24 novembre 2013

31° TFF - day 2

Sabato mattina. Colazione al bar, quello dell'ufficio. Perdi il 72 per un semaforo rosso e aspetti il successivo. Arrivi al Lux e c'è già la bionda. Di Dantès nessuna traccia. Entriamo in sala.
S A L V O (Italia/Francia 2013)
Opera prima di Antonio Piazza  e Fabio Grassadonia, il film, presentato a Cannes, ha vinto il Grand Prix de la Semaine de la Critique, e il Prix Révélation. 
In una Sicilia che sembra il West (splendida la scena finale) Salvo Mancuso (Saleh Bakri) è il laconico è spietato uomo di fiducia di un boss latitante, (Mario Pupella) la faccia come una trasposizione di Klaus Kinski a Villa Palagonia, che - a inizio del film salva da un agguato. Scoperto chi è il mandante, ligio al dovere, si recherà a casa dell'uomo per eliminarlo. Qua troverà Rita, la sorella, cieca dalla nascita. Dopo aver ucciso il fratello decide di rapire la ragazza (che, per qualche strano motivo, con la sola imposizione delle mani dell'assassino di suo fratello sembra abbia ripreso a vedere) per nasconderla in una fabbrica abbandonata.
Mentre le giornate di Salvo si susseguono identiche, ospite/prigioniero di una coppia che gestisce una lavanderia, ogni tanto sparisce per portare da mangiare a Rita.
Ma il paese è piccolo e la gente mormora.
È la voce che Rita sia ancora viva, mentre Salvo gli aveva assicurato di averla uccisa, giunge all'orecchio del boss, che, raggiunto il ragazzo alla fabbrica, gli ordinerà di portare a termine il lavoro.
Due cecità a confronto per un film che potrebbe dire qualcosa, ma lascia spazio ai lunghi silenzi, indugiando su rumori, luci ed ombre e una canzone dei Modà ripetuta all'infinito. Che se fosse partita anche ai titoli di coda mi sarei messa a strillare.
Salvo?
Per me è nì.
Abbandoniamo la sala e ci spostiamo al Reposi per la visione dei primi due episodi, diretti da David Fincher, di
H O U S E   O F   C A R D S   (USA 2013)

Chi mi legge ormai dovrebbe sapere che il mio rapporto con le serie TV  è praticamente inesistente, perché dopo un po' mi rompo i coglioni e le abbandono, ma qua, con Kevin Spacey membro del congresso, a cui viene negato il posto di segretario di stato dopo che gli era stato promesso, e mette in piedi una vendetta avvalendosi di tutti i mezzi più o meno - soprattutto meno - leciti in suo possesso, con l'aiuto di un'ambiziosa giornalista, mi ha invogliato ad andare alla ricerca degli episodi successivi, per vedere cosa riuscirà ad architettare, e fin dove sarà disposto a spingersi...
E adesso una raccomandazione per i turisti giunti in città per il TFF: lo so che la bagna cauda è tanto buona e questa è la stagione giusta e ce l'abbiamo solo noi e la curiosità è una brutta bestia, ma, vi prego, vi scongiuro, vi supplico: se dopo andate al cinema, non la mangiate, per favore! 
Approfitto della retrospettiva "New Hollywood" per rivedere, o trivedere, ma per la prima volta in lingua originale, 
THE LAST PICTURE SHOW (L'ultimo spettacolo) di Peter Bogdanovich. 

