2 aprile 2014

Quando c'era Berlinguer

Giovedì sera ero al cinema Massimo, l'unico in città in cui è possibile vedere il documentario di Walter Veltroni. Quando sono uscita, nella vetrina con la locandina di "Quando c'era Berlinguer" qualcuno aveva appoggiato una rosa. E a me è sembrato un gran bel gesto. 
Sabato sera, non so se fosse sempre la stessa, la rosa era ancora lì.
Primo spettacolo.
Mentre aspettiamo di entrare in sala esce il pubblico della proiezione precedente. 
Signora mia, ma quanti comunisti in questa città. 
Un pezzo di intervista a Marcello Mastroianni, che - citando un antico canto Navajo - dice “Tutto quello che hai visto ricordalo, perché tutto quello che dimentichi ritorna a volare nel vento” si contrappone in maniera esemplare e tristissima alle interviste iniziali, in cui, alla domanda su chi fosse Berlinguer, sono arrivate le risposte più assurde, e fa davvero tanto male scoprire che a buona parte delle nuove generazioni il suo nome non dica assolutamente nulla.
Immagini di repertorio, tribune politiche in bianco e nero, interviste a Eugenio Scalfari, Giorgio Napolitano, Alberto Franceschini (eh), Jovanotti(eh²), Pietro Ingrao, Signorile (eh³), Macaluso, monsignor Bettazzi, il risultato elettorale del 1976, il suo discorso storico pronunciato a Mosca, nel 1977, in occasione del 60° anniversario della rivoluzione d'ottobre, le basi per la creazione del compromesso storico, che il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro arrestarono definitivamente, il riavvicinamento a sinistra, al PSI di Craxi, il distaccato disprezzo tra i due leader, la contestazione, i fischi, la marcia dei 40.000 a Torino, fino a quell'ultimo straziante e doloroso discorso tenuto a Padova, il 7 giugno del 1984, che riuscì a concludere a fatica, e alla folla oceanica che partecipò ai suoi funerali, a Roma.
...strada per strada, casa per casa...


21 commenti:

  1. Sono molto curiosa di vedere questo film e il tuo post non ha fatto altro che alimentare ulteriormente questa curiosità. Spero davvero di riuscire a vederlo!

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    1. Monica, grazie!
      Mi fa sempre piacere riuscire ad aumentare la curiosità di chi mi legge, spero tu riesca a recuperarlo.

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  2. Di base non vorrei foraggiare ulteriormente Veltroni. Di fondo mi infastidisce un po' che Berlinguer rappresenti anche la nascita del compromesso storico, prototipo (seppur con tutti i distinguo) delle attuali famigerate larghe intese...

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    1. se non vuoi foraggiare Veltroni puoi attendere che passi su sky...

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    2. su skipe solo se ti connetti dall'Ursus...

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  3. Berlinguer lo ricordo poco e male quando era in vita, ne ho letto moltissimo dopo la sua morte...era un leader di un'altra pasta rispetto ai nani e alle ballerine che vanno in giro oggi...

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    1. decisamente di un'altra pasta, sì. Esemplare a questo proposito la sua opinione sull'apoliticità, che definiva una "malattia diffusa, ma non epidemica".

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  4. Pochi ricordi anche io. Ma ricordo mio nonno quando parlava di lui, con ammirazione come si parla di uomini di grande spessore.Documentario che prima o poi vorrei comunque recuperare.

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    1. Io - avendo "qualche" anno più di te - me lo ricordo abbastanza bene, il documentario è stato un bel ripasso di storia.

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  5. Parlando del film, bisogna dare atto a Veltroni di avere avuto l'idea (ottima) anche se lui si è un po' troppo inserito nella storia, e tutto tutto l'ultimo comizio non l'avrei messo, avrei dato più spazio al funerale, ma è un bel docu. Su Berlinguer posso dire che a casa si era comunisti perché c'era Berlinguer, e la mia idea di comunismo è legata a lui. E il compromesso storico, col senno di poi, era il modo di non farci fare la fine del Cile. Altri tempi, altra politica.

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    1. Quell'ultimo comizio a Padova è stato davvero straziante, concordo.
      Sembrava la tv del dolore del Minoli targato Guzzanti.

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    2. da rivedere L'addio a Enrico Berlinguer, film collettivo, magari datato, ma interessante, dell'84

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  6. La distribuzione non aiuta sicuramente questa pellicola, che spero di recuperare pur non apprezzando il buon Walter, ma la figura è importante e io sono crescito con il nonno che aveva incorniciatò il numero "ADDIO" de l'Unità ed esposto in bella mostra in casa sua. Credo proprio che lo vedrò quindi, anche solo per approfondire la conoscenza di questa figura della politica italiana, inoltre la tua disamina mi ha incuriosito

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    1. Grande nonno! Massimo rispetto.
      In effetti la distribuzione è un tasto dolente in questo come in molti altri casi, anche se io, vivendo a Torino, non mi posso nemmeno lamentare troppo, che tutto quello che viene distribuito prima o poi arriva.

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  7. Card. Napellus02/04/14, 12:54

    Sono vecchio, ricordo tutto. E non dimentico.Quando morì ero militare, e il mio generale, cui guidavo l'alfasud, era triste. Eppure era assai di destra. Un altro ufficiale ridendo gli disse: finalmente è morto quel comunista. Il generale lo congelò con lo sguardo: era un avversario, ma soprattutto era un uomo - gli disse - e uomini come lui non ne nasceranno più, se lo ricordi.

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    1. che - come si vede nel film - è la stessa cosa che disse Almirante intervistato mentre si recava al suo funerale.

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  8. BB: che tristezza.................

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    1. bionda, mi mancavi!

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    2. Ma bionda, così sembra che il film sia una tristezza, mentre così non è!

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    3. @Tiz: ma noi sappiamo!

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