26 febbraio 2014

12 anni schiavo

You're just a runaway nigger...
from Georgia.


Ogni anno a natale ricevo in regalo l'abbonamento a Vanity Fair (scusa, ma non dovresti parlare di 12 anni schiavo?) dove - oltre a servizi di moda in cui la cosa più divertente è guardare gli improponibili prezzi di abiti, calzature, ecc., - ci sono articoli più o meno interessanti, scritti da un sacco di bella gente.
Fra questa bella gente c'è Gabriele Romagnoli, giornalista e scrittore senza troppi fronzoli, come piace a me.
Quando nel giugno scorso uscì nelle sale "Searching for Sugar Man" scrisse un articolo splendido che era praticamente quello che avrei voluto scrivere io se solo fossi capace a scrivere. 
Quando è stata l'ora di "The Wolf of Wall Street" nel suo articolo riportava la mitica frase di Matthew McConaughey "Fugazi, fugace, it's a wazy, it's a woozy (...)" oltre ad una gran bell'analisi del film.
(Senti ma... 12 anni schiavo?) 
Questo per dire che, in linea di massima, io e Gabriele Romagnoli abbiamo gli stessi gusti. Qua metteteci un doveroso ecchissenefrega e andiamo avanti.
Così, quando nel suo ultimo articolo ho letto "Non è politicamente corretto bocciare un film sullo schiavismo? Vedendo 12 anni schiavo ho rimpianto lo sceneggiato Radici e Kunta Kinte" fra me e me mi son detta "ahia". 
Ammetto che già vedendo i trailer mi ero posta la domanda se il film fosse davvero questo "capolavoro" di cui parlavano N riviste del settore (americane), su tutte Variety: “Se Django ha aperto la porta, 12 years a slave l’ha spalancata”. Ma anche no, eh?
Dopo aver visto il film posso dire che no, l'ultimo film di Steve McQueen non è un capolavoro. Ma è indubbiamente un film che merita di essere visto, anche se non c'è nulla che non sia già stato detto o che non si sia visto sull'argomento. 
Partiamo dal presupposto che non appartengo alla schiera di coloro che hanno accolto Shame come un filmone, preferendogli di gran lunga Hunger (principalmente perché all'epoca la storia di Bobby Sands mi aveva colpito parecchio), e quindi non è che aspettassi questo film per avere chissà quali conferme. Però, ovviamente, essendo candidato a 9 premi oscar, e siccome quest'anno vorrei arrivare preparata cercando di vedere tutti i film in corsa per la statuetta (al momento mi manca solo Her), naturale che ci tenessi a vederlo. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una storia vera. Mai come quest'anno la realtà tiene banco, se consideri che, dei 9 film candidati, soltanto 3 sono storie di "fantasia". 














Siamo nel 1841, a Saratoga, dove Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor) vive - libero - con la sua famiglia. E' un uomo istruito, e fa il violinista. Un giorno il suo impresario, Mr. Parker, gli presenta due sedicenti agenti di spettacolo, che gli propongono un vantaggioso ingaggio a Washington. 
Ma l'ingaggio è solo un pretesto per rapire l'uomo, che, una volta a Washington verrà chiamato Platt e  verrà venduto, manco si trattasse di una mezzena, a Mister Ford (Benedict Cumberbatch)
Che, col senno del poi (stiamo pur sempre parlando di uno schiavista) si rivelerà un uomo buono (nel paese dei ciechi l'orbo è un re), che sembra quasi prendere a cuore le sorti di Solomon. Il quale però è stato preso in antipatia (per usare un eufemismo) dal capo carpentiere Tibeats (Paul Dano, sempre perfetto nelle parti da merda), che, a seguito di un confronto prima verbale poi fisico con lo schiavo, umiliato, per riparare all'affronto deciderà di impiccare l'uomo (scena pazzesca, con Solomon ormai col cappio al collo che viene "salvato" in extremis da uno dei sorveglianti della tenuta, che però lo lascia appeso all'albero, e lo vediamo rantolante mentre riesce a stento a puntare i piedi per terra, e tutto attorno gli altri schiavi continuano a lavorare facendo finta di niente mentre la moglie di Ford, impassibile, osserva la scena dal balcone).
Ford decide di vendere Solomon, sia perché sa che prima o poi Tibeats riuscirà ad uccidere lo schiavo, sia perché è oberato dai debiti. 
E lo vende ad Epps (Michael Fassbender), uomo malvagio e sadico, per cui gli schiavi sono oggetti, considerati al pari - o anche meno - degli animali, di cui può disporre a piacimento, in quanto di sua proprietà, perché (tutti devoti, sia mai) così è riportato nelle scritture.
E, forte di questa convinzione, si rende protagonista di ogni genere di nefandezza, in particolare nei confronti della giovane Patsey (Lupita Nyong'o), protagonista di una delle scene più strazianti (e dolorose) di tutto il film.
Sarà solo grazie all'incontro con Samuel Bass (Brad Pitt) a cui per la prima volta Solomon racconterà tutta la sua storia, che l'uomo riuscirà a riacquistare la libertà e a far ritorno, dopo (12) anni, a casa.
In un finale (forse un po' troppo precipitoso, dopo che per quasi due ore SmQ ha indugiato a lungo su silenzi e sguardi spesso più significativi di ogni parola) che, a partire da quel "perdonatemi" sussurrato appena varcata la soglia di casa, sembra fatto apposta per strappare lacrime a cascata.


