22 maggio 2014

The German Doctor - Wakolda



Il film di Lucia Puenzo è tratto dal romanzo "Wakolda", scritto dalla regista stessa.
Non è una storia vera, ma potrebbe essere verosimile. Visto che il dottore tedesco del titolo è un personaggio (purtroppo) realmente esistito, ovvero il medico nazista Josef Mengele, conosciuto come l'angelo della morte, ossessionato da esperimenti genetici per il raggiungimento della fantomatica razza perfetta, esperimenti che compiva ad Auschwitz, usando i prigionieri come cavie. 
La regista lo ha immaginato nel periodo della sua fuga in Sudamerica (l'Argentina - e altri paesi del Sudamerica - grazie alla rete Odessa ospitò fior fiore di nazisti in fuga dall'Europa, e (pare) che il Vaticano abbia avuto un ruolo non marginale nel favorire l'espatrio dei gerarchi nazisti dall'Europa) e ha affermato (copio paro paro da un articolo pubblicato su La stampa): «Ho scelto di sottrarmi allo stereotipo del cattivo, con la parola “mostro” scritta in fronte. Personalità tanto perverse sono sempre più complesse di quanto appaiano. Ho intrecciato la finzione a fatti reali: la sua presenza a Buenos Aires, dove compariva anche nell'elenco telefonico, l’attività farmaceutica, la ritirata in Paraguay dopo la cattura di Eichmann da parte del Mossad» e,ancora «Tanti gerarchi nazisti si sono rifugiati in Argentina. Mi sono sempre interrogata sulle ragioni che hanno portato il governo ad aprire loro le porte, promulgando una legge per consentirgli l’uso dei veri nomi. Intere comunità li hanno accolti». 
Il film inizia con l'incontro di Helmut Gregor (Helmut Gregor è il nome che appariva sui documenti falsi di Mengele, che gli furono rilasciati dal comune di Termeno, in Alto Adige, che li rilasciò anche ad Adolf Eichmann) e Lilith, dodicenne nata prematura e che è troppo piccola per la sua età. La sua famiglia, composta dal padre Enzo, dalla madre incinta di due gemelli e da un fratello si sta trasferendo nella zona di Bariloche (Patagonia nord-occidentale) dove i genitori della donna le hanno lasciato in eredità un albergo sul lago Nahuel Huapi che la famiglia intende riaprire.
L'uomo chiede se può fare la strada con loro, seguendoli con la sua macchina, e arrivati a destinazione, diventerà il primo ospite dell'albergo, che sorge vicino ad una strana clinica dove i pazienti arrivano settimanalmente in idrovolante. 
Il suo interesse per Lilith gli darà l'occasione per continuare i suoi esperimenti, sottoponendo la ragazzina, di nascosto dal padre che è assolutamente contrario all'idea che sua figlia diventi una cavia, ad una cura che consiste nell'iniettare alla giovane l'ormone della crescita, cura - dice l'uomo - già sperimentata con successo in Germania. Ovviamente è una menzogna, ma la madre, supportata dalla stessa Lilith, che a scuola è continuamente derisa per la sua bassa statura, acconsente. 
Lilith è in qualche modo affascinata da quell'uomo misterioso, che afferma di essere un veterinario, e fra i due si instaura in maniera comunque delicata e mai morbosa, una sorta di attrazione simile a quella che si manifesta tra vittima e carnefice. 
Non aggiungo altro per non rovinare l'eventuale visione a chi non ha ancora visto il film, che io e le socie abbiamo trovato decisamente interessante.



24 commenti:

  1. Ah, l'hanno distribuito... Questo era uno dei titoli che mi ero segnato dalla scorsa edizione di Cannes. Finora non avevo letto nulla sulla trama, l'interesse era rivolto più che altro alla regista, di cui avevo già apprezzato altri lavori e che a quanto pare, da come si presenta la storia, sembra perseguire su per giù certe idee già espresse con il precedente "XXY" (l'hai visto?). Dubito fortemente che possano proiettarlo nella mia zonaccia, ma grazie lo stesso per l'interessante segnalazione :)

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    1. Ciao Frank!
      Purtroppo della Puenzo non ho visto nient'altro, ma ho letto che anche in questo film affronta tematiche presenti anche nei suoi precedenti lavori, che a questo punto sarei curiosa di recuperare... :)
      (Grazie a te, è sempre un piacere!)

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  2. maddai! dici che vale la pena? a me dava l'impressione di una specie de "I ragazzi venuti dal Brasile" che si prende troppo sul serio...

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    1. Secondo me si, una visione la merita decisamente... anche se qua l'unica cosa che viene ricreata in serie - per fortuna - sono le bambole...

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    2. Le bambole con gli occhi che si aprono e si chiudono a me terrorizzano da sempre, poi dopo Chucky la bambola assassina dippppiù! Idem quelle ancora in construzione come si vedono nel film, con le orbite vuote, non so come facciano quelli che si appendono le maschere in casa, non potrei mai!
      Film molto interessante, oltre alla trama eccetera vi sono paesaggi meravigliosi, solo Mengele con la faccia di Giacomo Poretti l'ho patito un po'. :-))

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    3. beh, dai, non può mica fare sempre il comico, è bello che voglia uscire dagli sc(h)emi :D

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    4. Ma povero Giacomo! :)
      Se guardi questa foto ammetterai che c'è comunque una certa somiglianza fra Àlex Brendemühl (che è attore spagnolo, come si evince chiaramente dal cognome), Mengele, e anche Poretti.
      Insomma, ci sono un italiano, un tedesco, uno spagnolo... :)

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    5. la so! è divertentissssima

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    6. Ah, Bariloche, quanti ricordi!! ;-)

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    7. Fascino, non mi ci fare pensare che mi viene una malinconia!

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    8. prima o poi riuscirò ad andarci anche io, spero!

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    9. No, non son posti per te :-D

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  3. mi sa di film troppo serioso, però sono tentato di prenderlo in considerazione.
    magari dopo aver visto qualche film scemo come l'ultimo con will ferrell :)

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    1. E' effettivamente abbastanza serio, ma niente affatto pesante.
      Will Ferrell? Ma Anchorman 2? :)

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  4. Tematica interessante, se dici che non è nemmeno troppo pesante posso pure prenderlo in considerazione.

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    1. Beatrix, decisamente interessante. Considera, considera...

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  5. A me non ha convinto molto, anche se sono attratto da quelle medicine della crescita...

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    1. a me invece non è affatto dispiaciuto, mentre le medicine non sembrava facessero benissimo... :)

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  6. Film che vorrei recuperare, soprattutto per la tematica che ritengo molto interessante.

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  7. si si lo recupererò di certo, anzi mi auguro al cinema lo si possa ancora vedere, visto che lo passavano nei cinimini del centro che io tanto apprezzo...

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  8. Pure io l'ho apprezzato molto: è un film strano, direi senza tempo, raccontato e recitato bene.

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    1. sono d'accordo, tutti molto bravi.

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