11 dicembre 2014

Still Alice


Lo so, dovrei finire di parlare di tutti i film visti al TFF, ma, immagino l'abbiate notato, me la sto prendendo comoda, e il tempo mannaggiallui, non è mai abbastanza per riuscire a far tutto quello che vorrei. Adesso come adesso ad esempio vorrei fare un giro in auto con il tizio barbuto e tatuato che pubblicizza l'Opel Adam qualcosa. Che l'ho visto martedì sera mentre guardavo estasiata la puntata di Junior Masterchef Italia. No, cioè, bambini di età media 10 anni che cucinano robe che io nemmeno se Cracco e Cannavacciuolo si impossessassero di me durante una seduta spiritica. Una bimba di 8 anni che ha preparato delle enchiladas con guacamole che levati, un nazibiondino austriaco che ha presentato un filetto di cervo che lo chef Barbieri ancora un po' e si commuoveva. Io se mi impegno posso farti due spaghetti aglio olio e peperoncino, per dire. E se insisti ti ci gratto su anche il parmigiano, toh.
Comunque, santo google mi dice che modello barbuto tatuato chiamasi Keno Weidner, ha qualcosa come 26 anni - ovvero - shame on me - la metà dei miei e niente. Che divagare mi piace sempre un sacco.
Dicevamo?







Siccome Torino, come diceva uno spot un po' di anni fa, è always on the move, non fa in tempo a finire il Torino Film Festival che una settimana dopo ti inizia il Sottodiciotto Film Festival.
E così domenica io, la bionda, la tiz, la tizsorella e il tizfidanzato ci siamo ritrovati per la visione (gratuita, che i film al Sottodiciotto non si pagano) di Still Alice, passato anche all'ultimo Festival di Roma e che arriverà in sala il prossimo 15 gennaio. 


Diretto da Wash Westmoreland (di cui non so davvero nulla, e l'unica cosa che spero è che Wash sia un nome d'arte) e tratto dall'omonimo libro di Lisa Genova, Still Alice è la storia di Alice Howland, 50 anni, donna realizzata nel lavoro e negli affetti, moglie e madre felice, affermata linguista con cattedra alla Columbia University, che, durante una conferenza, inizia a non ricordarsi alcune parole. Inizialmente non dà peso alla cosa, ma, quando, facendo jogging nel campus perde l'orientamento e non riesce a capire dove si trova, inizia a preoccuparsi.
Consulta un neurologo e, dopo alcuni accertamenti, la diagnosi è di quelle terrificanti: Alzheimer precoce.
Alice (interpretata da una superba Julianne Moore) coadiuvata dal marito e dai figli, cerca di affrontare la malattia con esercizi mnemonici tramite il telefono cellulare, e cercando di mantenere, per quanto possibile, una vita normale, nonostante la malattia avanzi a ritmi sempre più rapidi ed inesorabili, cosa che farà dire alla donna, quando è ancora presente a se stessa, che preferirebbe avere un cancro.
Il film sceglie di non indugiare sulle fasi terminali della malattia, lasciandoci sospesi tra l'emozione e l'angoscia nel poter solo provare ad immaginare cosa significa perdersi, perdere la memoria, perdere ogni ricordo e ritrovarsi a fare i conti con una malattia che "a poco a poco ti strappa via da te stessa", come dirà Alice alla figlia Lydia (interpretata da una convincente - non pensavo che l'avrei mai detto - Kristen Stewart).
Nel cast figurano anche Alec Baldwin nel ruolo del marito di Alice, e Kate Bosworth in quello della figlia Anna.
Delicato e intenso.







25 commenti:

  1. cià, meno male che esce a gennaio

    p.s.: si chiama Paul e, cito da wikipedia, «conosciuto anche con gli pseudonimi Wash West e Bud Light, è noto per il suo lavoro nel cinema indipendente, nella pornografia e nel campo nei documentari assieme al suo partner professionale e sentimentale Richard Glatzer»

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    1. Credo sia la Opel Adam Rocks, il tizfidanzato ce l'ha in lista come potenziale futura auto, ma io tifo per la 500!
      Bel film, John Black, 42 Washington Street, Hoboken. ;-D

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    2. sì, è proprio lei in effetti. Puoi far sapere al tizfidanzato che approvo la sua scelta?

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    3. @Dantès: segnatelo, che tanto gennaio arriva in un attimo.
      Grazie per le info su W.W.... poi, sul fatto che sia "noto" per il suo lavoro ci sarebbe da discutere, ma chi sono io per....?

