24 febbraio 2014

Un ragionevole dubbio

Il ragionevole dubbio è quello che viene a me sui disturbi che affliggono coloro che per mestiere traducono i titoli dei film. A parte che ci sono lavori peggiori, io ve lo dico.
Non ci credete? Vi metto anche le figure:


I due signori in uniforme con la scopa e il cavagnino di vimini in mano seguono (in macchina) il drappello di polizia a cavallo. I cavalli percorrono in lungo e in largo il perimetro esterno del palazzo imperiale di Tokyio (che - per la cronaca - si estende su una superficie di 23.000 mq). Appena un animale produce un poco onorevole escremento i 2 scendono prontamente dalla loro automobilina e via di ramazza paletta e secchiello...
Tu che lavoro fai ? 
Io? Traduco titoli.
Appunto.


Prendiamo ad esempio l'ultimo film di George Clooney: il titolo originale è "THE monuments men". Da noi è uscito come Monuments men. Visto che già ci avete fatto la grazia di non farlo diventare "gli uomini monumento", a questo punto a lasciare anche l'articolo vi cadeva l'ernia?
Nel caso dell'ultimo film di Peter Howitt, il titolo originale è "Reasonable doubt". Da noi, quando uscirà (quando uscirà? il 6 marzo), diventerà "UN ragionevole dubbio".
Allora.
Quando c'è l'articolo lo togliete, quando non c'è lo aggiungete. Ma vi volete decidere?
Detto ciò, di cosa parla, un ragionevole dubbio?
Di Mitch, un brillante giovane procuratore di Chicago, famoso per non perdere mai una causa, sposo felice, padre novello, ragazzo modello ecc.ecc.Che una sera, tornando a casa ubriaco come una zampogna, investe un uomo.
Come? C'è qualcosa che non vi torna nel binomio "ragazzo modello - ubriaco come una zampogna"? Dai, su, non siate pignoli, lasciate fare. 
Telefona al 911 chiedendo l'invio di un'ambulanza, poi, siccome è sposo felice, padre novello, ragazzo modello ecc.ecc., lascia l'uomo ferito sulla strada.
Ma, siccome oltre ad essere sposo felice, padre novello, ragazzo modello, è anche una personcina educata, prima di andar via gli chiede scusa.
Il giorno dopo al notiziario sente che hanno arrestato un uomo, Clinton Davis, nel cui furgone hanno trovato il cadavere del suo pedone investito, oltre a degli attrezzi insanguinati. 
Oltre all'hangover si ritrova così a dover smaltire un senso di colpa grosso come l'Illinois, e, con una scusa qualsiasi, tanto lui è procuratore, si presenta dal detective Kanon per avere più dettagli sul caso.
Secondo la Kanon non solo Davis è colpevole dell'omicidio dell'uomo, che si scoprirà essere un pregiudicato in libertà vigilata, ma è pure un serial killer. 
Mitch in aula riuscirà a infondere nella giuria il famoso ragionevole dubbio, e Davis verrà assolto. Ma a Mitch, che, non dimentichiamocelo, sta sempre facendo a cazzotti col senso di colpa, qualcosa non torna, e decide di indagare. Trasformandosi da brillante procuratore a ingegnoso detective.
E, mentre a te viene il ragionevole dubbio di aver già capito dove si andrà a parare, il thrillerino inizia a virare su sentieri (inesplorati? magari) dove fioriscono clichè e dejavu, fratellanza, famiglia, vendetta, giustizia privata, io ti salverò, andrà tutto bene, in un finale un po' troppo frettoloso.
Anche se, a pensarci bene, diventava difficile allungare il brodo.
E se nel 1984 Luca Carboni diceva "e intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film" ci piacerebbe poter dire lo stesso di Samuel L. Jackson.
E invece...





23 commenti:

  1. Un blog muy interesante.Te felicito. Saludos!

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  2. quella dei titoli è una piaga putrida....

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    1. non me ne faccio una ragione!

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  3. Già il trailer mi aveva perplita e lasciata dubitosa, ora mi hai tolto ogni (ragionevole, irragionevole? quien sabe?) dubbio.
    Sui titolisti e i loro crimini unsolved, ancora devo perdonare "Don't look now", tradotto in "A Venezia... un Dicembre rosso shocking"
    Con pure i puntini di sospensione!! Il cielo li perdoni, che io gnafo. :-D

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    1. Mi stai dicendo che "don't look now" non vuol dire "A Venezia... un dicembre rosso shocking"????
      Non ho più certezze!!!

