20 marzo 2014

This is Martin Bonner

La storia di un nuovo inizio per Martin Bonner, che, dopo il divorzio e il conseguente quasi obbligato licenziamento dal suo lavoro di impiegato commerciale in una chiesa si trasferisce nel Nevada, e prova a reinventarsi una vita. 
Trova lavoro in un centro (cattolico) che cerca di aiutare i detenuti a reinserirsi in società, e in questo modo conosce Travis, uscito dal carcere dopo una condanna di dodici anni per omicidio colposo.
Fra i due uomini, entrambi - seppure per motivi diversi - alla ricerca di un nuovo inizio, si instaura un'amicizia sincera.
Due caratteri diversi, due solitudini differenti.
Martin, con due figli che sente continuamente al telefono, poco importa se le telefonate con il figlio maschio consistono in messaggi alla sua segreteria telefonica.
Travis che tenta di ricostruire un rapporto con la figlia che praticamente non ha visto per dodici anni, e, al loro primo incontro, per superare l'imbarazzo, chiede a Martin di accompagnarlo.
Un film dove non succede nulla e non ci sono colpi di scena, quasi intimo, che non cede né alla retorica né al buonismo forzato.
Un opera intensa e delicata sulla normalità dell'esistenza umana.
Programmato nella sezione "Festa Mobile" all'ultimo Torino Film Festival, il film ha ottenuto qualche premio sparso qua e là, ma, oltre a girare per tutti i festival sparsi per il mondo, dubito che sia prevista una sua distribuzione.


25 commenti:

  1. e in occasioni come questa che maledico il mio vivere in provincia...però poi ci penso bene e arrivo alla conclusione che forse è meglio così...

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    1. ma pure io vivo in provincia, eh? non ti credere! :)

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  2. ah ma è la settimana dell'impegno! sei in ramadan tamarro? :D

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    1. posso iniziare la giornata con un "sei. un. cretino." ? :)

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    2. ti voglio bene anch'io ;)

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    3. E' la storia di me e Dantès :-D...troppi film intimi e d'essai ultimamente, mi sa che ti stai innamorando!! :-*

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    4. come no? di te e di Dantès, probabilmente.

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    5. Naaaa, meriti di meglio, molto di meglio! :-D (parlo per me, ma credo che si possa estendere il concetto anche a Danty) :-)

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    6. Fascy... ehm, meglio di no, via... Fascino parla per te, tsk! :D

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    7. No, Fascy no!!! :-O :-D

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  3. Film molto carino! Però, in effetti, non saprei cosa aggiungere al tuo post, storia minimale, realistica, pudicamente trattenuta sui sentimenti, un piccolo film gradevole.
    Per contrasto dovresti come minimo considerare Need for speed! :-)))

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    1. Un film a cui si finisce per voler bene proprio per questa normalità... che a raccontarlo sembra una rottura di palle incredibile, e invece.
      Need for speed? Ma anche no.
      Piuttosto, mettiti al lavoro e prepara la recinzione di 47Ronin! :)

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    2. Ok, la faccio, ma sarà annacquata dal mio ammmore per Keanu. :-))

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    3. Non vedo l'ora di leggerti Tiz! Yawn!! ;-D

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    4. stavo per scrivere la stessa cosa ma senza sbadiglio

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    5. E' uguale, tanto che tu abbia voglia o no sarai obbligato a commentarmi, il più velenosamente possibile, mi raccomando, ché non voglio certo adagiarmi sugli allori! Né che mi si dica grazie! (Non c'era l'intenzione? E che peccato) :-D

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    6. Però sappi che domani non lavoro e sarò disconnesso per gran parte della giornata (se non tutta)

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    7. La Poison non credo mi priverà del piacere dei tuoi salaci commenti.... :-D

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    1. eh, no. credo sia uno di quei prodotti da festival, che tutti dicono "oh, che carino", ma nessuno lo prende in considerazione per una distribuzione più ampia...

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  5. Perchè non aprire un locale dove si possa assistere alla proiezione di questi films?
    Non proprio un cinema d'essai, che immagino ce ne saranno a iosa.
    Magari una sorta di libreria/cineteca/sala da te' con annessa possibilità di discussione, condivisione ma niente pop-corn.
    My just two cents, non ho la più pallida idea di quanto potrebbe costare acquisire un film e proiettarlo in pubblico.

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    1. A torino c'è il Teatro Baretti che già propone qualcosa di simile, con rassegne di film di varia natura... non ho idea di quanto possa costare un'impresa del genere, ma sono certa di non avere i fondi necessari...

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    2. il Baretti meriterebbe un premio. anche perché lì, oltre ai film d'essai che trovano più o meno distribuzione, circola un sacco di roba altrimenti inedita

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  6. spero che arrivi anche al d'essai di Parma!

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