7 novembre 2013

Miss Violence



Mentre la famiglia è impegnata a festeggiare il suo undicesimo compleanno (ho visto veglie funebri meno opprimenti) Angeliki, quasi col sorriso sulle labbra, scavalca la ringhiera e si lancia dal balcone. 
Interrogatori di rito da parte di polizia e assistenti sociali, per capire le motivazioni di quel gesto, definito "incidente" dai componenti della famiglia, e Alexandros Avranas, che con questo film ha vinto il Leone d'Argento all'ultimo festival di Venezia, ci mostra, con taglio asettico e precisione chirurgica, le dinamiche e i meccanismi di questo nucleo famigliare, dove nessuno esce mai di casa, ad esclusione dei ragazzini per andare a scuola, accompagnati e recuperati da quel padre/marito/nonno/padrone che, comportandosi come se "l'incidente" non fosse mai avvenuto, con una violenza (psicologica e non) fatta di regole precise, di controllo ossessivo, di cibo pesato, di promesse di gelati e giornate al mare (il bastone e la carota, molto bastone, poca carota), soggioga la moglie, praticamente catatonica, la figlia maggiore, Eleni, sotto psicofarmaci, che ha due figli, anche se manca un padre, ed è di nuovo incinta, e la sorella quattordicenne, Myrto, dedita all'autolesionismo, l'unica che sembra avere ancora un barlume di lucidità, e che cerca di ribellarsi, provando a sottrarsi (inutilmente) alle regole e alle violenze che scandiscono le ore e i giorni di questo anomalo nucleo familiare, gestito dall'uomo come una proprietà, e, in quanto tale, libero di farne quello che vuole. Dal levare le porte delle camere da letto, in quanto "in questa casa non ci sono segreti", ad impartire punizioni al nipotino facendolo schiaffeggiare dalla sorella per poi prenderlo in giro perché si fa picchiare da una donna. Che il piccolo Philippos non lo sa, ma probabilmente il fatto di essere nato maschio gli eviterà un sacco di rogne. Ma non è detto.  
E tu, seduta comodamente in sala, assisti a questa rappresentazione dell'orrore fredda e glaciale, spettatrice di un incubo ad occhi aperti. 
Perché non basta chiudere la porta a chiave, per tenere lontano l'inferno.


20 commenti:

  1. Sono curiosa. Ma temo l'effetto Haneke (ho odiato "Funny Games" con tutto il mio cuore e da allora non ho più visto un suo film). Considerato che dalle mie parti non si è visto, dovrei poi vederlo attraverso altri mezzi, quindi attendere, al solito, che non mi ronzino i bacarospi attorno...

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    1. Da alcune parti ho letto richiami a Funny Games, che, come sai, ho patito tantissimo pure io, però a me non l'ha ricordato. Disturbante senz'altro, ma in un altro modo.

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  2. Ma è una roba per scandalizzare da radical chic o potrebbe piacermi?

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    1. Ford, non so davvero cosa dirti. "Piacere" è una parola grossa, non c'è nulla che possa piacere in questa storia, ma A ME non è sembrato che volesse scandalizzare a tutti i costi.

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  3. miss violence più che un film dev'essere il tuo secondo nome... :)

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    1. ah ah ah ah ah!
      ma se sono di un buono che nemmeno ti immagini!!!! :P

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    2. Beh, insomma...:-))))))

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    3. Stai per caso dicendo che non sono buona? :)

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    4. Diciamo che sei diversamente buona e ugualmente str....stradivaria!! ;-)))) :-*

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  4. omminchia (le 10 sono passate). vedere vedere, sperando che non sia una roba che mi scavalchi a destra in quanto a radicalchicchismo

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    1. No, secondo me ti passa proprio sopra!

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  5. E' da un po' che voglio vedere sto film, quasi quasi è meglio che mi decida.

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    1. Non mi sbilancio. Poi mi dirai...

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  6. Io ancora ho difficoltà a digerirlo, e ho salvato per tempo mia cugina 14enne che voleva andarlo a vedere!
    Un bel pugno allo stomaco sferrato in silenzio.

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    1. Io e la mia amica siamo uscite dalla sala e ci mancavano gli aggettivi per descrivere quell'essere spregevole.

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  7. Sei la prima che ne scrive bene... rimango sempre oscenamente curioso. Devo vederlo :-P

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  8. hai ragione, non è un film per il quale poter dire 'mi è piaciuto'. semplicemente esci dalla sala e non hai le parole, sei asettica come i personaggi del film.
    alle volte essere asettici è un modo per salvarsi, forse.

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  9. Bravissima Poison...
    Senza volerlo poi hai fatto una specie di piano sequenza, 17 righe senza punti che scorrono una meraviglia.
    Per me film formidabile anche se, come dite, la sensazione più forte è di fastidio e di paura a dire "mi è piaciuto"...

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    1. Ma grazie! :)
      Ovviamente l'ho fatto a mia insaputa, ma se scorre direi che non mi posso lamentare...

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