Ho letto da più parti che il ruolo di Brad Pitt nella parte di Bass sia marginale, poco credibile, una furbata evitabile. Non mi è chiaro se perché ad interpretarlo è Brad Pitt o per qualche altro motivo che a me sinceramente sfugge. Perché non fosse stato per l'incontro con Bass o chi per esso (e l'avesse interpretato Adam Sandler piuttosto che Michael Douglas sarebbe stato esattamente lo stesso) difficilmente Solomon avrebbe potuto scrivere le sue memorie, e noi adesso non staremmo qui a parlare di questo film.
Ovvio che 12 anni schiavo sia una storia che indigna, ovvio che gli americani (anche se Steve McQueen è inglese), che hanno fatto della libertà il loro cavallo di battaglia, quando si ritrovano a fare i conti con il loro passato ci mettano tutta l'enfasi possibile per sottolineare che quel passato se lo sono lasciati (teoricamente) alle spalle.
Significativo in questo caso il momento in cui il gruppo di schiavi incontra sul loro cammino un gruppo di nativi americani. 
Altrettanto significativa - in quanto (abbastanza) insolita per un ruolo femminile - è la totale assenza di umanità che si riscontra nelle due donne, le due compagne dei padroni: la prima, la moglie di Ford, trova insopportabile il continuo pianto di una schiava a cui sono stati sottratti i due figli, mentre la compagna di Epps, gelosa dell'ossessione dell'uomo nei confronti di Patsey, non perde occasione per maltrattarla con una ferocia per certi versi superiore a quella dell'uomo.
Detto ciò, posso dire che nel complesso 12 anni schiavo mi è piaciuto.
E, non avendo le aspettative di trovarmi di fronte ad un capolavoro, per una volta non sono rimasta nemmeno delusa.


32 commenti:

  1. buonanotte, signor Romagnoli dalle molteplici personalità

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    1. Non credo che Gabriele Romagnoli legga il mio blog, sai? :)

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    2. Vuoi che gli chieda l'amicizia come a Scanzi? :-))

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  2. Io non l'ho trovato un Capolavoro, ma un film decisamente importante, per quanto possa dire cose che già tutti conosciamo.
    E continuo a pensare che Bass sia fondamentale. Per quanto i detrattori di Pitt possano dire.

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    1. Decisamente fondamentale. Togli Bass e... ciao, Solomon, ciao...

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  3. Non lo vedrò. Sono delicato. (A meno che non si possano detrarre dal costo del biglietto i secondi trascorsi ad occhi chiusi) ;)

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    1. Non credo siano previste detrazioni, ma possiamo indormarci...

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  4. secondo me rispetto a Shame e Hunger( anche per me il suo migliore) è un passo indietro ma ciò non toglie che debba essere visto e che sia molto meglio di quella schifezzuola dolciastra di The Butler...

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    1. Questo è decisamente un film più "classico", ma anche qua si concentra sulla disperazione del singolo, comunque i brutti film sono decisamente un'altra cosa!

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  5. concordo su Paul Dano; le parti da stronzo gli riescono BENISSIMO
    me lo ricordo in IL PETROLIERE: è un predicatore, simpatico come quelli che ti portano via l'auto col carroattrezzi (Daniel Day-Lewis gli spacca la testa nel finale; la possiamo considerare una nemesi, visto che una reincarnazione prima era uno schiavista?)
    in COWBOYS & ALIENS è un arrogante "lei non sa chi sono io"; lo rapiscono gli alieni e se io fossi suo padre (Harrison Ford) non mi darei tanta pena per andarlo a cercare
    e così via
    quanto all'Oscar... dovrebbe beccarselo proprio questo drammone; ormai da molti anni l'Academy premia storie drammatiche

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    1. Paul Dano ha la faccia perfetta per i ruoli da disturbato, anche in "Ruby Sparks" quando si fa prendere dai deliri di onnipotenza riesce ad essere abbastanza fastidioso!

