21 ottobre 2013

Redemption


Steven Knight è uno sceneggiatore (Piccoli affari sporchi, La promessa dell'assassino) che pare abbia realizzato un gran bel film. Non sto parlando di Redemption, che è la sua opera prima, ma di Locke, passato fuori concorso a Venezia, interpretato da Tom Hardy e che io sto aspettando con impazienza che venga distribuito.
Nell'attesa che ciò avvenga (perché avverrà, vero?) ho recuperato questo, con Jason Statham, che da queste parti si guarda sempre con piacere. Il titolo originale è Hummingbird (colibrì), il titolo inglese è Redemption e sarebbe stato bello fermarsi lì. Ma no, aggiungiamoci anche "identità nascoste", che non c'entra una fonchia, e continuiamo a farci del male.
Joey è un reduce dell'Afghanistan. Ma un reduce che si è sottratto alla Corte Marziale, facendo perdere le sue tracce per finire a fare il barbone in mezzo ai barboni nei vicoli di Londra.
Divide il suo letto di cartone con Isabel, ma una sera, per sfuggire al pestaggio degli esattori (un paio di teste di cazzo che estorcono denaro ai senzatetto) trova rifugio in un appartamento fi-ghis-si-mo, zona Covent Garden. Un tripudio di stampe di Mapplethorpe alle pareti, oggetti di design un po' ovunque, guardaroba in ordine cromatico (e, tu pensa a volte il culo, della sua taglia precisa, eh?). Ascoltando il messaggio registrato della segreteria scopre che Daemon, il proprietario è all'estero per affari e non tornerà a Londra prima di ottobre. E siamo a febbraio.
Joey decide di rimettersi in ordine, si ripulisce, smette di bere e trova lavoro in un'organizzazione criminale gestita dai cinesi. Fa quello che sa fare, il lavoro sporco, anche se continua ad essere ossessionato da quello che ha fatto in Afghanistan. Inizia a guadagnare montagne di sterline, con le quali aiuterà suor Cristina, che gestisce una mensa per i poveri e che tante volte aveva sfamato anche lui. Nel frattempo si perdono le tracce di Isabel, ma sarà proprio la suora ad informarlo che il cadavere della ragazza è stato ripescato nel fiume. 
Joey riesce ad ottenere una vaga descrizione dell'uomo che l'ha uccisa, e dice a Cristina di informare i suoi contatti in polizia. Quando si rende conto che alla polizia interessa poco della morte di una prostituta deciderà di farsi giustizia da solo. Nel frattempo il rapporto con Cristina, che sta attraversando un periodo di crisi vocazionale, si fa più intenso, e i due uniranno le loro disperazioni (ebbene sì, anche in senso biblico), cercando di aiutarsi a vicenda, in qualche modo. Ma, anche se avrebbero la possibilità di cambiare le loro esistenze, resteranno ancorati alle loro (non) vite.Cristina, suora per scelta forzata da un passato traumatico, ha già deciso di lasciare Londra per andare in una missione in Sierra Leone. Joey è un uomo in fuga e disperato, il cui unico desiderio è che sua figlia, vedendo delle foto che si è fatto scattare apposta per fargliele avere, possa pensare che lui è una brava persona. 
E nonostante compia azioni assolutamente riprovevoli, forse una brava persona, un tempo, lo è stata davvero. Ma Joey vuole vendicare la morte di Isabel, e per farlo chiederà aiuto al capo dell'organizzazione cinese per cui lavora (una donna), che, in cambio del nome dell'assassino - un favore per un favore - chiede a Joey di far entrare a Londra un carico di clandestini (e la scena di quelle mani chiuse a pugno che spuntano dagli scatoloni ammassati in un container è qualcosa di agghiacciante).
Però.
Va bene sdoganare Statham dai ruoli da macho tutto muscoli e azione a cui ci ha abituato, e - va detto - non se la cava nemmeno male. E se me lo riprendi mentre si stira le camicie, io, ti dirò, posso anche apprezzarlo, ci mancherebbe pure. 
Ma. 
Davvero c'era bisogno di farlo ANCHE piangere? Perché insomma, va bene l'introspezione, la disperazione, la rinascita, il riscatto, e tutto quello che vuoi. Ma le lacrime di Statham dai, no, davvero. Nuncessecrede. Soprattutto perché sembra che possa scoppiare a ridere da un momento all'altro.
Di nascosto - a parte i neuroni dei titolisti italiani -  non c'è nulla, però c'è un po' di confusione, e tanta (troppa?) carne al fuoco. La guerra, lo stress post-traumatico, le allucinazioni, la corte marziale, Joey che si fa bellamente i cazzi suoi in giro per Londra e - visto che è ricercato, nonché continuamente monitorato da telecamere di nonsicapiscebenechi - nessuno riesce a trovarlo, la moglie (o ex moglie? boh?), la figlia, l'assassino di prostitute, la mafia cinese, la vendetta che ce l'hai menata per un'ora di film e poi in 37 secondi è tutto finito? il traffico di clandestini, il racket, la suora ubriaca, la rappresentazione della pietà di Michelangelo sui marciapiedi del Covent Market.
Tanta roba.
Forse troppa.
Mancavano solo Fidel, Compay Segundo, Cassius Clay, Dorando Pedri, Ian Rush, Martina Navratilova, i Supertramp, Sotomayor, Kid Creole and the Coconuts, Luc Besson e Mario e Pippo Santonastaso.


