6 febbraio 2015

Birdman or (the unexpected virtue of ignorance)

And did you get what you wanted from this life, even so?
I did.
And what did you want?
To call my self beloved, to feel myself beloved on the Earth.





In estrema sintesi, Birdman è la storia di un uomo che ragiona col cazzo parla con il suo uccello. 
92 minuti di applausi e questo post potrebbe finire qui.
Ma, siccome mi piace essere sintetica, ma non fino a questo punto, ho deciso che dirò qualcosa in più sull'ultimo film di Alejandro González Iñárritu, che, ad agosto, ha aperto la la 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e ieri è finalmente arrivato anche nelle sale italiane.
Avendo saputo che il cinema Centrale - sempresialodato - l'avrebbe programmato in v.o., invece di vedermelo comodamente spalmata sul divano di casa, ho aspettato, da brava spettatrice, che il film uscisse in sala, e ieri sera, in compagnia della Tiz e di Sua Bionditudine abbiamo sfidato la neve il freddo e il gelo e siamo andate a vederlo. 
Parafrasando Luca Carboni, viene spontaneo pensare che ...intanto Inarritu non sbaglia un film e anche questa volta fa centro, portando sullo schermo la storia di un uomo che confonde l'amore con l'ammirazione, in un film che è cinema che entra nel teatro che entra nella vita che entra nel cinema in una specie di loop che mischia tragedia e divertimento, realtà e finzione, normalità e follia, lanciando più di una critica feroce, in maniera a volte velata a volte affatto, contro lo star system, contro la critica stessa, e contro la ricerca del successo e della fama a tutti i costi, dove in un solo giorno si possono ricevere millemila "like♥" su un qualsiasi social network, regalando l'illusione di una fama tanto effimera quanto distorta.


Abbiamo un attore, Riggan Thomas, che è la versione moderna e maschile di Norma Desmond. 
Dopo un successo travolgente nel ruolo di un supereroe (il Birdman del titolo, appunto) con tanto di sequel 2 e 3, come ogni film sui supereroi che si rispetti, la sua fama è in caduta libera. 
Deciso a dimostrare a tutti, a cominciare da se stesso, di non essere solo un ex divo di Hollywood senza né arte né parte, decide di allestire uno spettacolo a Broadway, portando sul palco un adattamento dei racconti di Raymond Carver racchiusi in quello splendido volume che è "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" (off topic: alcuni di questi racconti erano già stati ripresi da Altman in "America Oggi").
Impresa ambiziosa ed azzardata sotto parecchi aspetti, a partire da quello economico, ma Riggan non vuole sentire ragioni. Quando, durante le prove uno degli attori protagonisti rimane vittima di un incidente sul palco, è costretto a trovare un sostituto e, convinto da Lindsay, la protagonista femminile, ingaggia Mike Shiner, che gode dei favori del pubblico e può garantire ottimi incassi. 
Ma, mentre le prove continuano e si avvicina la sera della prima, Riggan deve combattere contro tutto e contro tutti, a partire dai fantasmi del suo passato, che si presentano sotto forma del personaggio che l'ha reso famoso, un vero e proprio alter ego devastante.
Riuscirà Riggan a riconciliarsi con il suo vero io?


Due ore che non lasciano un attimo di tregua, senza calare mai di intensità, con l'intero cast in totale stato di grazia. Michael Keaton, nonostante io non l'abbia mai amato particolarmente, è grandioso, dà corpo e anima ad un Riggan Thomas che lascia il segno, Emma Stone nei panni di Sam, figlia di Riggan è intensa come non mai, specialmente nei dialoghi con Edwar Norton/Mike Shiner sul tetto del teatro.
Norton è immenso, peccato che dovrà contendersi la statuetta con J.K.Simmons, perchè io la darei a tutti e due (la statuetta). Ho apprezzato anche Zach Galifianakis e Andrea Riseborough. Naomi Watts - brava eh? - è forse quella che mi ha impressionato meno, ma è comunque nel ruolo.
L'incessante suono di batteria di Antonio Sanchez costituisce gran parte della colonna sonora, accompagnando l'andamento delle scene con il ritmo che accelera o rallenta a seconda delle situazioni.
Cos'altro aggiungere?
Solo una cosa: non perdetevelo. 