      Sì, credo sia il film giusto per portarsi a casa la statuetta

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  6. Probabilmente vincerà a causa del senso di colpa degli americani, e di certo non è un brutto film, anzi, ma gli manca quel quid per essere un gran bel film, e non saprei dire perché. E' un film di "quadri": quando fanno lavare gli schiavi, completamente nudi e in promiscuità vengono in mente i nostrani Cie (perché schiavitù non l'è morta); la scena dell'impiccagione è insostenibile per durezza e lunghezza; idem la scena delle frustate a Patsey, ma nel complesso è come se mancasse un qualcosa che non saprei dire. E, visto che l'ho visto in v.o., tutti gli schiavi mi sono sembrati (per essere in gran parte analfabeti) molto forbiti nel linguaggio, chissà se la cosa corrisponde a verità?

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    1. Questa cosa del linguaggio ha colpito anche me, in effetti.
      Concordo sulla scena dell'impiccagione, che nella sua agghiacciante crudeltà è... (mi viene da dire "splendida", ma non vorrei venir fraintesa, che poi qualcuno passa di qua e pensa che sto scrivendo questo commento con un cappuccio bianco in testa su una scrivania illuminata da una croce che brucia, ecco...), insomma, hai capito, no? :)

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    2. Splendida, certo, cinematograficamente parlando, e come, sennò? :-D
      (Comunque non credo qualcuno possa pensare che nottetempo tu ti sia iscritta alla fratellanza ariana!)

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    3. ah, ma sai che laggente sono strani... :)

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  7. non un capolavoro assoluto, però alcune scene sono davvero da capolavoro, e nel è complesso un grande film.
    questo gabriele romagnoli che diavolo di pellicola ha visto?

    quanto a pitt, non è il personaggio, ma è lui che è pessimo e si è angelinajoliezzato :)

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    1. eh non ti so dire, in effetti. Anche io questa volta mi trovo in disaccordo col Romagnoli. Che, immagino, ignorando la mia esistenza, continuerà a vivere tranquillo! :)

      Su Pitt non sono d'accordo, ma forse questo già lo sapevi, vero?

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  8. A me è piaciuto, ma essendo uno di quelli che ritiene "Shame" un filmone (n on ho ancora visto l'affamato) mi aspettavo un po' di più. Ordinario, ma comunque vedibile.

    E su Pitt... com'è che lui a 50 anni è messo meglio di me a 23? T.T

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    1. Oddio... non saprei, una vita sana, una dieta equilibrata, l'aria salubre del Missouri, un patrimonio genetico coi controcoglioni? :)

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    2. Ma non sarà puro e semplice culo? Ipotesi, eh? :-))

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    3. Mi stai dicendo che piove sempre sul Bradgnato?

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    4. Ah ah ah ah, po' esse!

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    5. Povero Brèd Pitte, se vince il film si pappa l'Oscar perché l'ha prodotto, quindi penserà: e sti cazzi se non sono indispensabile, mi sono appena pappato l'Oscar! XD
      Comunque, è un bel film sulla privazione della libertà dell'individuo. Anche se il mio cuoricione batte per Scorsese e vorrei che l'Oscar se lo pappasse lui!

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  9. Gabriele Romagnoli26/02/14, 14:51

    ciao, è un peccato che tu non abbia fb, sennò ti avrei chiesto l'amicizia

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    1. ah ah ah!
      un vero peccato, sì.
      Ma potresti darmi il tuo numero di telefono (posso darti del tu, vero?) eventualmente.... :)

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    2. Io è una vita che mi voglio fidanzare con Romagnoli, sarà la volta buona? Gabriele, me lo dai un appuntamento, please? Io su fb ci sono, e tu lo sai! :-D (Sono sicura che Romagnoli, al pari di BB odia le faccine! )

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    3. vabbè, quando sarete fidanzati (perché immagino che alla tua richiesta non saprà dir di no) potrai chiederglielo...

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    4. Gabriele Romagnoli26/02/14, 15:27

      e come faccio a sapere che stai su fb? se carco Tiz vengono fuori quelle 800.000 persone...

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    5. Gabriele Romagnoli26/02/14, 15:30

      ah, odio le faccine, a meno che non sia io a digitarle...

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    6. Romagno', non cArcare Tiz e magari mi trovi... ;-D :-P (Tutto bisogna dire a 'sti uomini, pur evoluti come Romagnoli)

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    7. Gabriele Romagnoli26/02/14, 15:42

      ecco adesso mi verrà un eczema per quel carco lì

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    8. Pensavo peggio, tipo un'orchite, te la cavi ancora con poco, stai sereno. :-)

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