9 dicembre 2013

Il regalo inutile


Siccome questo è un blog di (in)dubbia (in)utilità, gestito da una vecchia zitella all'occorrenza acida e un po' stronza, che, da anni, seguendo una terapia a scalare, come i tossici, è riuscita ad uscire dal tunnel del regalo obbligato, approfitto dell'avvicinarsi delle feste per riciclare (no. Non i regali. Lo so che la tentazione di sbarazzarsi del tostapane a pedali che vi ha regalato la zia è forte, ma no. Non si fa. Chiaro?) un vecchio post pubblicato sul vecchio blog, perché c'è crisi, e anche se il natale arriva comunque, non sentitevi in obbligo di fare regali a persone di cui non vi frega una beata minchia solo perché è natale. Perché alla fine voi avrete buttato tempo e soldi, e il destinatario del vostro impegno sarà costretto ad esibirsi nel peggiore dei sorrisi di circostanza dopo aver assunto abbondanti dosi di anti-emetico.
E soprattutto non correte il rischio di farvi portatori sani del REGALO INUTILE.
Se non ti è ancora capitato, stai tranquillo, che prima o poi arriva: il regalo inutile è da sempre il miglior modo di augurare Buon Natale in tutta letizia; è capace di stare in agguato come una spada di Damocle anche per anni, ma prima o poi colpisce sempre, e anche più volte.
Caratteristiche del regalo inutile: è inutile. Può sembrare pleonastico, ma va detto. Ci sono regali inutili che a prima vista sembrano utili, tanto da indurre ad esclamare il ricevente "Che bello, ne ho sempre desiderato uno, mi serviva proprio!". Ma ben presto il tapino scoprirà che per quell'oggetto non esiste alcun uso che si avvicini vagamente al razionale.
a) E' inutile per definizione. Il regalo inutile è inutile in quanto tale e non per un guasto o un malfunzionamento: è stato concepito così, in tutta la sua inutile inutilità.
b) E' orrendo. Se anche può, per sbaglio, essere di una minima utilità, l'aspetto quantomeno pacchiano ne scoraggia comunque l'uso.
c) E' estremamente costoso. Il valore effettivo dei suoi componenti, tutti made in PRC, è circa un decimo del prezzo di vendita, a voler esagerare.
d) Si fa solo tra parenti, vicini di casa e, se siete particolarmente sfortunati, tra colleghi d'ufficio. Solo questi, infatti, sono dotati di quel briciolo di sano sadismo che spinge a regalare oggetti il cui unico scopo è portare via spazio negli armadi e nelle cantine. E ogni volta che il mittente vi verrà a trovare, voi sarete costretti ad andare a ripescare il regalo che vi ha fatto in mezzo a tonnellate di cianfrusaglie, togliergli la patina di polvere dei secoli e a metterlo in bella mostra.
e) E' indistruttibile. Per quanto distratti voi cerchiate di essere, non riuscirete mai a farlo cadere. E se anche ci riuscirete, il maledetto cadrà addosso ai vostri bicchieri preferiti, distruggendoli e uscendone ancora integro. I regali inutili, come le blatte, sono destinati a durare nei secoli, e rappresenteranno un bel dilemma per gli archeologi del futuro.
Esempi di regali inutili.
Il vassoietto: è un piccolo vassoio di ceramica dipinto spesso dalle manine sante di chi ve lo regala. Quando il regalante non è esattamente un piccolo emulo di Caravaggio o Vermeer, si passa al decoupage, con disegni di colibrì che recano ortensie e/o crisantemi più grandi di loro nel becco. A causa delle ridotte dimensioni, sul vassoietto non ci sta nulla, ma al contempo è troppo grande per essere usato come portacenere o come contenitore di piccoli oggetti.
La cravatta: una cravatta può anche essere utile; una cravatta  di Marinella può anche essere bella. Scordatevelo. Una cravatta di Natale non lo sarà mai. La cravatta di Natale è dotata di quelle decorazioni al cui confronto un maglione tirolese diventa sobrio, vale a dire nell'ordine: una riga di stambecchi, una riga di fiocchi di neve, una riga di slitte con renne, una riga di abeti, una riga di babbinatale, una riga di boh, e via che si ricomincia. La cravatta di Natale potrebbe essere usata spiritosamente a Capodanno, per impiccarsi al balcone mentre state tentando di far precipitare quei cazzo di babbinatale rampicanti.
La candela farlocca: è bizzarramente in legno o ceramica, anche la fiamma è finta, dipinta a mano da valenti artigiani della Val Gardena (in realtà bambini cinesi che lavorano h24 7/7 in uno scantinato umido della Brianza). Ovviamente - essendo farlocca - non può essere accesa. I modelli peggiori sono dotati di un carillon e appena li sfiori, come i maiali di peluche in Autogrill, iniziano a suonare "Ai se eu te pego!". Solitamente smettono solo dopo il 6 gennaio, ma c'è chi giura di aver sentito cassonetti dell'immondizia suonare Ai se eu te pego anche a ferragosto, in Versilia.
Il tagliacarte: ha il manico di legno o argento intarsiato con gli stessi motivi della cravatta. Ovviamente, essendo inutile, non taglia alcun tipo di carta, ma lascia solchi sottili e dolorosissimi sulle mani, tipo foglio.
Il calendarietto: non ha i nomi dei giorni, ma solo numeri, tutti in nero e messi un po' a cazzo, in modo che non riesci nemmeno ad individuare i week end. Le fotografie (artistiche, ça va sans dire) rappresentano bambini tirolesi nell'atto di scambiarsi teneramente mazzi di stelle alpine al tramonto di fianco ad un gregge di caprette o bambini africani che giocano a tirarsi l'immondizia negli slum di Nairobi, o bambini siciliani con la coppola, mentre mangiano la pizza, suonano il mandolino e sfanculano il fotografo. Non si può appendere in alcun modo: l'ultima pagina è di cartoncino sagomato in modo da essere piegato all'indietro per fare da supporto, ma ogni dieci minuti si ripiega e il calendario cade.
