20 gennaio 2015

Stupdt

Ieri sera io e la Tiz ci siamo spinte alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per la presentazione del libro "Stupdt", di Arrigo Cipriani.
Sì, proprio il Cipriani dell'Harry's Bar di Venezia, locale tanto caro a Ernest Hemingway. 
Intanto perché ci piaceva il titolo, poi perché a dialogare con l'autore c'era Luca Bianchini, e poi perché alla conclusione della presentazione ti offrivano pure un bellini, famoso cocktail inventato proprio da Giuseppe Cipriani, padre di Arrigo, nello storico locale veneziano (anche se ovviamente abbiamo dovuto rinunciare alla polpa di pesca frullata, che, come ben sapete, non si può avere tutto).
In ogni modo la presentazione è stata leggera e divertente, con letture di brani tratti dal libro seguiti dalle domande di Bianchini a cui Cipriani rispondeva senza battere ciglio. Arzillo signore ottantenne, che, fra le altre cose, è stato istruttore di karate per 25 anni. ancora oggi tiene corsi (non di karate) a  Ca' Foscari, e si permette di ironizzare sul fatto che gli anni che gli restano da vivere ormai si possono contare sulle dita di una mano.
Mentre si faceva un vanto del fatto che il suo non fosse un locale "stellato" a noi è sembrato che invece gli rodesse un po' il culo, ma magari siamo noi che siamo maligne, eh?
Ha spiegato la differenza tra lusso e snobismo, raccontato aneddoti sui Savoia dopo essersi assicurato che non ce ne fossero in sala e poi, verso la fine, ha lasciato che il pubblico gli rivolgesse qualche domanda.
Quando scatta il momento del "Q & A" noi sappiamo per esperienza che da lì a poco ascolteremo domande che sembrano uscire da un episodio di ai confini della realtà.
Ricordo ancora, dopo la visione de "La Trattativa", con Sabina Guzzanti presente in sala, un tizio che iniziò a tempestarla di domande su suo padre, che - qualunque sia l'opinione che uno possa avere su Paolo Guzzanti - erano assolutamente fuori luogo e fuori contesto.
E quindi.
Prende la parola una signora agée, che, con forte accento sabaudo si rivolge al Cipriani con queste parole: "Vado spesso al ristorante, e ordino sempre il pesce alla ligure. Ma perché i ristoratori non ci mettono più l'aglio? Non è più di moda?"
Ma signora cara, che domanda è? Ma soprattutto, che ne può sapere il povero Arrigo?
E' poi la volta di un'altra signora che chiede "Perché nel menu dei ristoranti non c'è mai la frutta cotta?" No, ma davvero? Tu vai al ristorante e a fine pranzo vuoi la frutta cotta? Ma vero vero me lo stai dicendo? Infatti Cipriani le ha risposto, con molta più diplomazia di quella che avrei usato io, che probabilmente non c'era abbastanza richiesta.
Torna alla carica la signora che non trova l'aglio nel pesce alla ligure: "il professor Veronesi ha detto che la carne fa male. E' vero?"
Che è come se io domandassi al mio meccanico un consiglio su cosa dar da mangiare al mio gatto.

3 commenti:

  1. Il bellini mi è piaciuto, peccato i bicchieri di plastica, ma io sono più snob di Cipriani, temo... Oh, non abbastanza snob da non berlo, ché io di fronte al gratis sbrocco.
    Ai Q&A del Circolo dei lettori succedono lcose simili, persone mooolto anziane, prima di fare la domanda iniziano a raccontare la propria vita, e poi si dimenticano della domanda. Se mi riduco così, abbattetemi!

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    1. anche se non ricorderò di averti mai conosciuto e frequentato? :)

      comunque concordo: i bicchieri di plastica sono il male.

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