30 giugno 2014

Il mercato di Bac Ha

Ho una vera e propria passione per i mercati, e, quando viaggio, non manco mai di visitarne almeno uno. Ricordo ancora l'entusiasmo mio e della bionda di fronte al Queen Victoria Market, a Melbourne.
Sembravamo due bambine in un negozio di caramelle. O, in alternativa, due adulte che non avevano mai visto un mercato, scegliete voi. Quindi nel nostro viaggio in Vietnam abbiamo fatto in modo di programmare le tappe per non perderci la visita al famoso mercato domenicale di Bac Ha.
Come ho già detto, nei due giorni precedenti eravamo a Sa Pa, e la domenica mattina ci siamo spostate - con il bus compreso nel pacchetto acquistato su www.sapadiscoverytours.com - a Bac Ha.
A parte qualche piccolo problema logistico, risolto più o meno velocemente, alla fine siamo riuscite a partire, e, dopo un viaggio che io personalmente ho patito parecchio, ma solo perché ho trovato posto sull'ultimo sedile in fondo al bus, praticamente seduta sulla ruota, siamo finalmente arrivate a Bac Ha, che, per sei giorni la settimana è un paesino tranquillo, ma la domenica, grazie (o a causa) del mercato si trasforma in un vivace miscuglio di gente, con le donne delle varie etnie che, dalle vallate circostanti si riversano in paese nei loro inconfondibili abiti dai colori sgargianti per vendere e/o comprare merci di ogni tipo. 
Il mercato è enorme, ed è diviso in aree differenti, e, come avevo già detto qualche giorno fa, nonostante l'afflusso dei turisti sia notevole, il "problema", se di problema vogliamo parlare, è costituito dalla presenza costante dei motorini, che rompono i coglioni vagano indisturbati tra la folla e i venditori. 
Rialzata rispetto al resto del mercato c'è l'area destinata alla vendita degli animali: cavalli, maiali, bufali, polli, oche e... cani. Che non sono lì per essere venduti come animali da compagnia. 
E lo so che - non essendo io vegetariana - non ho alcun diritto di mettermi a fare discorsi pseudo-moralisti sul fatto se sia giusto o sbagliato mangiare il cane (il maiale sì e il cane no? siamo sempre lì); in diversi paesi del mondo - dove alcune razze canine sono allevate appositamente per la macellazione - si tratta di tradizione culturale, mentre nei paesi occidentali questa tradizione non esiste.
Vicino alla zona di vendita degli animali c'è il reparto macelleria.
Chiunque sia andato all'estero almeno una volta in paesi con usi e costumi diversi da quelli occidentali sa che i reparti macelleria dei mercati possono creare qualche problema ai nostri occhi. Da noi l'ufficio di igiene (o l'ASL o chi per esso) li chiuderebbe in tempo zero, ma evidentemente in queste zone di mondo funziona diversamente, e la carne (o il pesce) accatastata sui banchi di legno, senza un minimo di rifrigerazione o di quelle che dovrebbero essere le più banali norme igieniche, è una costante. A Bac Ha ho visto, fra le altre cose, un ragazzo che stava tagliando la carne con la sua bella sigaretta in bocca. Ma, dopo che eserciti di mosche stazionano in pianta stabile sui vari tagli di carne, non sarà certo un po' di cenere a destare preoccupazione, no?
Non metto le foto perché non vorrei urtare la vostra sensibilità, ma vi lascio invece una panoramica della varia umanità che potrete incontrare al mercato. Sappiate che oltre a Bac Ha ci sono altri paesi che organizzano mercati, e che, se avete più tempo a disposizione di quanto non ne abbiamo avuto noi, meritano senz'altro una visita.