Il beauty case: è' un bauletto grosso come un televisore Brionvega in bianco e nero da 14 pollici, pesante come un televisore a colori da 33 pollici e costoso come un televisore al plasma da 100 pollici. All'interno è foderato di simil-velluto rosso e piombo pressofuso, i modelli deluxe sono isolati in amianto. Contiene quattro confezioni di mascara da un grammo l'una nei colori moda giallo canarino, giallo taxi, giallo twingo e giallo ittero, ombretti dai colori talmente sparati che nemmeno le più laide baldracche di Calcutta, e un pennellino lungo due centimetri, che inizia a perdere le setole nel preciso istante in cui lo levi dal suo alloggiamento.  
Le saponette: sono sempre dispari, tre o cinque, come le rose, o i confetti. Confezionate in scatole di plastica semirigida trasparente a forma di cuore, di girasole, di coccinella o di stercorario. Hanno profumi un po' forti, al punto che se le aprite prima di aver iniziato il pranzo, rischiate di mangiare un panettone che sa di lavanda, di rosmarino o di muschio bianco. Come se non bastasse hanno solitamente la forma di frutta, tipo fragola, limone o banana, che - naturalmente - non corrisponde mai alla profumazione originale (fragole alla lavanda, banane al rosmarino e limoni al muschio bianco). C'è gente che è entrata in analisi. 
Dopo qualche tempo, esattamente come la frutta, assumono un tipico colore verde marcio e ammuffiscono.
Il bouquet: è un'allegra composizione che ricorda molto da vicino le corone funebri, solo un po' più triste. E' composta da fiori secchi estremamente friabili, che lasciano ovunque un plancton di scagliette rosse, viola e gialle. E brillantini.
Le presine: sono ricamate a mano dalla nonna cieca di chi ve le regala, con motivi esclusivamente natalizi e isolano dal calore delle pentole con l'efficacia di un foglio di carta velina, o forse un po' meno. Di solito sono coordinate con grembiuli che, per dimensioni, sembrano usciti dalla magica cucina della Barbie, o strofinacci che si inzuppano subito senza asciugare nulla, il tutto nella medesima fantasia.
Dischi/CD: che, va detto, come regalo potrebbe essere interessante, se conosci i gusti musicali della persona a cui è indirizzato. Per dire, se mi regali un CD dei Calexico o di Ben Harper mi fai davvero piacere, già con Alessandra Amoroso e Michael Bublè mi tocca sfoggiare il più classico dei sorrisi di circostanza. Ma, non dimenticatelo, è natale: vuoi non regalare una compilation con le più classiche fra le classiche canzoni natalizie? Rigorosamente riarrangiate. Si possono trovare per pianoforte solo, xilofono a pedali, per orchestra dixieland, big jazz band, stile gospel (a cappella o con accompagnamento di organo), flamenco, macarena, cantate da famosi tenori, o da scrausi gruppi rap francesi. Gli artisti appaiono in copertina mascherati da Babbo Natale (berretto e barba bianca), ma in smoking. O a dorso nudo nel caso degli scrausi gruppi rap francesi. 
I servizi da liquore: sono costituiti da una piccola caraffa di cristallo e da due o più bicchierini. I bicchierini contengono una dose di liquore appena sufficiente per il criceto di vostro figlio, se fosse astemio. Nessuno riempie mai la caraffa, dato che è molto più comodo tenere il liquore nella bottiglia originale. A ogni modo, l'imboccatura della caraffa rende l'operazione impossibile anche con l'uso di imbuti da chimico.
La penna: una Montblanc? Scordatevela. Regolarmente o troppo grossa o troppo piccola per essere impugnata, nei casi migliori è a forma di Babbo Natale, in quelli peggiori riproduce un presepe napoletano del Settecento. L'inchiostro è appena sufficiente per uno scarabocchio di prova.
ll dosaspaghetti: si presenta sotto le apparentemente innocue sembianze di un piccolo vassoio traforato. I buchi, di diverso diametro, dovrebbero lasciar passare solo la quantità di pasta desiderata. Grazie al genio dei progettisti, questo oggetto è l'ideale per quanti anelano a pavimentare la cucina con un tappeto di spaghetti. 
Le cornici d’argento: sono estremamente raffinate orribili, impreziosite da decorazioni floreali barocche e art deco (una commistione di stili che rende ancora più impegnativa la già difficile digestione del pranzo di Natale). E' impossibile farci stare una foto di dimensioni standard, a meno di non tagliarla seguendo l'alloggiamento, che solitamente ha la sagoma di un istrice focomelico. Le cornici più leggere pesano dai 15 ai 20 kg. Cadono spesso, ammaccando mobili e scheggiando piastrelle. 
I sali da bagno: di diversi colori, o fluorescenti o in tonalità pastello, sono contenuti in allegre confezioni di vetro a forma di violino, di anfora etrusca, di cornucopia romana, di unicorno o di fatina con le ali. Dovrebbero essere profumati. Effettivamente impestano qualunque cosa sfiorino, ma al momento di usarli davvero il loro odore svanisce miracolosamente. In compenso lasciano strisce indelebili rosse e verdi sul fondo della vasca da bagno.
Le scatole di cioccolatini: il numero di cioccolatini contenuto, solitamente di qualità che va dal mediocre allo scadente, è inversamente proporzionale alle dimensioni della scatola stessa. I cioccolatini, massimo 12 ad esagerare, sono incartati in una stagnola colorata le cui scaglie rimarranno nell'ambiente per secoli, assieme alle blatte di cui ho accennato all'inizio. Il ricevente è destinato a non poterne assaggiare nemmeno uno, dato che è costretto ad offrirli agli altri (che, data la qualità da mediocre a scadente, passeranno il 26 dicembre chiusi in bagno in preda ad atroci dolori, maledicendo voi e tutti i vostri parenti).

