19 gennaio 2015

Hungry Hearts

Peccato che il titolo "Le conseguenze dell'amore" sia stato già usato nel 2004 da Paolo Sorrentino, perché altrimenti Saverio Costanzo, che nello stesso anno si faceva conoscere al grande pubblico con il suo primo lungometraggio, "Private" (vincitore del Pardo d'Oro al festival di Locarno), avrebbe potuto farci (più di) un pensierino. 
Peccato (per me, invece) aver visto il film nella sua versione doppiata - anche abbastanza malamente, se posso permettermi - perché sicuramente in v.o. l'avrei apprezzato di più, e avrebbe senz'altro reso maggiormente l'idea di sradicamento e solitudine di Mina, italiana a New York, a partire dal dialogo "al rallentatore" con la suocera durante il pranzo di nozze.
Ma andiamo per ordine.
Mina e Jude si conoscono praticamente per forza nel momento in cui si ritrovano bloccati nel bagno di un ristorante cinese. Li ritroviamo, innamorati e conviventi, qualche tempo dopo, non ci è dato sapere quanto, né ci importa, alla fine. 
Dopo aver scoperto che da lì ad un paio di mesi lei verrà trasferita per lavoro (non ci è dato sapere dove, né ci importa, alla fine) scopre di essere incinta.
Matrimonio, festa di nozze sulla spiaggia di Coney Island, e Mina inizia a sognare un cacciatore che ammazza un cervo (a Coney Island?) e sparisce nel buio. Questo sogno la condiziona, ma Jude la convince che non è nulla. Nel frattempo, ignorando il consiglio di ogni nonna dell'universo mondo "sei incinta? devi mangiare per due!", lei inizia a non mangiare quasi nulla, e, come se non bastasse, una cartomante le predice che avrà un bambino indaco
Arriviamo alla data del parto in cui Mina, che avrà rifiutato ogni accertamento clinico durante la gravidanza - viene sottoposta, nonostante cerchi di opporsi in ogni modo, a parto cesareo. 
Passano i mesi e la donna, che ha sviluppato un amore assoluto e totale per quel figlio, cerca di proteggerlo da ogni possibile contaminazione esterna, evitando persino di portarlo fuori, perché quel figlio è tanto speciale quanto puro, e, per questo motivo, nulla del mondo "là fuori" deve venire in contatto con lui. 
Jude inizialmente asseconda Mina, convinto dalle parole della donna che sa cosa è bene per suo figlio, ma, preoccupato per un'incessante febbre del bambino, lo porta di nascosto da un medico, dove scopre che la febbre è l'ultimo dei problemi, in quanto il bambino è malnutrito, non cresce e questo potrebbe provocargli danni futuri. 
Jude è combattuto. Ama Mina, ma ama anche quel bambino, che Mina, a sua volta, ama di un amore smisurato, tanto da sembrare malato.  
Le cose peggiorano, fino al momento in cui il circolo vizioso di questo amore che più che "affamare" sembra prendere a morsi i protagonisti  di questa vicenda, in qualche modo, si chiude.




Sono entrata in sala temendo che avrei patito come l'incenso in chiesa il personaggio di Mina, che rasenta il fanatismo alimentare/ambientale/emotivo. Ovviamente l'ho detestata, ma meno di quanto avrei creduto. 
Bravissima, come sempre, Alba Rohrwacher nel rappresentare (anche fisicamente) lo struggimento psicofisico di una madre annientata dal troppo amore, bravo e "particolare" Adam Driver, in certe inquadrature affascinante e in altre orribile, e non mi riferisco alle riprese "grandangolari" che ad un certo punto sembrano voler entrare veramente all'interno dei protagonisti. 
Incisiva la colonna sonora di Nicola Piovani. 