27 giugno 2014

Sa Pa e dintorni (trekking for dummies)

Sa Pa si trova nel nord ovest del Vietnam (praticamente come il Piemonte in Italia, ma un pelo più a est), a 1600 metri d'altezza, metro più, metro meno, e fa parte della provincia di Lao Cai, nella regione di Đông Bắc. Generalmente a Sa Pa si va per ammirare il Fansipan (Phan Xi Păng) che, con i suoi 3143 metri è la montagna più alta del Vietnam e di tutta l'Indocina, o per fare trekking nei villaggi circostanti, circondati dalle inconfondibili risaie terrazzate e abitati da alcune delle minoranze etniche (sono più di 50) che vivono nel Paese. I francesi li chiamavano "montagnards", e i Vietnamiti "moi", termine dispregiativo che significa selvaggi. I più famosi in questa zona sono gli Hmong e gli Dzao, che hanno conservato lingua, abiti e tradizioni autonome, anche se il governo ha reso l'istruzione gratuita e obbligatoria anche per loro, e molti parlano un inglese fluente (sicuramente migliore del mio).
Noi ci siamo state 2 giorni, arrivandoci con un comodo treno notturno da Hanoi. Inizialmente volevamo comprare il biglietto del treno per conto nostro e poi, una volta arrivate a Lao Cai (la ferrovia non arriva a Sa Pa) cercare qualcuno che ci organizzasse un tour, ma, per evitare di non trovare posto sul treno (ce ne sono diversi, generalmente con scompartimenti a cuccette da 4 posti), e soprattutto di non perdere tempo inutilmente una volta arrivate a Lao Cai, abbiamo chiesto un po' di preventivi a varie agenzie, e poi abbiamo scelto di appoggiarci a www.sapadiscoverytours.com, che propone tour per tutti i gusti e tutti i prezzi, privati e di gruppo. Con la stessa agenzia, per comodità, e anche per ottenere un po' di sconto, abbiamo organizzato anche l'escursione nella baia di Ha Long e quella nel delta del Mekong, versando un acconto dall'Italia e saldando il resto una volta arrivate ad Hanoi (un'incaricata dell'agenzia è venuta in hotel a ritirare il saldo, più comodo di così!).
Dopo aver dormito in qualche modo sul treno, al nostro arrivo c'era un pulmino che ci aspettava per il trasferimento a Sa Pa (60km, un'ora abbondante di viaggio), all'arrivo ci hanno servito la colazione (vuoi non mangiare delle frittelle di banana, per stare leggero?), fatto fare una doccia e poi, con la nostra guida, una ragazza H'Mong molto carina, di nome Maya, siamo partiti per il nostro trekking livello più facile del facile, lungo un percorso di 12 km tra sentieri più o meno fangosi. Noi, per il famoso culo di cui parlavo qualche giorno fa, non abbiamo avuto problemi in quanto era una bella giornata di sole - nel caso, più che l'inutile repellente per insetti, ricordatevi di portare con voi, e soprattutto di usarla, un'adeguata crema solare - ma so di gente che è arrivata a destinazione infangata fino al midollo. Noi no, noi. 
Oltre al riso, viene coltivata la canapa (non so se la fumino anche), che viene filata, tessuta e poi tinta con l'indaco, infatti vi capiterà di vedere - soprattutto tra le H'mong, molte ragazze con le mani blu. 
Un'esperienza assolutamente interessante e piacevole, da non farsi mancare. 
Noi abbiamo cenato al Nature Bar & Grill (Pho Cau May), se vi piace ordinate la zuppa di zucca, è ottima, spendendo in due 275.000 vnd (10€).
E approfittatene per bere la birra Lao Cai, che purtroppo non troverete da altre parti, perchè è davvero buona e rinfrescante. E' una lager molto leggera, e a me è piaciuta tantissimo. 
P.S. in vietnamita birra si dice bia. Facile, no? 



25 giugno 2014

Col senno del poi... (Vietnam, again)