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    2. Onestamente, mi spiace tu l'abbia dovuto scoprire così, in un bel giorno di Febbraio che appariva normale, all'inizio.... ;-D

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    3. Ci manca solo che adesso qualcuno venga a dirmi che anche Babbo Natale non esiste, e non so se riuscirò ad arrivare alla fine della giornata...

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    4. Ti dirò, io mi sorprendo che questo paese esista ancora :-)....cmq, indvidiosette, il rosso shocking che abbiamo qui in dicembre, voi ve lo sognate :-D

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    5. Noto solo ora il refuso "inDvidiosette" e mi piace farlo notare, così, per pistineria gratuita e missperfettinismo fastidio, ecco! ;-P

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  4. io i titolisti italiani li manderei a fare il lavoro delle immagini in alto :)

    quanto al ragionevole dubbio non mi sembra imperdibile, anche perché samuel l. non sbaglia un film. ma solo se consideriamo quelli che fa con tarantino.

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    1. il film è assolutamente "perdibile" in tutta tranquillità...

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  5. Oh quanto hai ragione, guarda io farei una petizione per chiedere che lascino i titoli in lingua orginale!
    Un altro esempio recente pessimo: "We're the Millers" -> "Come ti spaccio la famiglia"
    Io un film con un titolo così non andrei mai a vederlo!

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    1. Con le traduzioni dei titoli ad minchiam si potrebbe scrivere un libro (e fra l'altro we're the millers non era nemmeno un brutto film!)

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  6. "A proposito di Davis" tu sei andata a vederlo?
    Credo sia uno dei film più brutti che io abbia visto nell'ultimo decennio, i fratelli Cohen questa volta mi hanno delusa alla grande :-(

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    1. L'ho visto in anteprima all'ultimo Torino Film Festival. Così ho potuto deludermi con tre mesi di anticipo. :)
      Non un brutto film, ma, trattandosi dei Coen pure io "pretendevo" qualcosa di più!

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    2. No, no, concordo con Cristina P, è brutto... noioso pure. Un protagonista veramente insulso e una storia fiacca, ecco tutto.

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    3. Eravamo in 5 e nel viaggio di ritorno a casa (40 min. multisala->paesello) ci siamo confrontati e scervellati per trovarci un senso (più profondo del "cantante sfigato agli albori del genere country"). Abbiamo anche cercato in rete, un'emerita recensione, un'intervista rivelatrice dei Cohen, ma niente. Non ha senso, è una palla e basta, poca ciccia e raccontata anche in maniera noiosa :(

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    4. (ho scritto "country" invece di "folk" ma tant'è..)

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    5. Tranquilla, fra folk e country non so cosa sia peggio.
      A me la cosa che ha più dato fastidio, è il crogiolarsi quasi compiaciuto di Davis nella sua condizione di perdente...

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    6. definire Inside Llewyn Davis noioso è ancora un complimento. La scena migliore è l'intonazione di Oh hang me, magari Davis si fosse tirato una corda attorno al collo nelle prime scene del film, sarebbe stata una liberazione.
      Buona serata Sheltering

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    7. Ah ah ah!
      E pensa cht fortuna sarebbe stata per quel povero gatto! ;)

      Buona serata anche a te!

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    8. C'è una scena che mi è piaciuta molto!
      Tizio alla guida, Davis a fianco, sul sedile passeggero con il gatto sulle ginocchia. Tizio parla a Davis e Davis e anche il gatto!! lo guardano. Tizio parla parla parla, Davis lo guarda e anche il gatto non smetet di guardarlo! Tizio finisce di parlare e Davis torna a guardare la strada di fronte, anche il gatto nello stesso momento torna a guardare la strada di fronte. Fantastico! sembrava che il gatto ascoltasse tizio (chissà come avranno fatto... mi immagino qualcuno che sventola croccantini fuori dall'inquadratura..)
      Non so se ho reso l'idea della scena ma questo gatto "umanizzato" è stato forte!

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