A thing is a thing, 
not what they say about that thing.

57 commenti:

  1. Non mi ha impressionato troppo - e riconosco di essere uno dei pochi, eh: quindi sono in difetto io - ma la regia di questo qui (il cognome è troppo difficile da scrivere, un po' di comprensione per me!) è magnifica. Sembra tutto un lungo, lunghissimo piano sequenza. Attori ottimi, nonostante la storia non mi abbia fatto né caldo né freddo, né piange né ridere, ma ho trovato debolucce le interpreti femminili. Non male la Stone, anche se non da Oscar, e molto leziosa la Watts, che pure nel modesto St. Vincent era sfavillante :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti confesso che io non sapevo esattamente cosa aspettarmi dal film, ma partivo dal presupposto che potesse non piacermi, complice la mia scarsa simpatia nei confronti di M.Keaton. E per non farmi influenzare ho evitato di leggere le recensioni già apparse in giro.
      Alla fine invece mi ha convinto.
      A parte Naomi Watts, su cui la pensiamo allo stesso modo.
      E comunque, per restare in tema, non devi assolutamente sentirti in difetto: un film è un film, e non quello che dicono di quel film! :)

      Elimina
  2. Bello! Anche se io l'ho trovato molto per cinefili (o per appassionati di cinema), con tutte le citazioni sugli attori che hanno interpretato supereoi e tutti gli attori che Riggan-Keaton avrebbe voluto in sostituzione dell'infortunato e altresì molto Hollywood-centrico, della serie critico il sistema che mastica e sputa le persone ma, per non sbagliarmi, ci faccio sopra un film, Mi è piaciuto, ma la statuetta per me rimane a The Imitation Game, mentre Keaton vince come miglior attore e non ci sono santi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Personalmente adoro i film in cui ci sono citazioni, riferimenti e tutto il resto. Facilmente una fetta di pubblico (ammesso e non concesso che vada a vederlo) potrebbe rimanere perplesso, un po' come l'intervistatrice nella parte iniziale, che chiedeva dove avesse recitato Barthes... :)

      Elimina
    2. Infatti ho provato ad immedesimarmi in uno spettatore-medio (esiste?) non particolarmente intrippato con il cinema e ho pensato alla sua perplessità.
      Per dire, all'ex non è strapiaciuto, ma ha apprezzato alcune cose, mentre la fidanzata dell'ex l'ha (non tanto cordialmente) detestato. Purtroppo Roger Ebert non potrà darci il suo parere.

      Elimina
    3. io, che mi reputo spettatore medio(cre) ho stranamente apprezzato. Ma ti assicuro che sono la prima a stupirmi di non essermi infastidita nemmeno un po', soprattutto quando vira nel surreale, che tu sai, non amo parecchio, per usare un eufemismo.

      Elimina
    4. Beo beo beo...comunque Iñárritu ne ha sbagliati di film :-D...o meglio, faceva sempre lo stesso film!

      Elimina
    5. beh, io parlo dei quattro/cinque che ho visto... e sinceramente non mi sembravano lo stesso film. Forse mi aiuta il fatto di avere una memoria da pesce rosso? :)

      Elimina
    6. @Fascino: a me pare che si mantenga sempre tra il dignitoso e l'ottimo, e non è poco! E li ho proprio visti tutti.

      Elimina
  3. Io sto esplodendo di rabbia! Lo stavo aspettando anche io in sala ed il mio solito cinema non lo ha ancora messo in programmazione. Penso proprio che li insulterò appena mi sarà possibile.
    Comunque sia, visto che anche tu dici che non lo si può non vedere, domani sera vedrò di cercarlo in un'altro cinema. Dato che il mio ha deciso che non gli piaceva il titolo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so quale sia il tuo solito cinema, ma non è fisicamente possibile che un'unica sala riesca a programmare ogni titolo in uscita... :)

      Elimina
    2. Magari il suo solito cinema è una multisala! Con 10 sale! :-) Però ripensandoci non è un film da multisala...