28 commenti:

  1. alba rohrwacher non la sopporto granché, però dopo le meraviglie potrei concederle una possibilità...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me lei non dispiace affatto, e il film è decisamente interessante... concedigliela, 'sta possibilità! :)

      Elimina
  2. A me non ispira un granchè...So che non dovrei farmi comandare dal pregiudizio, però è più forte di me!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io invece ero abbastanza curiosa nei suoi riguardi, complice la Coppa Volpi a entrambi i protagonisti all'ultimo festival di Venezia...

      Elimina
    2. Buuuu, vai a capire...

      Elimina
  3. La Rohrwacher è stata grandiosa, se non soffrisse di odiotudine (non so, intendo il riflessivo di odio) staremmo tutti ad esaltarla quanto merita.
    E' vero! lui sembra aver 3,4 visi diversi, mi sono ritrovato anche io a pensare a quanto è bello (ad esempio su una scena col dottore) e quanto è brutto nello stesso film. Per questo l'ho definito viso da cinema se ce n'è uno.
    Grande film. E sì. possiamo odiare Mina ma, come ho scritto, ed hai colto anche te, questa sono malattie ed ossessioni nocive che vengono dal troppo amore, da qualcosa di bello

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da cui - e non vorrei spoilerare - nessuno è esente, visto il finale...

      Elimina
  4. non lo sò, è un film che mi terrorizza. Temo mi monti un odio tale nei confronti di Mina da non riuscire neanche a terminarlo.Dovevo andare sabato, ma alla fine ho preferito The Imitation game, che, tra parentesi, mi è piaciuto parecchio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti capisco, avevo il tuo stesso timore. Che io ho iniziato ad evocare un T.S.O. nel momento in cui lei si sottopone alla prima ecografia, per dire.
      Però in qualche modo alla fine riesci ad entrare nell'ottica della sua visione (distorta) del mondo e dell'amore, e, pur non condividendola, riesci in qualche modo a comprenderla...

      Contenta che the imitation game ti sia piaciuto, invecve!

      Elimina
  5. Questo voglio proprio vederlo. A me lei non fa impazzire - sarà che fa sempre film mooolto impegnati, e io non sono uno spettatore mooolto impegnato - ma per questo farei volentieri uno strappo alla regola. Aspetto di vederlo, ma intanto mi sa che recupero il romanzo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ammetto di non averla vista in molti film, ma è indiscutibilmente brava, e, quando ride diventa bellissima...
      Il libro di Franzoso? Non l'ho letto. Ma ultimamente sto leggendo così poco che la cosa inizia a non stupirmi nemmeno più... :(

      Elimina
  6. Da alcuni la Rohrwacher è stata criticata per overacting. Io non trovo e poi vista la parte era quasi d'obbligo. In ogni caso brava attrice... magari qualche ruolo "leggero" ogni tanto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero? Figurati che a me in certe scene è parsa fin troppo "trattenuta"... !

      Elimina
  7. Le mie mani prudono ancora a pensare a Mina, ti dirò, ma in modo positivo (se può essere) per come è stata ben caratterizzata e interpretata dalla Rohr., e per come Costanzo ce l'ha raccontata.
    Visto in v.o. funziona un po' così per via dell'inglese non certo perfetto di Alba, ma ci si passa sopra.
    E Driver, per me sempre e solo Adam della serie Girls, resta di quelle bellezze strane e tanto fisiche che riescono a non piacere ma attirare lo stesso..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me doppiato è ancora peggio. Del resto l'inglese un po' così è quello che più o meno ci si aspetta da un italiano all'estero...
      Non guardando serie per me Driver era un emerito sconosciuto, visto che non ho memoria di lui in J.Edgar, Lincoln, Frances Ha... Chi era? :)
      In effetti il personaggio di Mina è un perfetto candidato al premio "simpatia portami via", ma ti assicuro che temevo davvero l'odio totale e globale, che invece, tutto sommato, non c'è stato...

