17 aprile 2014

The broken circle breakdown




Come lo spieghi a una bambina di poco più di sei anni dove vanno gli uccelli quando muoiono?


Basato sulla piece teatrale The Broken Circle Breakdown Featuring The Cover-Ups of Alabama, questo film del regista fiammingo Felix van Groeningen faceva parte della cinquina candidata a miglior film straniero agli ultimi oscar. Ma, ahimè, grazie a Fellini, ai Talking Heads, a Scorsese e a Diego Armando Maradona, non ha vinto.
In Italia dovrebbe arrivare in sala fra poco meno di un mese, quindi, signori miei, se non avete ancora avuto modo di vederlo, fatelo. Ovviamente da noi hanno ben pensato di farlo diventare "Alabama Monroe - Una storia d'amore" e no, non voglio né fare commenti né rilasciare dichiarazioni. 
The broken circle breakdown è un film forte e devastante, come devastante può essere la vita, nella sua elementare complessità. 
E' la storia di Didier ed Elise, dagli inizi del loro rapporto alla fine.
Ovviamente diversi ma complementari.
Lei ha uno studio di tatuaggi, e ogni occasione è buona per incidere sul corpo un ricordo, un emozione, un nuovo amore. E quando l'amore finisce lo puoi coprire (cover-up, appunto) con un tatuaggio più grande. Didier non crede che ci sia nulla nella sua vita che valga la pena imprimersi sulla pelle. E' ateo, ama l'America, suona il banjo in un gruppo che fa bluegrass.
Si amano, e nasce Maybelle.
Ma Maybelle si ammala di cancro e la malattia manda in frantumi le loro vite. A partire da quella di Maybelle, per cui tutte le cure si rivelano inutili.
Il cerchio si spezza.
Perché la perdita di un figlio è un fatto talmente innaturale ed inaccettabile da spezzare qualsiasi equilibrio.
E chi rimane si interroga senza trovare una risposta, e cerca di sopravvivere attaccandosi a quello che gli resta. La fede per Elise, la musica per Didier.
Entrambi alla vana ricerca di una spiegazione, o di un colpevole.
Mi è piaciuto parecchio.
Nonostante le scene onirico/visionarie nella parte finale, di cui avrei fatto volentieri a meno, che per fortuna vengono riscattate dalla splendida sequenza finale.





Oh Alabama 
Banjos playing through the broken glass 
Windows down in Alabama. 
See the old folks tied in white ropes 
Hear the banjo. 
Don't it take you down home? 


23 commenti:

  1. grande film!
    il vero vincitore morale dell'oscar per la pellicola straniera

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    1. non ho visto né il film cambogiano né quello palestinese, quindi non posso avere la certezza assoluta, ma che questo sia un grande (e splendido) film è indubbio.

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    1. C'entra tanto quanto Alabama, ma per capirlo devi vedere il film...

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    2. sto cercando di immaginare le madaminkie che sabato pomeriggio al Romano chiedono due biglietti per Il crollo del cerchio spezzato :D

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  3. Bello, proprio bello. Sono d'accordo sulla scena finale, ma per il resto l'intersecarsi di presente&passato, la tensione, la bravura degli interpreti, tutto concorre a renderlo un film memorabile, e, senz'altro, io gli avrei dato l'Oscar, perché è più film di quello di Sorrentino. E' vero cinema.

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    1. e sai che io l'elemento onirico tendo a patirlo come la peperonata... :)

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    2. Io la peperonata la digerisco anche a mezzanotte, mentre l'onirico, soprattutto in un film come questo, mi è rimasto un po' sullo stomaco e ha appesantito il film', ma sono 4 minuti in 2 ore, pazienza, sennò sarebbe stato un film perfetto, e achi piac e la perfezione? :-))

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    3. ...a te, credevo! ah ah ah! :)

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    4. Beh, data l'ortografia del mio commento, a me sicuramente no.... :-D

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  4. a brevissimo dovrei vederlo pure io :)

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    1. Attendo di scoprire il tuo parere, allora! :)

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  5. tu non sai ma quando ho visto la locandina appesa nell'atrio della mia sala cinematografica preferita ti ho pensata. Comunque il film, dalle mie parti, deve ancora arrivare, si son portati avanti esponendo la locandina. Sheltering

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    1. e come mai mi hai pensato?
      comunque già il fatto che ci sia la locandina è un buon segno! :)

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  6. Ho versato fiumi di lacrime, un film davvero grande e davvero toccante nel suo essere "grezzo".

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    1. non ho pianto, ma sono comunque d'accordo sulla grandezza e sulla bellezza (da non confondersi con la grande bellezza) di questo film.

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  7. sinceramente non so se ce la faccio...

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    1. Beatrix, è un film che merita assolutamente la visione, credimi.

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  8. Grandissimo film. Uno dei miei preferiti di questa stagione.
    E decisamente fordiano, direi.

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  9. Io ho invece amato da morire quei cavalli rosso fuoco e quella bimba che corre per i prati.
    Quella sequenza non la trovo accessoria, anzi, è importantissima.
    Tutto il film è sul contrasto fede e ragione e vedere lei che si alza, fa quei sogni e si avvicina a lui parlandogli all'orecchio l'ho trovato meraviglioso.
    Come quasi tutto il resto.
    Brava Pois

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    1. io ho un problema di fondo con la visione onirica delle cose, in qualunque contesto, per questo dico che "ho patito" quella scena...

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