      Elimina
    3. beh, ad esempio qua è in programmazione all'UCI sia Lingotto sia Moncalieri, quindi, volendo, è anche un film da multisala.
      (addirittura Moncalieri è l'unico paese che lo proietta in tutta la provincia di Torino!)

      Elimina
    4. Uhm... ma pensa. Le multisale si sono evolute e io lo ignoravo, o hanno frainteso il tipo di film. Credo di avere grossi pregiudizi nel confronti delle multisale, sono la solita snob.

      Elimina
    5. Io continuo a mantenerli tutti, se per te fa lo stesso.
      Smetterò quando loro smetteranno di vendere popcorn rancido e caramelle in modo che la gente non sgranocchi per tutta la durata del film come una mandria di bufali bulimici.
      Ma non perchè io sia snob, eh? ah ah aha

      Comunque, tornando a Birdman, magari hanno pensato si trattasse di un porno...

      Elimina
  4. Come ho scritto un po' ovunque, avendolo visto al tempo veneziano l'entusiasmo per il film è un po' scemato.
    Ma che regia, che attori e che monologo pre-finale! Questo sì non l'ho dimenticato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come dicevo a Mr.Ink avevo ben più di un dubbio nei confronti di questo film, anzi, ero praticamente certa che non l'avrei apprezzato. E invece ho dovuto ricredermi. Assolutamente promosso.

      Elimina
  5. concordo con l'analogia tra Norma Desmond e Riggan
    mi chiedo solo COME FANNO A DEFINIRLO COMMEDIA?
    è un dramma cupo e senza sorriso, come lo era VIALE DEL TRAMONTO
    punto tutto su Keaton oscarizzato

    RispondiElimina
    Risposte
    1. dici che commedia drammatica è un ossimoro?
      io non l'ho trovato esclusivamente cupo, però...

      Elimina
    2. Ma non è affatto cupo... facciamo un dramma ironico?

      Elimina
  6. uh come mi scappa di vederlo! vabbè comunque stamattina mi sono consolato con Hal Hartley. bello, mi piacque

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene! Ma dici che esce? Almeno al Massimo3?

      Elimina
    2. mah, dubito fortemente

      Elimina
    3. Ok, allora posso odiarti, e ti odio già, sallo! :-)

      Elimina
  7. Condivido ogni singola sillaba. Se ti va, qui le prove:
    http://salvatorebaingiu.blogspot.it/2015/01/birdman-or-unexpected-virtue-of.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vengo a leggere subito! Come dicevo non ho voluto farlo prima per non farmi influenzare in alcun modo...

      Elimina
  8. Gia' sai...e se non sai vieni a leggere!:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Adesso ho letto. E mi sono pure espressa... :)

      Elimina
  9. Questo è Cinema!
    Il finale è tra i più belli in assoluto.
    Se quest'anno non ci fosse stato Simmons, Norton avrebbe vinto l'Oscar.
    E Keaton spacca il culo a tutti, perdona il francesismo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. perdonato, tranquillo! :)
      Comunque sì, Keaton davvero perfetto. E Norton mi ha entusiasmato, come non succedeva da un pezzo. Ripeto, l'unica a non avermi convinto è stata Naomi Watts, ma direi che fa lo stesso.

      Elimina
  10. Sono qui con un scimmia colossale.
    E tanto per cambiare, proprio quando voglio vedermelo al cinema a tutti i costi, da me non lo fanno...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è del marcio in Trentino, e non solo in Danimarca, quindi? :)

      Elimina
  11. Ottimo commento, e giù il cappello per la frase iniziale... Ho riso 3 minuti di fila da solo davanti allo schermo ;-)

    RispondiElimina
  12. Ne parlerò lunedì.
    E non dico nulla per mantenere un certo mistero. Anche perchè non so cosa dirà il mio rivale. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma poi lunedì ripassi a commentare? :)

      Elimina
  13. Ho intenzione di vederlo domani, poi ripasso e sproloquio un po'!!!

