8 marzo 2014

Felice chi è diverso


Felice chi è diverso
essendo egli diverso.
Ma guai a chi è diverso
essendo egli comune.



Introdotto da Gianni Amelio, il documentario, che arriva in sala in versione "ridotta" (per la visione integrale bisognerà attendere l'uscita del DVD) è un viaggio attraverso l'italia fatto di interviste e testimonianze di persone "normali", nel senso che - se si escludono Ninetto Davoli e Paolo Poli - nessuno di loro è un personaggio pubblico o famoso, che racconta cos'è e com'è stato vivere l'omosessualità sotto il fascismo, o attraverso immagini di repertorio dei cinegiornali dell'epoca, di come l'omosessualità fosse un crimine vergognoso, e di come titoli di giornali come Il borghese o Lo specchio affrontassero, tra un "invertito" e un "capovolto" l'argomento, con titoli che - sempre se non sei Giovanardi - fanno accapponare la pelle solo a leggerli.
Fra testimonianze di improbabili metodi correttivi (su tutte quelle di un uomo il cui zio, scoperta la "malattia", gli pagava - salvo poi scoprire che i soldi li cacciava la nonna anche per lui - due sessioni giornaliere con una prostituta) e i racconti di un'anziana coppia di signori torinesi (presenti in sala) che, oltre a rivendicare non necessariamente il matrimonio, ma l'estensione dei diritti ad ogni tipo di famiglia, compresa la possibilità di adottare dei figli, in maniera molto pacata, si alternano le varie testimonianze, alcune serene, altre più sofferte. 
Ninetto Davoli commuove, Paolo Poli - come sempre - affascina.
Interessante.

16 commenti:

  1. Molto interessante davvero! Alcune testimonianze avrebbero avuto bisogno dei sottotitoli, per l'inframezzarsi di frasi in dialetto non totalmente (da me!) comprensibili, ma davvero originale la scelta delle testimonianze, così poco glamour, così reali.
    A proposito di Ninetto Davoli, è anche lui nel film che Abel Ferrara sta girando in italia sulle ultime ore di Pasolini, interpretato da Willem Dafoe che, pare, non verrà doppiato, lo sta girando in italiano.... Strepitoso. :-))

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    1. come ha scritto Marco Giusti, il film di Ferrara sarà o un capolavoro o una porcata... bah...

      detto ciò, sono contento che vi sia piaciuto!

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    2. Marco Giusti però così la fa facile, in ogni caso avrà ragione! :-)) Io dalle foto sono già abbastanza meravigliata dalla somiglianza tra PPP e WD e sono propensa a crederlo, se non altro, un film interessante. Magari una bella anteprima al Tff...

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    3. Scusate se non partecipo alla discussione, ma sto giocando a "togli le ragnatele con lo Swiffer", mi perdonerete, spero.
      @Dantès: non mi presterò a facili doppisensi sulla collocazione delle ragnatele, ti avverto. :)

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    4. Beh, ubi maior minor cessat

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    5. @poison: però l'idea di toglierle con lo swiffer in quel caso lì assumeva tutta un'altra connotazione... vabbuò, vado ;)

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  2. Sicuramente interessate ma a senso unico. Solo testimonianze maschili.
    (Se hai tempo puoi dare una pulita anche a casa mia? ;-)
    Ciao sheltering

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    1. Questo è vero, l'unica presenza femminile è quella di una dona (lesbica) che ha sposato uno degli uomini intervistati, scelta che entrambi hanno fatto per "comodità"...
      Non ti offendere Sheltering, ma con le pulizie non ho un gran rapporto, a casa tua al limite ci vengo a pulire una birra, ma prometto di pulire l'alone della bottiglia che eventualmente dovesse rimanere sul tavolo... :)

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  3. Io credo che l'omosessualità femminile all'epoca fosse così inconcepibile da non essere neanche apertamente osteggiata. E, di sicuro, non era neanche sbeffeggiata su rotocalchi e trasmissioni tv, non c'era modo di farne macchietta, non c'erano persone da umiliare apertamente, insomma, lo stesso documentario al femminile non so che senso avrebbe avuto. :-))

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    1. Sono totalmente ignorante in materia quindi non mi pronuncio, diciamo che quando si parla di omosessualità, ancora oggi, scatta automatico il pensiero al mondo maschile. Per quanto riguarda la donna, credo che - se si pensa che comunque abbiamo votato per la prima volta soltanto nel 1946 - la discriminazione sia un discorso ancora più articolato, il fatto che il governo di Renzi abbia fatto notizia per il numero di donne mi pare lo dimostri a sufficienza. Mi pare di ricordare che durante il nazismo, mentre per gli uomini c'era il triangolo rosa, alle donne venisse cucito il triangolo nero.
      Ma è indubbio che di omosessualità femminile si parli sicuramente meno di quanto non si faccia per quella maschile.

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  4. I termini usati (invertito ecc) vanno contestualizzati, si riferiscono ad un periodo preciso in cui ci si riferiva così anche tra gli omosessuali stessi (se leggi Mishima, omosessuale, cita questo termine)
    Dev'essere interessante, specie per rivedere Ninetto che non ho modo di incontrare dai tempi di un episodio di Romanzo Criminale :)

    P.s. se passi da me trovi tutti i miei dvd ;)

    Moz-

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    1. Moz ciao (io passo sempre da te, anche se commento poco!)

      Di Mishima ho letto, nel mio periodo piu "decadente", che risale a quasi 30 anni fa, Confessioni di una maschera, e basta.
      Contestualizzare va bene, ma il tono con cui venivano pronunciati quei termini era incontestualizzabile, credimi!

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    2. Ecco, proprio a quello mi riferisco: quando parla della figura di S. Sebastiano, Mishima stesso dice che per gli invertiti è... blablabla, usa proprio quel termine. Evidentemente all'epoca non era solo negativo, è semplicemente un termine arcaico caduto in disuso (come uranista)... il tono poi dipende dalla persona che pronuncia, se è carico di disprezzo o meno^^

      Moz-

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  5. Spero di recuperarlo presto.
    Mi pare una cosa profonda ed interessante come poche se ne producono qui nella Terra dei cachi.

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    1. E' indubbiamente interessante, sì.

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  6. Giusto ieri ne ho sentito parlare in radio. Mi ha colpito perché onestamente un documentario del genere non pensavo potesse mai essere fatto in Italia. E proprio Mr Ford anche io sottovaluto un po' troppo la cultura di questo nostro triste paese.

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