26 maggio 2014

Maps to the stars

So many words are left unspoken
The silent voices are driving me crazy

Ho davvero detto a Pattinson che volevo farmi scopare da lui?
Dopo aver visto l'ultimo lavoro di Cronenberg sono giunta alla conclusione che il nostro regista, nonostante la mappa del titolo, abbia perso la strada. Probabilmente, come la maggioranza degli uomini, ritiene superfluo fermarsi a chiedere indicazioni, e per arrivare al punto (ammesso e non concesso che un punto d'arrivo ci sia) prende una limousine a noleggio, la fa guidare a Robert Pattinson - se non altro a questo giro non afflitto da una prostata asimmetrica - ed è come se io, da Torino, per andare a Milano decidessi di passare da Genova.
Tanto possibile quanto inutile.
L'ultimo film di Cronenberg (che è leggermente meglio di Cosmopolis, anche perché fare peggio sarebbe stato davvero difficile) cede all'eccessivo citazionismo e all'autocitazionismo ma non si capisce - o forse più semplicemente io non ho capito - dove voglia andare a parare. Certo che se spari nel mucchio, finisce che qualcosa, magari anche solo di striscio, lo colpisci (no, non sto parlando del bobtail. O forse sì?).
Tanta carne al fuoco, ma condita male. 
E, alla fine, anche la più bella delle poesie, se ripetuta in loop, diventa una lagna. 
Fra ossessioni, malattia, sesso, amore, morte, dipendenze, fantasmi, incendi, incesti, poesie, paura di invecchiare, segreti, terapisti, dive, divette, aspiranti divette, divani, divanetti, autisti, limousine, ricerca di un'identità, mancanza di un'identità, tutto viene analizzato, ma in maniera superficiale, e quasi niente viene approfondito, a meno che quello di non scavare più a fondo in personaggi così profondamente superficiali non sia una scelta voluta e non, come sembra, una casualità.
Quasi come i famosi sei gradi di separazione per cui Agatha, grazie a Carrie Fisher conosciuta su Twitter arriva a L.A. e trova lavoro come assistente di Havana, attrice frustrata che nemmeno Norma Desmond, ossessionata dal fantasma della madre morta di cui però vuole assolutamente interpretare il ruolo in un film di prossima realizzazione, che quotidianamente si fa massaggiare e imbambolare da un sedicente guru mago del self help che è sposato con una donna che fa da manager al figlio 13enne, giovane star arrogante e viziata ovviamente rovinato dal successo, e tormentato dal fantasma di una piccola fan a cui aveva fatto visita in ospedale, che però ha una sorella di cui non si sa più nulla da 7 anni, la quale è appena tornata in città, e grazie a Carrie Fisher conosciuta su Twitter ha appena trovato lavoro...  Tutto chiaro?
Fantastico.



28 commenti:

  1. lo dico? lo dico: una goduria. un grande Cronenberg, tremendamente sottovalutato. non condivido una parola del tuo post. ne scriverò domani o dopodomani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. chissà perché la cosa non mi stupisce minimamente.

      Elimina
    2. Vi picchierete? Vedrò scorrere sangue? Io aspetto di leggere Dantès e poi, salomonicamente, facile che mi ponga nel mezzo. Non brutto, troppo Hollywood-centrico, brava e molto Julianne Moore, che infatti ha vinto a Cannes, ha il difetto di non dire nulla di veramente nuovo, ma non lo dice male! :-)

      Elimina
    3. ma guarda, adesso lo so che sto per dire una cosa grossa, ma poison è una delle poche persone da cui riesco a sentire anche opinioni che non condivido :D

      Elimina
    4. ma figurati! :)
      Ma io non ho detto che è "brutto"... è che appunto, non dice nulla, né di nuovo né di vecchio.

      Elimina
    5. @dantes: ma... wow!
      se non fossi una vecchiaccia cinica rischierei di commuovermi!

      Elimina
    6. ma non sei cinica... :D

      Elimina
    7. in effetti sono molto più vecchia che cinica, hai ragione! :)

      Elimina
  2. ah...mi fa quasi paura, ma prima o poi una occhiatina la darò, giusto per il gusto di massacrarlo come si deve...(parto prevenuta,lo ammetto...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Paragonato a Cosmopolis non è nemmeno terribile, eh?

