4 aprile 2014

Bad Country
(Affari di famiglia)


Se, come me, vi sentite orfani di True Detective e vi mancano le atmosfere liquide della Louisiana, anche se non ci siete mai stati e non sareste in grado di collocarla esattamente su una cartina degli Stati Uniti, ma soprattutto vi mancano i baffi di Rusty, potete dedicarvi alla visione di questo film, con protagonisti Willem Dafoe e Matt Dillon, entrambi accessoriati con un paio di baffi da competizione, come potete notare dalla locandina. 
Il ruolo del villain tocca ad un invecchiato e irriconoscibile (nonché baffuto) Tom Berenger.
Siamo nel 1983 e il detective Bud Carter, indagando su un traffico di pietre preziose arresta Jesse Weiland. Scoprirà che l'uomo è un killer al soldo di una solida organizzazione criminale (a giudicare dai tatuaggi se non è la Fratellanza Ariana sempre di qualche loro nazi-parente si tratta) capeggiata da Lutin Adams che, ovviamente, fa un po' il cazzo che gli pare su e giù per lo stato, fra collusioni, corruzioni ecc.
Approfittando del fatto che in carcere i suoi "amici" gli hanno fatto fuori il fratello, e che per i suoi crimini rischia il carcere a vita, Carter convince Weiland a diventare un informatore per aiutarli a sgominare l'organizzazione.
Jesse, che rischia di non poter più vedere la moglie e il figlio appena nato, accetta.
Quando l'FBI viene a conoscenza dell'operazione, e soprattutto dell'esistenza di una lista di persone da eliminare, entra a far parte dell'operazione. Ma Lutin inizia a sospettare la presenza di una talpa, e le cose inevitabilmente si complicano, dando vita (insomma, vita si fa per dire) ad una caccia all'uomo senza esclusione di colpi.
Film senza troppe pretese, che non aggiunge certo nulla di nuovo al genere, ma che si lascia vedere tranquillamente, supportato da un sempre valido Willem Dafoe.
O forse sono io che, adorando Willem Dafoe, perdo obbiettività e divento troppo indulgente?
La seconda che ho detto?
Probabile.




25 commenti:

  1. Willem baffuto sempre piaciuto! :-))

    RispondiElimina
  2. locandina terrificante! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e non credere che il film sia molto meglio, eh? :)

      a proposito, auguri! :-*

      Elimina
  3. a proposito di Willem Dafoe, urge la visione di A woman! giusto così per poter parlare un po' male di quell'omino lì

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma perché vorresti parlarne male? Invidia? Piuttosto, non perdiamocelo in Nymph()maniac!
      :-))
      (lo so Dantès, tu hai già dato, lo dicevo a Poison, che nicchia)

      Elimina
    2. sbagliato, perché Dafoe nella prima parte non c'è :D

      no, come nicchia? deve, anche solo per poterci scornare. ma lo vedete nel weekend?

      (A woman è il terzo film della moglie, che ha già fatto non si sa come altri due film orrendi. la prossima volta che ci vediamo te lo porto insieme a Peter Weir. e ho pure de la Iglesia per poison... uff, che fatica!)

      Elimina
    3. Nelle prima parte non c'è??? Ma chepppalle. Comunque gliel'ho detto anche io che DEVE vederlo, è una questione intellettual-cinefila, un must, ma lei nicchia....
      Lo vedremo (io e BB, per ora) Martedì prossimo, al limite la rece la faccio io.
      Si, lo so che i film della moglie sono tremendi, o così mi è stato detto, ma io uno sguardo critico glielo butto ugualmente, attendo fiduciosa.

      Elimina
    4. in compenso nella prima parte c'è una Uma Thurman strepitosa!

      p.s.: promettimi una recensione di A woman, te prego

      Elimina
    5. Cross my heart and hope to die
      Enough?
      :-)))))

      Elimina
    6. quante soddisfazioni che mi dà, signora mia

      Elimina
  4. e non sei la sola, anche io adoro willem dafoe, vecchia volpe del cinema, che ho scoperto anni prima con il film di alan parker mississippi burning e che ho sempre seguito - ha lavorato persino in cuore selvaggio di lynch, se non l'hai visto RECUPERALO - e ancora lavora senza sosta...un mito, un vero mito, sto film me lo segno :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho scoperto Dafoe in "Strade di fuoco", ma me ne sono innamorata definitivamente con la sua interpretazione del sergente Elias in Platoon...

      Elimina
  5. ah quel film lo devo vedere, ce l'ho...fortunatamente hehehe :)

    RispondiElimina
  6. In Italia il film è stato doppiato molto male, con molte scene tagliate dalla versione originale. Tom Berenger ha recitato molto ben (purtroppo è stato doppiato in maniera vergognosa in lingua Italiana). Tom Berenger lo considero con AL Pacino il migliore attore al mondo, Willem Dafoe è un grande attore, e Matt Dillon non era il più grande attore di film indipendenti ?. Il citato film raggiunge appena la sufficienza. Ci sono film con produzioni miliardarie con presunti grandi attori ( e non lo sono), che non valgono questo film (in versione americana). In versione Italiana come scritto sopra è stato rovinato dal doppiaggio e da molte scene tagliate, anche scene non presenti nel DVD (nella sezione scene tagliate).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io l'ho visto in lingua originale, quindi non posso lamentarmi.

      Elimina
  7. Purtroppo Chris Brinker, il giovane e promettente regista del film "Affari di Famiglia" è venuto a mancare a soli 42 anni (se non erro), dopo quasi due mesi avere diretto questo film. In U.S.A., il citato film è molto apprezzato, al massimo si critica l'accento non proprio perfetto (dello stato della Louisiana ) che gli attori protagonisti non riescono a dare. Piccolo appunto : all'inizio degli anni 80' e oltre, in Louisiana (erano rimasti negli anni 70') ed era usanza portare baffoni e basettoni
    tra la popolazione maschile

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, mi piace pensare che la popolazione femminile non fosse coinvolta mell'usanza...

      Ho letto che il regista del film è morto poco dopo la fine stelle riprese, ma non ho trovato molte altre informazioni in proposito.
      Ma sei lo stesso anonimo del commento precedente?

      Elimina
    2. La fine delle riprese.

      Elimina
  8. Si sono lo stesso Anonimo. In quelle zone della Louisiana, non è un'utopia che la popolazione femminile si curi poco. La Louisiana è uno stato discretamente bello ma all'interno mi dicono che sia una zona paludosa dove esistono ancora distillerie clandestine di whisky, con gente poco raccomandabile (dove si nascondono delinquenti e assassini, nonché razzisti che fanno dell'odio e del fanatismo il loro credo), non tutti sono razzisti naturalmente. Comunque il titolo originale del film era "Whiskey Bay" (prima di intitolarlo "Bad Country")

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avevo letto pure quello... anche se secondo me nessuno dei due titoli mi sembra appropriato per il film. Secondo te?

      Elimina
  9. Il titolo originale "Whiskey Bay" era il più credibile. Ti lascio il Facebook originale del compianto regista Chris Brinker, adesso trasformato dalla sua famiglia in una fondazione. Ciao

    https://www.facebook.com/cbfilmfoundation?fref=pb

    RispondiElimina
  10. Ciao e Grazie a Te Poison. E complimenti per il Tuo Blog molto bello. I Miei complimenti sono veri e sinceri

    RispondiElimina