Film del 1971, girato in bianco e nero, segna l'esordio di Cybill Shepard, bellissima, qua in versione gatta morta zoccoleggiante, nonché di un giovanissimo Jeff Bridges, qua al suo terzo film, dove, per l'interpretazione di Duane, ottenne la nomination all'oscar come miglior attore non protagonista. 
Se non doveste averlo mai visto, ma non credo, recuperatelo. 
B L U E   R U I N   (USA 2013)

Questo è uno dei pochi film in concorso che vedrò quest'anno. Un revenge movie in salsa indie. 
Dwight vive nella sua Pontiac blu portatrice sana di ruggine, si lava quando capita introducendosi in case vuote, si nutre come e quando capita rovistando nei bidoni della spazzatura e sembra totalmente inoffensivo. Quando gli viene comunicato che l'uomo accusato dell'omicidio dei suoi genitori sta per essere scarcerato, parte alla volta della Virginia deciso a farsi (più) giustizia. 
Peccato che poi sembra quasi che ci prenda gusto, incapace di arrestare la spirale di violenza che ha innescato, in una lotta all'ultimo colpo. 
Tripudio di arsenali casalinghi, un paio di scene da risata amara, una faida familiare che sembra la versione con più sangue di  "shotgun stories" di Nichols. 
Interessante. 
E N O U G H   S A I D   (USA 2013) 

Graziosa commedia sulla difficoltà di iniziare nuove relazioni quando non si è più ragazzini, e di quanto le opinioni altrui  sulle relazioni precedenti possano o meno influenzarci. 
Eva, massaggiatrice divorziata, conosce, ad una festa, Albert. Decidono di rivedersi nonostante inizialmente lei non sia attratta dall'uomo. La stessa sera, alla stessa festa, conosce Marianne, poetessa pseudo alternativa, che diventa sua cliente. Mentre la relazione con Albert prosegue ottimamente, parallelamente anche il rapporto con Marianne si trasforma da professionale ad amicizia, e, un giorno, attraverso alcuni particolari, Eva scopre che Albert è l'ex marito di Marianne, ma decide di non dire nulla all'uomo. Fino ad un imbarazzante incontro in cui giocoforza si scoprono le carte in tavola, che sembra segnare l'inizio della fine. 
Vedere James Gandolfini sullo schermo (questo è il suo ultimo film) mette tanta, tanta tristezza. 
Ma, se vi capita - e non siete più di primo pelo - dategli un'occhiata, ne vale senz'altro la pena. 

(questo post è stato scritto mentre sono in coda per vedere "Big Bad Wolves", definito dal caro vecchio Quentin Tarantino uno dei film dell'anno). Tenetevi pronti. 

6 commenti:

  1. Ciao, poison. Ti scrivo per la prima volta, ti ho trovata spulciando tra i blogger presenti al TFF31. Anch'io ci sono. Ultimamente ti leggo spesso, ho dato un'occhiata ai post più vecchi e ora il tuo programma al TFF31 è per me un punto di riferimento: se sono dubbioso su un film, guardo se l'hai segnato e, se l'hai segnato, so che farà schifo. Mi faciliti la vita, davvero. Se conosci altri blogger con gusti così pessimi, ti prego di segnalarmeli. Grazie ancora ^_^

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    1. Ah ah ah! Sempre lieta di essere utile in qualche modo! Dubito esista gente con gusti così infimi, ma se lo scopro ti farò senz'altro sapere! :)

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    2. @poor Yorick Sai che si può fare anche l'inverso? Se pubblichi il tuo programma noi evitiamo tutti i film che hai segnato, in effetti mai visto una così totale disparità di gusti! Viva la differenza, comunque! :-))

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    3. Tiz, vedo che ti sei ricordata che oggi dovevi essere in ufficio, brava! :)
      Del resto non tutti i gusti sono alla mEnta, no? Proprio adesso sono in cosa al lux e la signora davanti a me sta parlando del film di Mazzacurati spacciandolo per un capolavoro divertentissimo... ;)

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    4. Si, sono qui.... ma sento molto la mancanza di voi tutti, delle sale, delle code e di tutto quanto. Presi i biglietti per domani? Si, Mazzacurati, bel film di emme... Mah, siam sempre lì, de gustibus! Visto Pif? Film (o anche un non film) imperfetto, ma a me è piaciuto un sacco.

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    5. Il film di Pif non riesco a incastrarlo in nessun modo, ma tanto giovedì esce in sala, lo recupererò...

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