24 ottobre 2014

I due volti di gennaio

Certo che se devo riprendere a recensire film con titoli del genere potrei anche lasciar perdere, no?
Comunque.
Io, la bionda e il buon Dantès qualche tempo fa siamo andate a vedere questo film. 
Quanto tempo fa? 
Era l'11 ottobre, tipo. 
Per convincere il Dantès ad aggregarsi a noi gli ho mandato un uazzapp del tipo "andiamo a vedere le tette della Dunst e il culo di Mortensen"? 
A noi è la pura passione cinefila che ci guida (bendata, direi).
Che insomma, Viggo inizierà anche ad averci una certa (senti chi parla) ma resta sempre un gran bel vedere.
Peccato che.
No, vabbè, a parte non vedersi né le tette della Dunst né le chiappe di Viggo, non si vede nemmeno il cinema. 
Cioè, bella la fotografia, bella la scenografia, belli i costumi, sì sì, va tutto bene, ma a questo punto vado a vedermi una sfilata di moda e fa lo stesso. 
Il regista è Hossein Amini che è al suo primo film da regista, e che forse, ve la butto lì, se continuasse a fare lo sceneggiatore (Drive, per dirne uno) sarebbe meglio. 
Siamo alla fine degli anni 50, o all'inizio dei 60, o chissenefrega, ad Atene. Ci sono lui (Mortensen) e lei (Dunst), marito e moglie americani in vacanza. Lei è ovviamente più giovane di lui e mentre cazzeggiano dalle parti del Partenone vengono adocchiati da Rydal (Oscar Isaac - A proposito di Davis) una guida turistica che tira a campare imbrogliando i turisti. Per questo quello e quell'altro motivo che non ci è molto chiaro diventano inseparabili, poi Lui Mortensen ammazza casualmente un tizio nella camera d'albergo e devono lasciare Atene. Passaporti falsi con tanto di cresta procurati da Rydal che li porta a Creta dove Lui Mortensen si ubriaca molto, Rydal vorrebbe ingropparsi Lei Dunst ma se ci riesce non si vede, poi fuggono in pullman, poi scendono, Lui Mortensen dà un cazzotto a Rydal che sviene e poi Lei Dunst muore. Rydal sopravvive e si incazza (ma questo solo quando rinviene) e riesce a rintracciare Lui Mortensen e la sua inseparabile valigetta che non perde nemmeno quando è ubriaco duro (per due terzi del film, più o meno) e niente.
Fine.
E in tutto questo - spacciato non si capisce bene per quale motivo come un thrillerone alla Hitchcock (maquandomai?) - non si capisce bene cosa ci voglia rappresentare questo film, a partire dal titolo, che, probabilmente, e mi faccio bella con la spiegazione di Dantès, ha a che fare con Giano, a cui il mese di gennaio è dedicato. 
Ah, sì, forse c'erano degli spoiler. 
Ma tanto ormai se va bene questo film non è nemmeno più in sala. 



21 commenti:

  1. Onestamente, io pensavo peggio.
    Direi un film che passa e va, senza fare troppi danni. E a volte va bene così.

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    1. Io sinceramente speravo meglio.
      Comunque è vero che non fa danni, del resto non fa niente di niente: non emoziona, non coinvge, non ti fa incazzare, non ti fa pensare. Si fa guardare, e niente più.

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    2. ovviamente "coinvge" va letto come "coinvOLge".

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  2. finalmente sei tornata a parlare di cinema!
    insomma, cinema, più o meno...

    sarebbe bello invece se fosse ford a smettere di parlarne uahahahaaah :D

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  3. "Quando è ubriaco duro" non perde neanche la sua camicia bianca appena stirata!
    Un film che sapeva di muffa ancor prima di uscire.

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    1. Abbastanza ammuffito, sono d'accordo.
      Sulla camicia bianca ho lasciato perdere, del resto è una cosa abbastanza consueta, oltre alle femmine che si svegliano al mattino e 95 volte su 100 sono così perfette che non hanno nemmeno bisogno di pettinarsi e/o rifarsi il trucco...

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  4. Non volevo vederlo, già il trailer era moscio, leccato e poco coinvgente... :-))

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    1. io il trailer non l'ho nemmeno mai visto...

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  5. Ma quindi se la gioca con The Councelor, mi pare di capire...? :P
    P.S. Bentonnata!!

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    1. oh, al confronto the counselor è un filmone dove succedono un mucchio di cose! :)

      E grazie!

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  6. Film noioso, poi il finale alquanto ridicolo :)

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    1. Il finale da coma glicemico. Se almeno Chester avesse fatto il pezzodimerda fino in fondo... e invece.

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  7. Innanzitutto...
    Bentornata :)

    Poi...
    com'è che Viggo la sua età se la porta così bene e io mi porto così male i miei 24 anni? T.T

    Poi...
    A mio modesto parere "Drive" è una delle poche sceneggoiat6ire belle scritte da Amini - che è derivativa da un romanzo, poi. A lui dobbiamo quel porcaio che è stato "Biancaneve e il cacciatore"...

    Poi...
    eppure, nonostante lo stiano massacrando un po' tutti, mi resta la voglia di vederlo.

    Poi...
    ciao :)

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    1. Grazie caro! ;)

      Magari anche Viggo quando aveva 24 anni si lamentava, e poi è migliorato con l'età, vai a sapere... Ti tocca aspettare per vedere cosa succederà... Però nell'attesa non guardare questo film, ascoltami! :)

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    2. Allora attendo e cerco di mettermi il cuore in pace

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  8. Ma ciao! Almeno Coso se la fosse zompata a dovere! Manco quello. Dice a quel figone di Viggo, me la sarei ciulata più che volentieri. Ma va ciapàr i rat!

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    1. Ma anfatti.
      Che poi, dovendo scegliere fra Viggo e Oscar io sceglierei comunque Viggo, si sappia. In ogni caso il film è appassionante come un brodino di pollo.

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  9. io sono andata a vedere questo film e sono uscita con quei commenti circostanziali, del genere, bellino ma... carino tuttavia... quelle cose che non lo sai e non ci credi manco tu, per capirci!

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    1. in effetti la cosa che colpisce di più di questo film è la patina di inutilità che lo sovrasta... :)

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