      Elimina
  8. Ehhh, devi avvisarmi quando pubblichi in giornata, sennò ti leggo l'indomani!
    Anyway, visto a Venezia, in v.o. (lei che parla un inglese giusto, ma scolastico nella pronuncia fa un po' di tenerezza aggiuntiva). Piaciuto tantissimo: nella struttura, per i personaggi, per le inquadrature sghembe, perché lei non è assertivamente una fanatica vegana, ma soilo una persona sperduta che si aggrappa ad un'idea di purezza utopica, andando incontro ad uno scontro col mondo, inevitabilmente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma come! Pensavo che tu passassi quotidianamente dal mio blog a prescindere! :)
      Non ti arrivano gli aggiornamenti tramite google+?
      Comunque no, lei è una fanatica tout-court che, casualmente, è anche vegana.

      Elimina
    2. Io passo appena accendo il pc, se c'è un post vecchio però non controllo poi molto spesso, perché c'ho dddafare! :-)

      Elimina
    3. Capisco. Credo sia perché fondamentalmente...
      ...sei una donna che lavora e non vuole essere rotta i coglioni? :)

      Elimina
  9. L'ho visto sabato pomeriggio, un sabato pomerggio uggioso che la visione del film non ha certo migliorato. Pesante e duro, senza tempo, difficile amarlo, ma di sicuro la Rohrwacher è grande come sempre. Originale il modo di incotrarsi dei due, bloccati in un piccolo bagno di un ristorante cinese, con lui colpito da dissenteria (solo per questo si sono meritati la Volpi).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dici che il motivo è quello?
      Io in questi casi ringrazio sempre che l'idea del film in "odorama" non abbia avuto successo!!!!

      Elimina
  10. con quelle gambe magre e quel vestito Alba sembrava Olivia (di Braccio di ferro), mica facile, è stata bravissima, come Adam d'altronde.
    poverino il bambino, sbattuto qua e là

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma soprattutto, con quel vestitino e le gambette secche nella neve come faceva a non rischiare l'ipotermia?

      Elimina
  11. Bellissimo film. E' il nostro 'Gone Girl', secondo me anche meglio... l'avevo apprezzato a Venezia e dopo averlo (ri)visto in sala confermo il mio giudizio più che positivo. Finalmente un film italiano di respiro internazionale: interpreti bravissimi!
    Domani sera (tempo permettendo) scriverò la mia recensione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Paragonandolo a Gone Girl - imho - non gli fai proprio un gran complimento, eh? :)
      Ecco, tu che l'hai visto sia in v.o. sia doppiato cosa mi dici al riguardo?

      Elimina
    2. Diciamo che questo è un ottimo film, mentre 'Gone Girl', pur non essendo da buttare, mi ha parzialmente deluso... la differenza sta nella plausibilità: il film di Fincher, a mio modo di vedere, funziona benissimo se si applica la 'sospensione di incredulità' (ovvero, la trama è tirata per i capelli e quello che si vede sullo schermo, oggettivamente, non è credibile).
      'Hungry hearts' invece è un incubo ad occhi aperti, talmente 'vero' che ti angoscia e ti disturba per giorni e giorni, almeno a me ha fatto questa impressione.

      Per quanto riguarda la versione doppiata, questa è ovviamente da preferire, come sempre. Il film è certo più naturale (ad esempio si può ascoltare l'inglese imperfetto di Mina, tipico di una ragazza non-madrelingua, oppure la goffaggine di Driver nel cantare la canzone di Modugno) e risulta ben più realistico. Anche se a Venezia gli pseudocritici di casa nostra non avevano niente di meglio da fare che ironizzare sulla pronuncia non certo oxfordiana della Rohrwacher...

      Elimina
    3. Tirato per i capelli a voler essere buoni... (come avrai capito per me Gone Girl è uno dei film più sopravvalutati dell'ultimo periodo)

      Ero sicura di quello che dici in merito alla versione in v.o., infatti - come ho scritto - mi è spiaciuto vederlo doppiato. Per quanto riguarda i critici, mi piacerebbe sentire il loro, di inglese. Tutti nati a Stratford-upon-Avon, immagino.

      Elimina