Come ho già detto questo viaggio è stato splendido, ho fatto cose, visto gente, tanta gente... Abbiamo riso molto, perché io e la bionda in viaggio (ma anche a Torino, sia chiaro) siamo due immense cretine, e ci divertiamo un sacco. 
Anche questa volta ci hanno chiesto se fossimo sorelle, ce lo chiedono sempre, ormai non ci facciamo nemmeno più caso. Però, e questa è una novità, ci hanno chiesto spessissimo se fossimo... russe. Già. L'unica cosa che può accomunarmi ad una russa (no, non è la passione per la vodka, sciocchini) è il fisico da matrioska - a proposito, ma perché in Vietnam vendono le matrioske? - ma, ciononostante, giuro, ce l'hanno chiesto. Almeno in tre occasioni. 
Poi, scoprendo che eravamo italiane, ci dicevano che l'Italia è un paese romantico. In Vietnam l'Italia la vedono così: romantica. E chi siamo noi per convincerli che non è propriamente vero? Cioè, a dire il vero ci abbiamo anche provato, ma con scarsi risultati. 
Comunque, dicevo, nelle tre settimane - l'ho già detto che sono volate? - abbiamo visto un sacco di posti, spostandoci fra città, mari, fiumi, montagne, parlando con un sacco di persone, incrociando sguardi, scambiando sorrisi, emozionandoci alla vista di panorami incredibili, scoprendo nuovi sapori e nuovi odori. O anche ritrovando odori noti e non propriamente piacevoli, tipo l'inconfondibile olezzo del durian. 


Ad averlo saputo - il famoso senno del poi, appunto - probabilmente avremmo evitato lo sbattimento di spostarci da Sa Pa (di cui vi parlerò prossimamente) al famoso mercato di Bac Ha della domenica mattina, gran bordello di gente, e chi dice che la bellezza del mercato sia stata "rovinata" dall'afflusso dei turisti forse non ha considerato la presenza degli immancabili motorini che scorrazzano imperterriti nell'area del mercato, creando molto più disturbo di quanto non facciano i turisti, a mio modestissimo parere. Personalmente, dopo un quarto d'ora non ne potevo già più e non vedevo l'ora di andarmene. 
Un'altra cosa che - fatta come l'abbiamo fatta noi, praticamente toccata e fuga - mi ha un po' deluso, è stata la gita alle Isole Cham. Spiagge immacolate, palme e barriera corallina, ma tutto in maniera abbastanza frettolosa, stile gita delle pentole a Montecarlo a 19.90€. Da fare sicuramente con più tempo a disposizione organizzandovi un tour privato con nessuno che vi metta fretta. In alternativa, una qualsiasi spiaggia da Hoi An a Da Nang andrà bene lo stesso. 
Ma, a conti fatti, non mi lamento. Se non ci fossimo andate, sia a Bac Ha sia alle Cham Island, avremmo sicuramente rimpianto di non esserci state, quindi va benissimo così. 


24 giugno 2014

Ricapitolando. Vietnam fai da te.

