8 ottobre 2014

Pasolini secondo la Tiz

Dopo il Vangelo secondo Matteo torna la Tiz (prima o poi tornerò pure io, spero) a parlarci dell'ultimo film di Abel Ferrara.



In questi casi mi piacerebbe davvero essere un'intellettuale. 
Fare commenti corposi, ma sintetici; pregnanti, ma semplici, e, soprattutto, molto intelligenti. Per farlo, credo dovrei ingerire un po' della droga di "Lucy", quindi farò un commento alla buona, un po' superficiale e disinformato, come mi compete.
Prima, un po' di aneddottistica personale: quando morì Pasolini andavo a scuola, avevo 12 anni. 
1° Media? All'inizio non credo di aver capito chi fosse, ma, il giorno dopo, la professoressa di italiano entrata in classe disse: "siccome è morto un grande scrittore, oggi leggeremo qualcosa di suo in classe". BUM! I maschi della classe insorsero: "quel ricchione!" "quel frocio!" "un equilibrista!" (non mi chiedete perché, li chiamavano anche così, a ripensarci è quasi poetico). Urla e strepiti e fine della proposta, non abbiamo letto nulla.
Ma io che sono curiosa a casa mi andai a cercare qualcosa nel sussidiario, e mi piacque, così ho letto tutti i suoi romanzi, qualche poesia, pure Petrolio, che ho rimosso completamente ma, soprattutto, ho visto i suoi film!
Wow, in seconda serata sul 2 credo, li registravo con un Betamax enorme, mi hanno spalancato la testa, aperto mondi, fatto nascere neuroni. 
Quindi non mi aspettavo molto dal film di Ferrara, troppo complesso il personaggio, ma sono andata perché già il fatto di avere avuto l'idea di fare un film su di lui mi inteneriva.
Il film è confuso, viaggia su piani differenti difficili da afferrare anche per chi conosce un po' PPP, è un accrocchio tra vita quotidiana (la mamma tanto amata, il lettino nella sua casa, le persone amiche tra cui la bislacca e deliziosa Laura Betti), interviste (molto interessanti e illuminanti a risentirle adesso), e il film che (pare, si mormora) dovesse girare e che spero non avrebbe fatto così brutto.
Willem si cala nella difficile parte con il fisico, ma non rende molto, e Gifuni gli abbellisce la voce.
Scamarcio nun se po' vede. E' davvero brava solo Adriana Asti.
Però il film non è brutto, o io sono diventata troppo buona.

10 commenti:

  1. Pasolini è stato un idolo della mia adolescenza, quindi quetso film devo assolutamente vederlo!

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  2. il film non sembra troppo promettente...

    quanto al blog, vedo che ti sei messa a delegare il lavoro sporco alla tua assistente personale. almeno la paghi? ;)

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    1. Diciamo che la Tiz sta facendo del volontariato, ecco... :)

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    2. Mi farò offrire un birrozzo passato il cetriolo, non temete! :-)

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  3. A leggerne così mi è preso un colpo al cuore. Spero sinceramente che a me piaccia di più :D

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  4. Credo sia stato uno degli intellettuali più lucidi che abbia avuto l'Italia nel '900, Ho amato quasi tutti i suoi film e letto buona parte della sua produzione letteraria...per questo non andrò a vedere il film :-D

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  5. Mi sa che la Tiz un po' troppo buona lo è... Sarà che visto in originale era un pastrocchio di voci e di lingue, con gli stessi Defoe e Mastandrea che si cimentano tra italiano e inglese, ma a non piacermi sono stati proprio quel film rifatto tanto brutto con l'imbambolato Scamarcio, per non parlare del romanzo, quasi da sceneggiato televisivo.
    Sarò poco intellettuale io, ma si poteva fare qualcosa di più dignitoso, signor Ferrara.

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    1. Credo sia l'unico film che ho voluto vedere doppiato proprio per questo motivo, e concordo con quasi ogni sillaba della gentile Lisa, io direi che si poteva fare qualcosa di più bello, ma si mantiene sul dignitoso. Scamarcio è pure brutto, vorrei tanto aggiungere. Chi dice che è bello? Mah... :-)

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  6. Ehilà.
    Un biopic su Pasolini di Abel Ferrara? Me l'avessero detto qualche anno fa avrei riso di gusto. Ora non so.
    Scritti corsari è stato la mia bibbia per mooooolto tempo. Accattone è uno dei miei film preferiti.
    Non so se lo vedrò mai, questo Pasolini.
    Un po' di curiosità me l'hai messa!
    Eddai, ci provo.
    Saluti dal Blogger Occasionale

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  7. L'ho visto e l'ho trovato interessante. La Betti interpretata da Maria de Medeiros è perfetta, e anche la madre di Pasolini/Adriana Asti. Mi ha lasciato perplesso il doppiaggio, con la voce di Gifuni, visto che la voce di Pasolini è emblematica, al solo citarlo sembra di sentirla. Un film sulla vita di Pasolini, più che sulla morte (anzi, il finale è una libera interpretazione di Ferrara, secondo me le cose non sono andate così). Comunque da vedere, e anche Scamarcio non è male (basta criticarlo, non è l'ultimo della lista, di buoni film ne ha fatti... spezzo una lancia in suo favore).

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