legge", girato da quel geniaccio di Friedkin nel lontano 1971? 
Il titolo originale era "The French Connection" e nel 1972 si portò a casa cinque oscar, fra cui miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista (oltre a montaggio e sceneggiatura non originale). 
In quel caso Marsiglia era il punto di partenza per una vicenda che poi si sviluppava oltreoceano.
Dopo più di 40 anni arriva in sala la risposta francese, diretta da Cédric Jimenez, un regista nato e cresciuto a Marsiglia, e che all'epoca in cui inizia il film, 1975, aveva appena un anno. 
(adesso parte il solito pippone selvaggio sulla traduzione dei titoli, io vi avviso).
French Connection, cari signori, NON E' il remake di The French Connection.
Il titolo originale è "La French". 
E a me viene un dubbio: i titolisti l'avranno intitolato come il film di Friedkin (ma senza l'articolo, eh? che finezza) per ingannare lo spettatore, o avranno pensato che lasciando il titolo originale "La French" si sarebbe riversato in sala un esercito di estetiste pronte a scoprire tutti i trucchi e i segreti della manicure? 
Io propenderei per la prima ipotesi, ma non do nulla per scontato. Perché a volerla proprio dire tutta, French Connection è anche un brand di abbigliamento, anche se in Italia non è proprio diffusissimo

(fine del pippone selvaggio sulla traduzione ad minchiam dei titoli).

La French è un solido polar con una cura per la ricostruzione storica ineccepibile. Fotografia, costumi ambientazioni: tutto reso in modo accuratissimo e perfetto, persino i colori sembrano avere la patina degli anni, come quando riguardi le vecchie Polaroid. 
Marsiglia - a quei tempi capitale mondiale del traffico di droga - fa da teatro alla storia (vera, fra l'altro) dell'irreprensibile giudice Pierre Michel, ottimamente interpretato da Jean Dujardin, che, appena insediatosi in città decide di debellare l'organizzazione criminale gestita da Gaetan (Tany) Zampa (Gilles Lellouche, che con Dujardin ha già recitato in "piccole bugie tra amici" oltre che nel trascurabilissimo "gli infedeli"). boss del narcotraffico che sembra inafferrabile, grazie anche al solito sottobosco di poliziotti e politici corrotti e collusi.
Michel, con un passato da giocatore d'azzardo, decide di rischiare il tutto per tutto, e, sfidando colleghi e superiori, si lancia a testa bassa per condurre la sua indagine come una missione, e, per arrivare a Zampa inizia a far terra bruciata attorno a lui, eliminando la "piovra" a partire dai tentacoli... fino all'incontro faccia a faccia tra i due con il giudice che ribadisce di non aver paura.

Film di stampo classico, che si farà senz'altro apprezzare dagli amanti del genere, elegantemente confezionato, che non indugia eccessivamente su scontri a fuoco e spargimenti di sangue, delineando le figure dei protagonisti in maniera rigorosa sia nella loro parte pubblica sia in quella privata (entrambi hanno una famiglia a cui sono attaccatissimi, e anche questa parte non viene trascurata).
In buona sostanza, un film dove l'eterna lotta tra il bene e il male ci viene mostrata in tutta la sua tragica forza, grazie alle interpretazioni dei già citati Dujardin - Lellouche, ma anche a tutto il resto dei coprotagonisti, che non restano defilati sullo sfondo, ma a cui viene dato il giusto spazio.
Insomma, da vedere.


Per la cronaca, (QUI e QUI) pare che la famiglia del giudice Michel non abbia gradito particolarmente il film.

20 commenti:

  1. Quando ho visto la locandina pubblicitaria per strada mi è preso un mezzo colpo, ho pensato subito al filmone di Friedkin. Appena riesco vado a vedermelo, il tuo commento era il segno che attendevo per convincermi a dargli una possibilità ;-)

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    1. Secondo me è un bel filmone classico, che non dovrebbe deludere... :)

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  2. Sicuramente lo vedrò. Sai che per le produzioni francesi ho un certo debole :)

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    1. E fai bene, secondo me la visione la merita tutta.

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  3. lo voglio assolutamente vedere...

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    1. Credo che anche questo possa piacerti...

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  4. condivido in pieno il pippone, machettelodicoaffà?

    il film mi incuriosisce molto e... ah, oggi postai! e non è un pesce d'aprile

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    1. eh, anfatti...

      ti lessi, ti lessi... ma tu, eventualmente, la versione uncu(N)t me la presteresti, prima o poi?

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    2. certamente! ah, comunque Dafoe non si spoglia :)

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    3. Anch'io condivido il pippone, quando Poison è così perentoria e polemica, mi sciolgo...per poi ricompormi, in fondo sono sempre un signore! :-D

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    4. ma quanto mi piace essere ANCHE perentoria!
      Che sul "polemica" non c'è da discutere... :)

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  5. Ispira parecchio anche al marito. Se riusciamo a trovare un buco andiamo (domandona...un ragazzino di 11 che ha già visto Skyfall, Casino Royale, Non Stop insomma, già cinematograficamente piuttosto sgamato lo può vedere ??)

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    1. Non sono molto pratica di ragazzini, a dire il vero, ma credo di sì, non mi è sembrato né cruento né volgare, non c'è sesso... magari finisce che si annoia pure! :)

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  6. Secondo me i titolisti, come al solito, non hanno pensato affatto.
    Questo film lo metto in lista perché sento potrebbe piacermi! :)

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    1. non avevo considerato l'ipotesi di assenza di pensiero... :)
      Comunque sì, secondo me potrebbe!

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  7. Non sembra male, però se dici che è troppo classico e di genere comincio a sbuffare... :)

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  8. Dal trailer non mi ispira proprio... però vedo che lo state promuovendo tutti e a me le cose classiche non danno troppo fastidio. Potrei dargli una chance :)
    Comunque fa piacere vedere che Dujardin è ancora vivo.

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    1. Potresti, sì. Non è davvero niente male...
      (in che senso "è ancora vivo"?)

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