Come avevo già avuto modo di dire un po' di tempo fa, se decidete di andare in Vietnam vi occorrerà il visto. Se accettate un consiglio spassionato non fatelo in Italia prima di partire, vi costerà più del doppio (115€ escluse le spese di spedizione del passaporto, a meno che non siate di Torino - Consolato - o Roma - Ambasciata - e vi ci rechiate di persona). Vi conviene richiedere una lettera di invito (Vietnam visa pre-approved letter, in rete si trovano un sacco di agenzie che per pochi dollari ve la manderanno nel giro di 24 ore, io ho usato www.vietnamvisacorp.com, spendendo - in due - $29.80) che vi consentirà, una volta arrivate all'aeroporto di farvi rilasciare il VOA (Visa On Arrival), pagando 45$ in contanti. Il tutto, in termini di tempo, richiede 20/30 minuti, e voi avrete risparmiato, in termini di soldi, una settantina di euri.
Con il vostro bel visto potete mettervi in coda all'immigrazione, e, quando arriverete al ritiro bagagli non dovrete nemmeno aspettare che arrivino, perchè nel frattempo saranno già arrivati e saranno loro ad aspettare voi. 
Per i voli interni, se avete intenzione di farne, affidatevi a Vietnam Airlines, molto più puntuale ed affidabile di quanto non sia VietJet, che, anche se è una compagnia low cost non è poi tanto più economica di V.A., e, oltre a non avere un Bag Drop Counter (annullando in questo modo il vantaggio di aver fatto il chek in online) proverà a farvi pagare il bagaglio anche se, come nel mio caso, era stato già pagato al momento dell'acquisto del biglietto. 
A parte questo, in generale non abbiamo avuto nessun problema con i voli. Sul volo intercontinentale sono anche riuscita a dormire - con l'aiuto della chimica - per ben 4 ore consecutive. C'era una discreta scelta di film e telefilm (comprese tutte le 8 puntate di True Detective) ma non ne ho visto nemmeno uno. I bagagli ci hanno sempre seguito, che l'attesa al nastro trasportatore mi crea sempre un po' di ansia... 
Siamo anche state parecchio fortunate meteorologicamente parlando, abbiamo beccato pioggia soltanto una mezza giornata, ovviamente uno dei due giorni di trekking a Sa Pa, così ho potuto rendermi conto nel giro di 10 minuti che il mio parka impermeabile era tutto chiacchiere e distintivo, e io ero fradicia come se avessi indossato un giubbino fatto con lo scottex casa. 
A dire il vero ha diluviato anche una sera ad Hanoi, ma proprio una roba brutta, con fulmini e tuoni, strade allagate, interi quartieri senza illuminazione e alberi caduti lungo le strade. Per fortuna era la sera in cui io e la bionda avevamo deciso di fare le turiste snob e andare a cena in taxi al ristorante credo più caro di Hanoi, lo Spices Garden, all'interno del Sofitel Metropole. Quindi, mentre dal cielo scendeva tutta l'acqua dell'universo mondo, noi aspettavamo il taxi mollemente adagiate sui divani della hall del nostro hotel. 
L'ultimo acquazzone l'ultimo giorno a Saigon, ma noi avevamo appena varcato l'ingresso dell'Ho Chi Minh City Fine Arts Museum (97 Phó Đức Chính, Nguyễn Thái Bình, ingresso 10.000 vnd, chiuso il lunedì), quindi, anche in questo caso, non ci siamo bagnate. Insomma, possiamo dirlo: abbiamo avuto un gran culo.

Hanoi


Sa Pa
Hoi An

23 giugno 2014

Eccoci qua.
Altri (in)utili consigli per un viaggio in Vietnam.

Sono. A. Casa.
Non mi capacito.
Io e la bionda siamo giunte alla conclusione che qualcuno da qualche parte si è fregato qualche giorno, di queste tre settimane, mentre noi eravamo in altre faccende affaccendate, e non ce ne siamo accorte. Come il tassametro di quel tassista (ladro) di Saigon (*), che un attimo prima segnava 200.000 vnd e un attimo dopo era arrivato a 255.000, ovvero una cifra spropositata per una corsa cittadina. 
Consiglio n. 1: quando sarete a Saigon, che è una città immensa per cui qualche spostamento in taxi diventerà inevitabile per recarvi da un luogo all'altro della città - a meno che non siate a) dei maratoneti, b) degli aspiranti kamikaze e vi venga voglia di noleggiare uno scooter o una bicicletta - evitate di prendere i taxi gialli, hanno sicuramente i tassametri contraffatti, più delle camicie di Burberry che troverete in ogni dove. 
Consiglio n. 2: arrivate all'aeroporto, sempre nel caso che decidiate di raggiungere la città con un taxi, pretendete di pagare la tariffa dichiarata dal tassametro, e non il forfait di 10$ che - astutamente - vi proporrà il tassista come fosse l'affare della vita. Lo è, ma per il tassista, visto che l'aeroporto di Saigon si trova a circa 7 km dalla città, e difficilmente il tassametro supererà i 200.000 vnd.
Consiglio n. 3: (nell'eventualità che arriviate ad Hue in aereo) esiste un servizio navetta, con biglietteria direttamente nella zona recupero bagagli dell'aeroporto, che per 50.000 vnd vi porterà comodamente di fronte al vostro hotel. 
Consiglio n.4: se, come nel nostro caso, arriverete a Da Nang per reggiungere Hoi An - sia in treno sia in aereo - cercate qualche taxi "non ufficiale": i tassisti vi chiederanno 40$, che è uno sproposito, ma troverete sicuramente qualcuno che vi proporrà di portarvi a destinazione per 300.000 vnd (ovvero 10$).
Consiglio n. 5: un ristorante ad Hanoi. Noi lo abbiamo scoperto per caso, quando, camminando nel caldo traffico cittadino, abbiamo deciso di andare a dissetarci con un watermelon juice al City View Cafe (1-3-5 Đinh Tiên Hoàng, Hàng Bạc, Hoàn Kiếm) bar/ristorante al 5° piano di un palazzo (che al momento della nostra visita aveva l'ascensore fuori servizio) con terrazza panoramica con splendida vista sul lago Hoan Kiem. Il ristorante è il Cau Go (7 Đinh Tiên Hoàng, Hàng Bạc, Hoàn Kiếm), sempre al 5° piano. Arredato con particolare cura nei dettagli, decisamente bello, spazioso, camerieri carini e molto simpatici, ottima scelta di piatti, preparati con cura, buon rapporto qualità/prezzo, mi sento di consigliarvelo. Noi ci siamo state a pranzo, ma immagino che di sera possa essere ancora più suggestivo.


