27 marzo 2014

Which way is the front line from here? The life and time of Tim Hetherington

Il 20 aprile del 2011, poche settimane dopo aver partecipato alla cerimonia degli Oscar dove il documentario Restrepo (vincitore del gran premio della giuria al Sundance del 2010) era candidato, il fotografo di guerra e regista inglese Tim Hetherington è morto a Misurata, in Libia, dove si era recato con la solita passione per svolgere il suo lavoro, ovvero raccontare, attraverso le sue immagini e i suoi filmati, ancora una volta, la guerra civile.
Sebastian Junger, giornalista e scrittore, nonché amico di Hetherington, che con lui aveva girato proprio "Restrepo" in questo documentario, ripercorre la vita e la carriera di Tim, attraverso gli scatti del giovane (quando è morto aveva 40 anni), dagli inizi come fotografo in un giornale londinese fino a quel giorno di tre anni fa, in Libia, attraverso le parole del giornalista James Brabazon, che era con lui a Misurata, ma concentrandosi soprattutto sugli anni che Hetherington trascorse in Liberia, durante la seconda guerra civile con l'esercito dei ribelli che combattevano il regime di Charles Taylor, e in Afghanistan, dove visse per un anno con un plotone dell'esercito americano in un avamposto nella valle di Korengal.
L'approccio di Tim al suo lavoro era guidato dal tentativo di comprendere - e far comprendere a chi avrebbe visto i suoi scatti - le ragioni dei conflitti e i motivi che erano origine e causa della violenza. Un uomo che è riuscito a far emergere il meglio delle persone anche durante circostanze terribili della loro esistenza.
Documentario prodotto dalla HBO (praticamente sinonimo di qualità) dovrebbe arrivare in sala il 3 aprile, ed essere trasmesso in TV su laEffe il 16 aprile alle 22.25.
Se vi capita guardatelo, perché ne vale davvero la pena.









“I want to record world events, big History told in the form of a small history, 
the personal perspective that gives my life meaning and significance. 
My work is all about building bridges between myself and the audience.”

8 commenti:

  1. Grazie, non ne sapevo nulla, lo guarderò senz'altro!

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    1. Roberto ciao, benvenuto da queste parti!
      Il documentario è davvero interessante, riesce a trasmettere la passione che T.H. metteva nel suo lavoro.

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  2. sembra fico!

    p.s.: vieni di là e porta due paste...

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    1. Decisamente interessante, sì...

      (Arrivo, ma a mani vuote, che mi prendi alla sprovvista!)

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  3. Interessante.
    Trovare 'laeffe' sarà un'impresa
    Shelt

    (Rido da sola per quello che ho scritto)

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    1. Sheltering, sono sicura che ce la puoi fare! :)

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  4. trovato con torrent, grazie della segnalazione, lo guardo:)

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    1. ma ti pare?
      fammi poi sapere... :)

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