15 gennaio 2014

Passion

Che tu dici "eh, ma cazzo, un film di Brian De Palma e nemmeno me lo distribuisci?"
Cioè, magari voi "eh ma cazzo" non lo dite. Io, che del mio linguaggio forbito ne faccio un vanto, invece sì.
Comunque. Com'era? Se la montagna non va da Maometto ecc.ecc.
Così ti sistemi sul divano, coperta di pile d'ordinanza, gatto in mezzo ai maroni, chiavetta usb nel lettore, tasto play e via. 

Interno giorno in grande casa figa. Che a parte Ken Loach, le riprese in interni in un alloggio delle case popolari non se le incula proprio nessuno, diciamocelo. 
Nella grande casa figa due donne stanno lavorando ad uno spot per uno smartphone.
Una è Christine, bionda, elegante, (perfida, perversa e manipolatrice, ma questo lo scopriremo dopo), l'altra è Isabelle, sua assistente, dal sex appeal prorompente quanto una lampadina a basso consumo, e con quell'espressione un po' così, che dalle mie parti verrebbe definita da "mugna quacia", che, all'arrivo di Dirk, l'uomo di Christine, raccatta le sue cose e se ne va.
Nel cuore della notte le viene l'idea meravigliosa, la sottopone a Christine, che, dopo aver approvato lo spot la manda a presentarlo a Londra al posto suo. A Londra Isabelle e Dirk si accoppiano felicemente in camera da letto. Al ritorno, visto il successo dello spot, Christine si fa bella con le alte sfere e rivendica come sua l'idea della campagna. A Isabelle girano un po' i coglioni, ma Christine, che è abile e ruffiana le fa due lesbo-moine facendole credere che sono una squadra vincente, che non si tratta di un tradimento, ma di affari e bla bla bla. 



Isabelle si lascia convincere, non si capisce se affascinata, intimorita o cosa.  
Nel frattempo - o prima, o dopo, fa lo stesso - le racconta una struggente storia strappalacrime sulla morte della gemella Clarissa, la porta ad una sfilata di scarpe fighissime da cui Isabelle esce indossandone un paio rosse, in rettile, che buttale via, vanno a un party, lei simula un mal di testa e finisce a casa di Dirk, dove scopre il cassetto dei giochi, con cui l'uomo asseconda ogni desiderio di Christine, compresa un'orribile maschera veneziana che tu dici ma che, davero?
Quando Dani, assistente di Isabelle, le mostra dei sondaggi di gradimento, Isabelle decide di rivedere il filmato promozionale senza avvisare nessuno, record di visualizzazioni su youtube, e in questo modo vince la trasferta a New York a scapito di Christine, e questa volta tocca a lei spiegare alla bionda che sono una squadra vincente, che non si tratta di un tradimento, ma di affari e bla bla bla. 
Christine affronta Dirk, Dirk lascia Isabelle, poi ci ripensa e le chiede scusa, si danno appuntamento ma lui non si presenta perché è con Christine e bla bla bla. 


Christine, ape regina abituata a condurre il gioco, soprattutto quello sporco, inizia a fargliene di ogni. Probabilmente ad Isabelle a questo punto si inchianano i cazzi per sul serio e sbrocca, al punto che arriva nel parcheggio e dimentica come si fa a guidare un'auto. Daje de tacco daje de punta, ne rivede l'assetto aerodinamico nel garage dell'ufficio. Contatta un fantomatico dottore, inizia ad imbottirsi di psicofarmaci, si fa prenotare un biglietto per il balletto dalla fedele Dani, va al balletto, ecco creato l'alibi perfetto.
Split screen. Balletto, Isabelle, balletto, Christine, balletto, Isabelle, balletto, Christine. 
E poi Christine muore. Uccisa dalla maschera veneziana. O da qualcuno che la indossa, probabilmente. O forse no. 
La metà, il suo doppio, il sogno, la realtà, la finzione, la polizia, l'interrogatorio, la confessione, il carcere, il balletto, l'alibi, l'avvocato, sogno, son desta, forse dormivo, no, non io, Isabelle.
E poi arriva Dani, innamorata di Isabelle, che - tu pensa - non se ne era mai resa conto. Noi dalla prima volta in cui appare in scena, ma fa lo stesso. Sogno, son desta, forse dormivo, no, non io, sempre Isabelle.
Mi è piaciuto?
Se avessi dormito, sognando un altro film, forse sì. O forse no.
E, a volerla dire proprio tutta, non mi è chiaro dove si sia nascosta la passione del titolo.

25 commenti:

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    1. Ma come, una dichiarazione in piena regola e tu vabbei? :-D

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    2. non dovevo vabbeare dici? ;)

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    3. Beh, no, metti s'offende e non ti lovva più, è un peccato. ;-D

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  2. io ho visto l'originale di Corneau e mi è piaciuto abbastanza ...questo ho quasi paura di cercarlo...

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    1. Io al posto tuo terrei buono l'originale. :)

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  3. io di De Palma vedrei anche la trasposizione di Yellow pages. comunque è uno scandalo che non abbia ancora una distribuzione. ma cazzo

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    1. mah.
      col senno del poi non mi sembra nemmeno così scandaloso, guarda... :)

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    2. vabbè, ho capito, gli darò la precedenza, ché adesso la curiosità spinge

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    3. la precedenza rispetto a cosa? :)

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    4. mah sai, rispetto a quei millemila film che aspettano solo il mio giudizio lapidario :D

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    5. Ha ragione Dantès! :-D

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    6. ho come un déjà vu...

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  4. Quindi, come già scrissi da altra parte,dopo Cronemberg ci siam giocati pure De Palma?

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    1. mah, non so... in questo caso specifico - secondo me - abbastanza...

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  5. Ti offendi se dopo la decima riga ho scorso velocemente il testo? :-))))

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    1. sei arrivato fino a smartphone, quindi? :)

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    2. Noooo, sono arrivato fino a bla bla bla dove pensavo tu stendessi la recensione con un "non mi sorprende che non l'abbiano distribuito" o "fa talmente schifo che mi pare strano non lo abbiano distribuito"...comunque, sappi che, a me, il tuo linguaggio piace tantissimo!!!! :-))))

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    3. ah, ma non avevo alcun dubbio! :)

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  6. una cagata micidiale. francamente capisco perché nessuno voglia distribuirlo, sarebbe un flop colossale. però devo dire che almeno un pregio Passion ce l'ha... quella di far scaturire recensioni divertenti come questa!

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    1. Ah ah! Grazie!
      Ho letto che anche tu l'hai patito "un po' "... io alla fine ero lì con l'espressione perplessa a chiedermi il perché di tutto quanto.

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  7. Il sex appeal della lampadina mi ha fatto sganasciare dal ridere ;-) per il resto, grazie di cuore per il commento, un brutto De Palma è sempre una sofferenza, ci ho messo anni per venire a patti con “Black Dahlia” questo film potrebbe definitivamente mandarmi alla casa dei matti.

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    1. eh, fidati, che più o meno il livello di "secsi" era da quelle parti... :)
      qua davvero, non si capisce dove BdP voglia andare a parare, in un mischione che fa davvero male al cinema. E allo spettatore...

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