(*) Lo so che non si chiama più Saigon ma Ho Chi Minh City, ma a me Saigon piace di più. 

18 giugno 2014

Vietnam: alcuni consigli ad minchiam.


Nonostante sia partita pensando solo pioggia pioggia pioggia pioggia (pioggia) devo dire che il viaggio si è rivelato più asciutto - escludendo i bagni di sudore - del previsto. Magari mi porto sfiga da sola e gli ultimi 3 giorni li passerò sotto il diluvio. Ma credo che non ci sia nulla che io possa fare al riguardo per impedire che ciò accada.
Che dire? A parte che essendo notoriamente una "falsa liscia" sto andando in giro con dei capelli che sembrano il risultato che otterrebbe la  Medusa se si pettinasse con i petardi. Ovviamente la cosa non mi toglie nè il sonno nè, tanto meno, l'appetito. 
A proposito di appetito, in Vietnam si mangia davvero bene. Probabilmente da qualche parte cucinano cose forse un po' azzardate per il nostro (sicuramente per il mio) palato. Nel menù di un ristorante ho visto l'insalata di vermi. O bruchi, se preferite. E una cassa di vermi (o bruchi, se preferite) - vivi - l'ho vista esposta al mercato. Va a sapere, magari son anche buoni, non discuto. Ma, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, io non sono ancora pronta. 
Si può mangiare con cifre ridicole (noi, escludendo la botta di vita allo Spices Garden di Hanoi, che sarebbe caro pure in Italia e quindi non fa testo, abbiamo oscillato dai 120.000 vnd e raramente abbiamo superato i 500.000 in due. 
500.000 vnd equivalgono a circa 17€, e, come ripeto, io e la bionda il più delle volte non ci siamo nemmeno preoccupate di controllare i prezzi sul menù, ma soltanto se il locale fosse o meno di nostro gradimento. Se ti fermi a mangiare negli innumerevoli banchetti sistemati per strada, che ti cucinano la qualunque  e a qualunque ora del giorno e della notte immagino che i prezzi siano ancora più bassi, ma né io né la bionda ci abbiamo mai provato. Ho mangiato una quantità industriale di fritto che credo di essere a posto per tutto il 2014. Anzi, sicuramente anche per il 2015. Ma i loro spring roll (avete presente quelli che siete abituati a mangiare al ristorante cinese in Italia? Ecco, scordateveli!) sono talmente buoni che è difficile riuscire a rinunciarvi. Se siete dei salutisti ad oltranza e state pensando "il fritto? Oddio che orrore!" andate tranquilli. Non c'è solo fritto, ci mancherebbe. E anche se siete vegetariani non avrete problemi. Credo. Per non parlare di tutto il resto. Se vi piacciono i gamberi siete nel posto giusto. Se siete dei vampiri potreste avere dei problemi con l'aglio, perché, a parte nella frutta e nei dolci, lo mettono un po' ovunque. Io non lo amo particolarmente ma mi ci sono abituata in fretta. Scherzi a parte, se invece avere problemi con le arachidi fate attenzione. Anche quelle vengono usare tantissimo nei condimenti. E non solo. Per dire, l"altro giorno abbiamo ordinato un succo di tamarindo e nel bicchiere - oltre ai pezzi di tamarindo, buonissimi - c'erano le arachidi. Quindi, nel caso di intolleranze, fate davvero attenzione. 
In buona sostanza, se non siete delle invasate dello shopping come la sottoscritta, il Vietnam è davvero una destinazione molto economica. 
L'altro giorno mi siano indignata quando per un pacchetto di sigarette mi hanno chiesto 70.000 vnd (ovvero 2.5€). Ovviamente a quel prezzo, nonostante in Italia io le paghi quasi il doppio, non le ho comprate, e, poco dopo, in un altro posto, ho pagato un pacchetto di Winston Blu 15.000vnd. Anche se mediamente costano sui 30.000 vnd. 
Attraversare la strada. 
Avevo letto cose riguardo ai motorini in Vietnam, e a quanto potesse essere complicato attraversare la strada. C'è da dire che noi ce la siamo cavate benissimo, avendo iniziato a far pratica ad Hanoi, che, se già ci sembrava incasinata, in confronto a Saigon non è niente. Il problema non è la quantità di motorini - davvero impressionante, finché non lo vedete con i vostri occhi non potete nemmeno immaginare - ma il fatto che interpretino il codice stradale in maniera alquanto... fantasiosa? Quando voi avete la fortuna di attraversare sulle strisce  pedonali e di fronte ad un semaforo verde, stata pur certi che d qualche parte - non necessariamente da quella che vi aspettate, anche se siete in un senso unico (o su un marciapiede) - spunterà un motorino. Il trucco consiste nell'impostare una traiettoria e andare avanti. Sarà il conducente dello scooter a stabilire se passarvi davanti o dietro. Le macchine invece non si fermano. Mai. Tenetelo a mente. 
Noi nel frattempo siamo arrivate agli sgoccioli di questo viaggio, in questo momento siamo a Can Tho, nel delta del Mekong. E, se non ci sono zanzare nemmeno nel delta del Mekong, signori miei, che vi devo dire? Che davvero non ci sono più certezze.  