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    4. 'sta cosa che passi dai film su cui ovviamente piangerò ai documentari ai porno mi intriga un sacco

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    5. ah, nel senso che (lui) passi, perchè per un attimo pensavo ti riferissi a me... :)
      e comunque sì, tu piangerai. (che non è una citazione dei modà, sia chiaro)

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    6. il fatto che tu conosca un verso di una canzone dei Modà mi inquieta

      (beh, ci stava anche che passassi tu... chi di noi non è mai passato da un film a un porno a un documentario?)

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    7. credimi: inquieta molto più me di te...

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    8. Ma è il fidanzato della Tiz o della sorella della Tiz?? Son geloso eh!! Comunque, il tizio è figo, ma sembra un muro pieno di scritte, tatuatevi sì, ma responsabilmente. Sai che, vista la tua perenne latitanza, ho iniziato a frequentare il blog del Dantès? Non è malaccio il ragazzo...:-D

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    9. @Fascino: è il mio, di fidanzato! :-) A che pro geloso? Posso capire se ti stai mangiando le unghie fino ai gomiti per l'occasione persa, però! :-D
      Concordo, sull'overdose di tattoo, quelli sul collo sembrano scarabocchi, ma caruccio è caruccio.

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    10. @fascino mi stupisco: c'era scritto tizfidanzato, non tizsorellafidanzato, insomma! :)
      mentre per quanto riguarda il tizio secondo me è tatuato il giusto...
      Ho visto che hai iniziato a frequentare il Dantès, latito ma osservo, non ti credere...

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    11. perché alla parola "osservo" ho subito pensato a questo qui?

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    12. @Tiz: Il mio dubbio nasceva dall'ossimoro che si crea accostando Tiz e fidanzato, nel senso che la Tiz è un bell'impegno di cui farsi carico :-D :-D :-D...mi sto mangiando anche le unghie dei piedi!!! Ma che bello, son contento e spero che abbia il permesso di spostarti gli altoparlanti :-)
      @Poison: non è questione di quantità, è che sembrano, come dice Mrs Tiz, degli scarabocchi...figo e figo, e ti dirò, te lo potresti benissimo permettere, anzi...:-D
      Comunque, tranquilla, anche se ogni tanto frequento il Danty, tu resti l'unica stella che illumina il lungo corso del mio destino :-D
      @Danty: adesso vado a leggerti, ci vediamo lì

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    13. @Fascino: nessuno nell'universo può spostare i miei altoparlanti (perché poi? mica ho spostato le orecchie!), e a lui degli altoparlanti non importa una cippa, e sono senz'altro un piacevolissimo impegno! :-)

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    14. Io, non gli altoparlanti, ehm....

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    15. giusto il tuo ex fidanzato poteva trovare gli altoparlanti un piacevolissimo impegno... :)

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  2. Ti invidio moltisismo questo film. Ne sento solo parlare benissimo.
    Ho il libro in wishlist da un po', ma mi attira e mi spaventa allo stesso tempo. Hai presente?
    E diciamolo. Si parla sempre di Di Caprio e Di Caprio. Ma quanto è osceno che la Moore non abbia mai vinto l'Oscar? Spero che questa, anche se il film non l'ho ancora visto, possa essere la volta buona.

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    1. Ho presente sì, ti capisco.
      In effetti Julianne Moore è bravissima e un Oscar prima o poi dovrebbe davvero vincerlo. E questa potrebbe davvero essere la volta buona, staremo a vedere!

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  3. Solo per la Moore è da vedere! :D
    Comunque il tizio barbuto mi fa venire in mente che devo ancora farmi un tatuaggio...

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    1. E' da vedere senz'altro, sì.
      E per il tatuaggio... l'importante è iniziare! :)

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  4. Anche se non rientra nella lista di quello che avrei voluto vedere se fossi stato a Torino, questo mi ispira. Perchè dalla trama mi ricorda parecchio un altro film, combinazione sempre con la Moore, che più o meno si trovava a vivere una condizione simile, "Safe" di Todd Haynes... Mi era piaciuto molto quel film.

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    1. Non conosco il film di cui parli, questo, comunque, l'ho trovato interessante... e la Moore offre davvero una grande prova.

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    2. Bello Safe, recupera! :-)

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  5. Io che sono terra terra e peracottara ti lascio un commento solo per condividere la bava per il 26 enne. Tanta, troppa, roba.

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    1. Tu terra terra? ah ah ah. Rido. Parecchio.
      Ma, in quanto peracottara anziana, concordo: tanta roba davvero. Ai miei tempi mica ce n'era così tanta.... :)

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