    RispondiElimina
  14. Anche io come Ford non dico nulla, visto che ne parlerò presto...

    Comunque quando dici che "Birdman è la storia di un uomo che parla con il suo uccello" hai colto l'essenza del film molto più di tanti critici che hanno cercato chissà quali riferimenti... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dici che il messaggio è proprio quello? :)

      Elimina
    2. Keaton è da Oscar! E Simmons vincerà su Norton, sennò finirà per demolirlo o lo f**terlo come un maiale... XD

      Elimina
  15. Awww che bello sentirne parlare bene visto che anche io l'ho adorato. Un film da vedere e ammirare, senza farsi troppe domande sul Birdman nella testa di ognuno di noi o son problemi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Decisamente un gran film!
      Dici che ognuno di noi sente le voci quindi? :)

      Elimina
  16. Eccomi, dopo la visione, soddisfatto ma non entusiasta come te. L'ho trovato un po' lentino, bello ma lentino. Forse sto invecchiando...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero l'hai trovato lento? Per me aveva un ritmo serratissimo. Però a parte questo mi pare di capire che ti sia piaciuto lo stesso...

      Elimina
    2. Eccerrrto che mi è piaciuto

      Elimina
  17. Sei partita con la frase-recensione e poi non solo l'hai ampliata ma hai tirato fuori una delle tue rece più lunghe e complete.
    Complimenti.
    Non ho capito la parafrasi di Carboni ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se mi sforzo riesco ad essere anche una personcina seria, hai visto? :)
      Grazie!

      (Il riferimento a carboni è legato al titolo del suo primo disco "e intanto dustin Hoffman non sbaglia un film": inarritu pure! )

      Elimina
    2. Ah, ecco, è vero.
      Ahimè, ci son cresciuto con Carboni (intendo i miei 10-15 anni) e non ricordavo affatto sto titolo...

      Elimina
  18. Volevo vederlo. E dopo la tua recensione...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mariella, vai a vederlo, poi mi dirai!

      Elimina
  19. Gran film veramente, lo aspettavo da quando ho visto la pubblicità al cinema, e non mi ha deluso. Direi grande interpretazione di tutti, veramente ... un peccato la critica che fa Sam, figlia di Riggan, a Carver, definendolo uno scrittore per vecchi, e altre cattiverie che dice in uno dei suoi sfoghi contro il padre. Carver è un grande scrittore, ne consiglio la lettura, oltre che associarmi al tuo appello: andate a vedere Birdman, ne vale la pena.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, ma ci può stare, però. Quando eri giovane non ti sei mai ritrovato a criticare qualcosa pensando come Sam che fosse "da vecchi" per poi ritrovarti, una volta invecchiato, ad avere un parere diametralmente opposto? A me sì! :)
      Però nello specifico, Carver l'ho letto che ero relativamente giovane.
      Non fosse che in Italia ci hanno messo 20 anni per pubblicare sia "di cosa parliamo..." sia "vuoi star zitta per favore?" mentre è andata meglio con "cattedrale". Poi, ammetto, la mia conoscenza di Carver si ferma qui. :)

      Elimina
    2. In effetti ci può stare, in particolare per le seconde cose che hai detto. In Italia è venuto dopo (stupende le edizioni minimu fax che ho letto tutte, dalle poesie a tutto quello che hanno pubblicato), quindi può essere, che per una giovinetta di oggi, cresciuta a pane e fb, si possa considerare una cosa vecchia... e poi lo dice nel momento di sfogo massimo con il padre.

      Elimina
    3. Io ho letto solo quelli che ho citato sopra, ricordo che "di cosa parliamo..." aveva la sovraccoperta verde acido... :)
      Minimum Fax era una delle mie case editrici preferite!

      Elimina
  20. Capolavoro della madonnadeddìo. Il piu bel vero/finto piano sequenza da eoni...
    Inarritu da lezioni di cinema e noi ci si inginocchia adoranti...

    RispondiElimina