      Elimina
  3. Premetto che non l'ho ancora visto, e dubito fortemente che lo farò, almeno al cinema. Ma solo al leggere da qui: "Fra ossessioni, malattia..." alla fine, mi è già venuto mal di testa, troppo casino per i miei gusti :D Comunque lo sospettavo, e la tua opinione non fa che confermare i miei dubbi su un regista che come giustamente scrivi, si è perso, non c'è nulla da fare. E bada che parlo con rammarico, perchè Cronenberg era uno dei registi che ammiravo di più, fino a "Crash", personalmente, poi è iniziato il suo lento declino...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è effettivamente tanta roba, forse troppa... Un sacco di spunti che - a mio parere - non vengono mai veramente approfonditi.
      Cronenberg è stato un regista geniale (io quando ripenso a Videodrome o a Inseparabili ancora mi turbo), e anche quando ha diretto film più classici, o semplicemente meno "cronenberghiani" come a history of violence o la promessa dell'assassino, l'ha fatto in maniera impeccabile (io salvo addirittura A dangerous method, anche se tutto sembra tranne che un film di Cronenberg). E poi dev'essere successo qualcosa... :)

      Elimina
  4. Il trailer mi fa proprio pensare a quello che scrivi, ma la curiosità rimane sempre alta :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io vedendo il trailer non ci avevo capito una fonchia. Fortunatamente il film è un po' più chiaro! :)

      Elimina
  5. Beh, allora a me che "Cosmopolis" era piaciuto tanto, posso andare al cinema sicuro?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ah, ma certo che sì! non sono così dispotica da impedirti di vederlo! :)
      Poi, come ho scritto, nonostante non mi abbia detto molto, non è terribile quanto Cosmopolis, anche se i due film non sono nemmeno lontanamente paragonabili.
      Questo se non altro segue un criterio abbastanza logico, nel susseguirsi degli eventi.

      Elimina
  6. Chiaramente il vero Cronenberg è morto anni fa e quello che ora si aggira per il mondo altro non è che un tizio che gli somiglia molto e che gli ha rubato l'identità per fare grana. E basta Pattinson che non se ne può più!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ah ah ah ah! sai che potresti aver ragione? :)
      E su Pattinson sono - ovviamente - d'accordo.

      Elimina
  7. scommetto che a me piacerà più che a te.
    a meno che non sia ai livelli di a dangerous merthod, e allora proprio no!

    RispondiElimina
  8. Cosmopolis l'ho scartavetrato per benino a tal punto che mi sono messo paura e non ho nemmeno guardato A Dangerous method...e questo maps to the stars mi fa ancora più paura...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io l'ho preferito a Cosmopolis, anche se sinceramente mi ha detto poco. Poi, a parte che tutto sembrava tranne che un film di Cronenberg, a me non era spiaciuto nemmeno A dangerous method. Ma siamo lontani anni luce da quello a cui Cronenberg ci aveva abituato.

      Elimina
  9. La gif di Cusack vince XDXDXD
    Cronenberg non lo so. La vecchiaia, l'andropausa... eh, sono brutte bestie. Ingestibili persino per lui. Lunga vita alla nuova carne!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ah ah ah ah! Grazie! :)
      e Cronenberg... non so più nemmeno io, a questo punto!

      Elimina
  10. Mi dispiace per David. Mi dispiace tanto. Dopo La promessa dell'assassino gli è capitato qualcosa, tipo che non è più lui. Cosmopolis non sono riuscito a finirlo (Pattinson, maledizione, Pattinson... ma che cosa diavolo ti è saltato in testa?!??!?). Speriamo si ripigli. Non puoi farmi Spider, A History of violence, La promessa dell'assassino e poi berti il cervello tutto insieme.
    Che dolore.
    Facciamo che questo lo salto.
    Ma lo salto con tristezza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quando ho scoperto che anche in questo film ci sarebbe stato nuovamente Pattinson mi sono chiesta davvero il perchè, evidentemente mi sfugge qualcosa. Rispetto a Cosmopolis qua la sua presenza è davvero irrilevante. Non sai mai se sia lui o il suo cartonato.

      Elimina
    2. Siamo passati da Woods, a Goldblum, a Fiennes, a Mortensen... a Pattinson. Rimarrei meno deluso se Quentin scritturasse Alvaro Vitali per The Hateful Eight.
      Ok, magari non di tantissimo, ma sicuramente meno.
      Però spero che non lo faccia. Non farlo, Quentin.
      ;-P

      Elimina