33 commenti:

  1. Qui sfondi una cancellata aperta, non faccio e non voglio regali, e se capita non è mai durante qualche tipo di ricorrenza....ho ricevuto qualche regalo inutile, ma l'ho rifilato a qualcun altro il giorno stesso ;-)...e comunque, sui miei sorrisi di circostanza c'è scritto "vaffanculo!"...devo ammettere però che tutte le fidanzate che ho avuto m'hanno sempre fatto bei regali, utili e di cuore, nonostante in cambio ricevessero poco o nulla...ma a me si vuole bene a prescindere, è la mia maledizione...buongiorno Poison, oggi sono mattiniero, sono arrivato prima delle nove!!!! Ti mando un abbraccio....

    P.s.: Made in Prc? Non sapevo che fossero quelli di Rifondazione Comunista a confezionare i regali...:-)

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    1. A me i regali piacciono, sia farli sia riceverli.
      Ma non a natale o alle feste comandate, ecco.

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  2. ah, la cornice d'argento... magari con dentro una foto, chiaramente di qualcuno che ti sta tremendamente sui coglioni :)

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    1. le cornici d'argento sono agghiaccianti!

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  3. Aggiungerei alla fantastica lista:
    1) Il Bonsai. Viene anche citato in un film recente, il bonsai inizia a morire appena entra in una casa, non sono dati bonsai sopravvissuti alla prima settimana di cattività
    2) Un libro: spessatamente di Bruno Vespa o Fabio Volo. O di chiunque non sappia scrivere.
    Se ti regalano un'agendina in cui si possa scrivere qualcosa me la regali? :-D

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    1. un'agendina su cui si possa scrivere? certo che anche tu hai delle belle pretese, eh?
      al massimo ti regalo il calendarietto! :)

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    2. Vi servono agende? Basta dirlo eh....sottomano? Calendari? Righelli? Penne?

