14 gennaio 2014

Disconnect

Presentato fuori concorso un paio d'anni fa alla mostra di Venezia, arriva sugli schermi "Disconnect", di Henry Alex Rubin.
Dove, raccontando tre storie diverse in cui i protagonisti sono in qualche modo "connessi" fra loro, ci mostra i pericoli e le insidie di esistenze sempre connesse alla rete e ai suoi pericoli (ooooh!), e, in qualche modo, disconnesse dalla vita reale. 
C'è la giovane coppia devastata dalla perdita di un figlio, e i due, incapaci di affrontare assieme un dolore così grande, smettono di comunicare. Lei trova conforto in una chat di auto-aiuto, lui si butta nel lavoro e nelle scommesse on line. Ma un giorno qualcuno clonerà la loro carta di credito, prosciugando il loro conto corrente e lasciandoli sul lastrico. 
I tempi della polizia sono lunghi, così lui si rivolgerà ad un ex poliziotto vedovo, il cui figlio, assieme ad un compagno di classe, inventando un falso profilo femminile su un social network, inizierà a prendere in giro un loro compagno di scuola timido e introverso, il cui padre, avvocato assorbito dal lavoro si troverà a dover intervenire a difendere una reporter interrogata dall'FBI, in seguito ad un servizio in cui lei, dopo aver contattato in chat un cam-boy, riuscirà ad intervistarlo e a svelare i meccanismi di reclutamento di questi ragazzi, spesso minorenni, disposti a tutto in cambio di soldi, o di regali. 
Il film si basa sulla tensione drammatica, senza però approfondire più di tanto le varie vicende a livello psicologico, puntando sugli occhioni lucidi dei protagonisti e sulla loro solitudine: i sensi di colpa della madre che ha perso il figlio, il voler capire chi-come-perché da parte del padre avvocato sempre assente, il cyber-bullo che non è così cattivo come sembra ma perché gli manca l'affetto del padre, il cam-boy che pensa di poter cambiare vita grazie alla reporter ma poi si rende conto che per lei si tratta - forse - solo di lavoro, in un finale che in alcuni punti vira un po' troppo - e troppo in fretta - verso il volemose bbene. 
Per carità, avrebbe potuto anche essere peggio (a livello di bontà), ma alcune cose non mi hanno convinto fino in fondo. L'idea è senz'altro interessante e i protagonisti sono bravi, ma nel complesso l'ho trovato poco incisivo. 


Tell her I'll be waiting 
In the usual place 
With the tired and weary 
(Slave to love - Brian Ferry)

40 commenti:

  1. una possibilità voglio dargliela, l'argomento solletica...

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    1. L'argomento è interessante, e anche il film, fino ad un certo punto...

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  2. al terzo paragrafo volevo tagliarmi le vene. ebbasta con 'sti pericoli di internet! adesso ti saluto e vado a rispondere al signor ching kwok un direttore dal Industriale e Commercial Bank di Taiwan...

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    1. ha scritto anche a te? :)

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    2. guarda, insiste tanto e sembra cossì una brava persona!

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    3. poi, scusa, mettti nei suoi panni: hai una grossa somma di denaro da far transitare all'estero e ti serve un prestanome, non ti vengo subito in mente io?

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    4. no, beh, chiaro. sei il primo della lista in tutti i siti di ricerca di prestanomi on line, non lo sapevi? :)

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    5. uh, che fastidio quella i mancante!

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    6. guarda, se non avessi puntualizzato a me (e a mr. ching kwok) sarebbe tranquillamente sfuggita.

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    7. eh lo so, ma lo sai come sono, no?

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    8. Io mettiti lo scrivo sempre così! :-))

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    9. forse un giorno si scriverà così. come caio invece di ciao. è che siamo trooooppo avanti!

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  3. Secondo me l'internet è un punto di partenza come un altro per far succedere cose, incrociare destini, colpevolizzare persone e via così. Il film è discreto, a parte 'sto finale in slow motion in cui pare stia per succedere l'iradiddio e poi, invece, quasi nulla accade. L'FBI è messa lì a far da riempitivo. Dopodiché si fa vedere, ed Erik di True blood a me piace tanto. :-D

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    1. Infatti io ad un certo punto ho pure pensato "mo' muorono tutti". E invece...
      Anche il personaggio di Nyqvist (Blomkvist) Schumacher è messo lì un po' così. E' lui, ah no, non è lui, scusate tanto.. mah.
      Non avendo mai visto True Blood non so chi sia Erik e a questo punto nemmeno chi fosse nel film. Però nemmeno Frank Grillo lo butterei via, per dire.

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    2. E' Alexander Skarsgard, il marito della tipa della chat di auto-aiuto. Frank Grillo è decisamente interessante, e chi lo butta via? Io poi, che differenzio tutto! :-D

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  4. Non mi ispira neanche per sbaglio.
    Dici che devo comunque provarci?

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    1. secondo me sì, anche perchè altrimenti le bottiglie rischiano di impolverarsi troppo! :)

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  5. a tratti sembra un bel film. a tratti sembra un brutto film.
    apprezzabile il tentativo, risultato così così...
    comunque considerata la tematica rischiosa poteva essere molto ma molto peggio, soprattutto se fosse stato fatto in italia... :)

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    1. Sì, esatto.
      Spunto interessante ma il risultato non convince del tutto.

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  6. Mi permetto di sbadigliare...con la mano davanti, s'intende ;-)

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  7. @Fascino: guarda, è divertente quasi come averti compagno di letto, lo sbadiglio ci sta tutto! ;-D

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  8. Io sono un signore ragazza mia, educato e pertinente, è chiaro che ciò possa sembrare "noioso" alle persone di rango inferiore :-D

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  9. Pertinente? Oggesùmmio. :-))

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  10. Non so se dargli una possibilità al cinema o risparmiare soldi per altro. Leggendo te (e altri) sembrerebbe sia meglio fare così!

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    1. Considerato che sono in arrivo pellicole che sembrano molto più promettenti di questa, io, nel dubbio, risparmierei... :)

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  11. così, per la cronaca e ot, ti minchionai da Manila :D

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    1. aaaaaah, ma mi minchionasti in senso buono, che già pensavo di aver scritto qualche vaccata di proporzioni bibliche! :)

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    2. Dov'è e chi è Manila, che controllo l'entità della minchionatura?

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    3. uh che odio i link... vabbè, è questo qua: http://frank-manila.blogspot.it/2014/01/top-20-anni-30.html

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    4. Grazie, apprezzo lo sforzo del linkare contronatura! :-))

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    5. che nel 2014 ancora dobbiamo mettere a mano quei cazzo di codici (scusa se ho scritto codici) mi fa una rabbiaaaaaa

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    6. A me faceva rabbia anche nel 2013, pensa! :)

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    7. Non so di che codici parliate, ma bastava dirmi che era il Frank Manila del Cinema spiccio, eh? :-D
      Comunque è bello vedere i maniaci delle liste in azione, io le liste le adoro!

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    8. perché tu sei irosa, mica hai un animo gentile e paziente come il mio

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  12. Nonostante i finali un po' 'meh' non ce la faccio a bocciarlo, anche perché l'inizio e la parte centrale sono sviluppati molto bene, a parere mio.

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    1. ma nemmeno io lo stronco completamente.
      diciamo che il finale meno "meh" gli avrebbe giovato non poco.

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