19 commenti:

  1. Io mi ci sono divertito. E pensa che non ricordavo neanche il pianto! ;)

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    1. Ah ah! Posso capire, il pianto di Statham è una cosa che va rimossa in fretta, spero di riuscirci pure io!
      ;)

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    1. Maddai?
      Secondo me - come ho scritto - c'è un po' troppa roba, anche se nel complesso non è malaccio.

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    2. per me Statham è Crank, che è una delle rare tamarrate che mi divertono. però questo qui, per come me lo conti, potrebbe non dispiacermi

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  3. jason statham che piange è un po' come...
    boh, meryl streep che fa a botte?
    devo vederlo!

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  4. Non è che mancava anche Gianni Minà? No, perché mi pare potesse starci, nel mucchio! :-)))

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    1. Gianni Minà stava facendo l'elenco! :)

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  5. Ormai a Jason ci siamo affezionati anche a casa nostra. Lo vedremo...prima o poi...

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    1. Ma sì, si può vedere tranquillamente, anche se a me non è sembrato riuscitissimo... Statham la visione la merita sempre. :)

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  6. Se non erro gli diedi un 5,5, non mi ha convinto tantissimo nonostante non ci siano solo "mazzate", elemento cardine dei film di Jason Statham :)

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    1. esatto Nico, gli manca un equilibrio. Troppo e troppo poco... :)

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  7. Mi è piaciuto un casinooooooooo :D

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    1. A me non ha convinto fino in fondo, ma l'ho visto lo stesso volentieri... :)

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  8. Questo potrei anche saltarlo, o metterlo nella parte bassa della lista dei recuperi!
    Locke invece è davvero splendido, ma, se accetti un consiglio, meglio vederlo in lingua originale, l'accento di Hardy è da brividi!

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    1. Lisa, il consiglio lo accetto più che volentieri (qua poi con i film in lingua originale sfondi una porta aperta!), la mia speranza è che, quando arriverà, lo proiettino nella sala cittadina che dà i film in v.o.... :)

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  9. Jason Statham non può piangere. Non ha le ghiandole, proprio. E' senz'altro un effetto di CGI. Daiiii!! Statham che piange!?!?! Naaaa.
    Impossibile.
    Io piango, anche tu, posso concepire Stallone, con un certo sforzo. Ma Statham no.
    A parte quello mi sa che me lo recupero.

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