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    3. ah ah ah ah!
      appena arriva la Tiz facilmente ti piazza un ordine! :)

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    4. EH. ma aggratis belle mie! Agendina non di una sola riga cacata e calendari di varie fogge e misure. :-)))

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  4. ahahahhaha.... dovrei fare leggere questo post ad un certo numero di persone...... io ho un mobile ne salone dove nascondo i regali inutili e pacchiani che nel corso degli anni sono arrivati........
    P.S: ti sei dimenticata le confezioni di liquori in improbabili contenitori tipo grappoli d'uva in cristallo, aeroplanini o alambicchi vari......... che dal momento in cui vedi la scatola ti vien freddo dietro la schiena..........

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    1. io, fortunatamente, avendo smesso di farli, ho pure smesso di riceverli... anche se da qualche parte devo ancora avere un'orrida statuina di fatina con le ali che io mi domando e chiedo: ammesso e non concesso che ci siano persone sane di mente a cui possano piacere le fatine con le ali, crisossanto, ma mi conosci? ma mi hai visto? ma secondo te io posso davvero davvero apprezzare a) un cazzo di soprammobile di merda a b) forma di fatina con le ali?

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  5. L'anno scorso ho fatto l'enplein dei regali inutili e financo dannosi e la palma d'oro va a una mia collega che, conoscendo la mia passione per Giappone e cucina ha colto la palla al balzo regalandomi un libro, scritto da un giapponese, che aveva per argomento l'uso della cucina come terapia pre-suicidio o come ultima celebrazione prima del suddetto.
    Il fatto che io l'anno scorso fossi perlappuntamente in piena crisi depressiva e con momenti in cui la soluzione finale mi sembrava l'unica davvero praticabile non deve averle sfiorato nemmeno l'anticamera del cervello... (libro cestinato da mia madre dopo che, la mattina di Natale, in piena crisi di pianto le ho letto la trama stampata dietro, BTW)

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    1. l'uso della cucina come terapia pre-suicidio? babol, non ci sono cazzi. Hai vinto! :)

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    2. voglio il titolo...ho un paio di persone a cui regalarlo :)

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    3. io invece voglio i nomi! :)

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    4. Non ricordo, porca miseria. Stasera arrivo a casa e mi impegno a cercare il titolo, prometto.

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  6. Oddio quanto rido. Mi hai fatto pensare a mio nonno. Credo che ci scriverò un post, su questo pensiero. Vediamo un po' se faccio in tempo a fermarlo, va. :**

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    1. intendi fermare tuo nonno prima che si esibisca nell'ennesimo regalo inutile? :)

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  7. Una galleria dell'orrido!
    Ma c'è qualcuno che davvero usa il dosa-spaghetti?
    Comunque, da tempo, per fortuna i miei regali sono ridotti a una manciata e sono sempre utili: "Cosa vuoi?". Di solito libri. E quelli, si sa, sono nati utili.

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    1. sai che secondo me è possibile che esista, un utilizzatore finale del dosa-spaghetti?

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  8. Ho avuto per anni un donatore (anzi, una donatrice) di sali da bagno e saponette...che visto la puzza potevano essere serenamente usati come arma atomica. Poi, per fortuna ha smesso...

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    1. Io conservo a prendere polvere un barattolo da un chilo di sali da bagno color lavanda radioattiva, non oso buttarli per non inquinare, preferisco la doccia al bagno, insomma, spero nell'entropia del pianeta. :-))

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    2. La lavanda radioattiva è micidiale...;-)

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  9. Ti stimo e ti spammo ovunque!

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  10. io ho smesso di fare regali agli over 18...così ove il destinatario del regalo non gradisse gli arriva anche un bel cinquino in faccia...

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    1. il cinquino in faccia non è una brutta idea, sai? :)

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  11. Io penso di aver vinto in fatto di regali inutili: lo scorso natale il mio capo mi ha regalato un'agenda organizer con copertina in vera finta pelle. Del 2003. Per la serie: "Fantocci, tenghi il regalo di natale". -_-

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    1. Fantocci, lei non apprezza il bello del "vintage"! ;)

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  12. Mio cognato una volta per Natale mi ha regalato... un quadretto dipinto a rilievo che si appoggia a un cavalletto. "Perchè ti piace dipingere" ha detto. Ok. Ma che c'entra? Dove cazzo dipingo?
    Lo esco solo a Natale e lo metto in salotto per coprire le spine e le doppie prese.

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    1. ih ih ih.
      eh, se ti piace dipingere cosa c'è di meglio di un quadro già dipinto, in fondo? :)

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  13. bisgona regalare dischi.
    non si sbaglia mai

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  14. Gente, vi siete dimenticati un classico
    Il dopobarba.
    Non lo ho mai usato, un cugino me lo regala tutti i natali. Forse quest'anno mi faccio coraggio e glielo dico.
    Anche il profumo è al 90%sbagliato ossia inutile.


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