15 giugno 2014

Sunday on the beach (Hoi An)

Domattina lasciamo questo delizioso paesino (se avete in programma un viaggio in Vietnam Hoi An non può mancare fra le vostre tappe) per volare ad Ho Chi Minh City, e da lì anche verso la fine di questo splendido viaggio.
Pertanto oggi ci siamo concesse una giornata di ozio totale in spiaggia, e il sole ha deciso di tenerci compagnia. Direi che non possiamo davvero lamentarci! 



13 giugno 2014

Hoi An

Dopo aver lasciato il nord siamo arrivate - con un volo interno - al centro del paese, facendo tappa ad Huế, antica capitale del Vietnam dal 1802 al 1945 e, dopo un pittoresco trasferimento in treno, partito con una sola ora di ritardo, siamo arrivarte ad Hoi An un paio di giorni fa (per caso l`ho gia` detto che il tempo vola? Ecco, lo ripeto. Questo viaggio, che e` assolutamente affascinante scorre velocissimo, sono gia` passate quasi due settimane e mi sembra di essere partita ieri!).
Hoi An (il cui centro storico e` stato dichiarato patrimonio mondiale dell`umanita` dall`Unesco nel 1999) e` una piccola cittadina che sorge sulle rive del Thu Bon, e noi, che per puro culo siamo arrivati nei giorni di luna piena, abbiamo potuto assistere per due sere di seguito al suggestivo spettacolo della citta` illuminata solo dalle lanterne, che sono praticamente in ogni dove. 
Ovviamente - come avevo immaginato - non ho potuto resistere alla tentazione di farmi confezionare un cappotto su misura. Del resto a giugno, con una media di 37 gradi, cosa c`e` di meglio se non provarsi un cappotto di lana, quando ti sudano anche i lobi delle orecchie?
Questa mattina abbiamo visitato il sito di Mỹ Sơn, (raggiungibile in 70 minuti di auto da Hoi An. Noi ci siamo andate affittando un`auto privata con autista, spendendo 700.000 vnd. Probabilmente esistono mezzi piu` economici per raggiungerlo, ma noi siamo anziane, ci pesa il culo e non avevamo voglia di sbatterci) altro sito dichiarato patrimonio dell`umanita` dall`Unesco, fatto costruire dal re Bhadravarman e dedicato al culto di Shiva Bhadreshvara. L`ingresso costa 100.000 vnd, e il sito si visita comodamente in un paio d`ore.
Purtroppo, come se non fosse bastato il tempo, a contribuire a renderlo poco piu` di un cumulo di macerie ci hanno pensato gli americani durante la guerra, bombardando il sito spesso e volentieri, infatti sono visibili ancora i crateri formati dalle bombe. Ma, il poco che e` rimasto in piedi e` assolutamente affascinante.




9 giugno 2014

SaPa



Il viaggio procede benissimo, una settimana è volata e quasi non me ne sono accorta.
Accontentatevi di un selfie, per il momento! 


4 giugno 2014

Ha Long Bay

Eccoci rientrate ad Hanoi dopo due giorni a bordo dell`Indochina Sails alla scoperta della baia di Ha Long, patrimonio dell`umanita` dell`Unesco, luogo spettacolare che, come al solito, non sono in grado di descrivere a parole. 
Quindi vi metto le figure. Anche se scattate soltanto con il telefono. 
Mi sarebbe piaciuto farvi vedere anche il serpente visto stamattina in spiaggia appena uscite dall`acqua, ma, stranamente, quando faccio il bagno non mi porto il telefono. 
Peccato, perche` e` stato un incontro interessante. 
In pratica ci strisciava ad un metro di distanza.
Dopo ci hanno detto che era velenoso.
Ma non sapremo mai se ci hanno detto la verita` oppure no.
In compenso non ho ancora visto una zanzara. 
Son soddisfazioni.





2 giugno 2014

Hanoi, a noi.

Dopo un viaggio che ê durato ventordici ore, alla fine siamo arrivate anche ad Hanoi.
Non vi parlero` (sto usando una tastiera vietnamita, abbiate pieta`) del caldo, perche` non credo di essere in grado di riuscire a descrivervelo. Tanto. Ma tanto. Ma davvero tanto, eh?
Ad Hanoi, oltre a fare caldo, contrariamente a quello che dicevano le previsioni, non sta piovendo. 
Ieri sera dopo aver preso possesso della nostra stanza (quinto piano senza ascensore, ma dotata di tutti i confort, compreso questo pc con la tastiera vietnamita da cui vi sto scrivendo) siamo uscite per andare a cena, fermandoci in un locale vicino all`hotel, che ci ha sfamato e dissetato.
Quindi siamo morte nel letto fino a stamattina, quando, dopo una colazione piu` che dignitosa, siamo uscite alla scoperta della citta` seguendo l`itinerario a piedi proposto dalla Lonely Planet. 
Per caso vi ho gia` parlato del caldo?
No, perche` se volete ve lo ripeto. Fa caldo.
Roba che veramente, ti si aprono pori collocati in posti che nemmeno pensavi di possedere.
La cosa non ci ha impedito comunque di camminare per ore nelle viette della citta` vecchia, fermandoci ogni tanto a bere qualcosa qua e la.
Tornando all`hotel dopo quasi 8 ore ci siamo concesse un godurioso massaggio ai piedi di mezz`ora per l`equivalente di 5dollari.
E poi siamo andate a cena in un ristorante molto molto carino, di cui vi direi anche il nome se non fosse che la bionda ha gia` spento la luce e quindi sto scrivendo al buio e non sono in grado di leggere il biglietto da visita, ma posso dirvi che abbiamo mangiato molto bene, nonostante la piccante piccantezza dei piatti che abbiamo scelto, di cui vi scriverei i nomi se solo me li ricordassi. Ma. Siccome qua sono gia` le 23,24 e domattina dobbiamo svegliarci alle 6,00 per andare alla Baia di Ha Long, direi che la smetto. Anche perche` la tastiera vietnamita sta per provocarmi una crisi isterica.
Buonanotte.