2 ottobre 2013

Il delitto Fitzgerald

Il delitto Fitzgerald era l’ultimo (credo) film interpretato da Ryan Gosling che ancora mancava all'appello. Potevo forse esimermi?
Volendo sì, visto che il film non mi ha entusiasmato particolarmente. Anzi, non mi ha entusiasmato affatto, a voler essere sinceri. L’ho trovato particolarmente noioso e affatto coinvolgente. Una di quelle cose pseudo intimiste, pseudo profonde, pseudo tormentate, l'eterna lotta tra il bene e il male, il viaggio alla ricerca di se stessi, i silenzi, le bugie, i non detti, ecc.ecc. 
Il titolo italiano potrebbe trarre in inganno (tanto per cambiare) e farti pensare che si tratti di un thriller. Cosa che invece non è. Leland P.Fitzgerald (il titolo originale del film è United States of Leland) è il protagonista, oltre che colpevole del delitto di cui al titolo italiano. Reo confesso. Fine del thriller.
Leland uccide con 20 coltellate il fratello handicappato della sua ex fidanzata, Becky, un’altra ragazzina problematica e tossicodipendente. Senza un motivo, senza una spiegazione, “per la tristezza”. Subito rinchiuso in riformatorio, data la sua giovane età, il suo caso viene preso a cuore da Mr.Pearl, aspirante scrittore nonché tutore dell’istituto, che cercherà di fare in modo che Leland si confidi con lui, tentando di farlo uscire da quello stato di perenne apatia e disinteresse in cui il ragazzo sembra vivere da anni, senza manifestare un’emozione, e cercando anche materiale per poter finalmente riuscire a scrivere un libro. Contemporaneamente ai colloqui fra Leland e il professore, ci vengono mostrate le reazioni, i turbamenti, gli sconvolgimenti delle famiglie dell’omicida e della vittima.
La famiglia Fitzgerald, padre famoso scrittore cinico e assente, vive a Parigi, rapporti col figlio limitati ad invio semestrale di biglietti aerei per varie destinazioni nel mondo, madre premurosa. Stop.
Famiglia del morto: padre distrutto, madre più o meno. Più che marito e moglie sembrano fratello e sorella. 3 figli: il morto, la tossica, e la figlia prima della classe Michelle cheduecoglioni Williams, contesa da tutti i college, passa buona parte del film dopo aver appreso della morte del fratello, sdraiata sul letto a piangere.
In casa vive anche premuroso fidanzato della prima della classe, l’unico che sembra provare dei sentimenti che vadano oltre la catatonia.
Il film è un coacervo di luoghi comuni, di frasi fatte e di perle di saggezza che non stanno né in cielo né in terra, robe del calibro di "Forse Dio non ci serve ad aver paura delle cose cattive, forse in realtà siamo spaventati dalle cosa buone", oltre all'immancabile "Andrà tutto bene".
Ma che, davero?


14 commenti:

  1. ah questo non lo conosco ma visto che ne hai parlato così vien anche poca voglia di conoscerlo...

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    1. Guarda, secondo me se ne può davvero fare a meno, però in giro c'è gente che ne parla rasentando quasi l'entusiasmo... :)

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    2. Fatti qualche domanda se ne parlano così bene, forse sei tu che non hai percepito la profondità del film ne cosa voleva trasmettere.

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    3. ma anche no, ti dirò.
      mai sentito parlare di gusti personali?
      se non ho percepito la profondità pazienza.

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  2. lo beccai una mattina di domenica in non so che digitale, ma di domenica mattina non mi sembrava proprio la visione migliore...

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    1. Ti dirò, neanche di giovedì pomeriggio o di martedì sera, eh?

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  3. Peccato, riponevo qualche speranza nella (se non altro) gradevolezza di codesto film, dato il cast etc etc.
    Invece non so se mi riprenderò mai dalla visione di Sharknado, una roba così brutta non l'avevo davvero mai vista, pensavo che il top degli effetti speciali scamuffi andasse alla serie tv Haven, ma qui veramente non c'è vergogna! La mia scena preferita è quando da un lato dell'auto diluvia, e dall'altro non piove..... :-)))

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    1. bah, di gradevole ci sono i titoli di coda, quando arrivano.
      Sharknado nel suo raccapricciante orridume raggiunge picchi di genialità all stato puro. Vogliamo parlare dell'elicottero ai bordi del tornado che non fa una piega? o delle fogne a cielo aperto a Beverly Hills, roba che nemmeno a Betlemme?

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    2. più scamuffi dei Power ranger?

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    3. I Power Ranger mi mancano, ma vogliamo parlare di quando le strade sono allagate, ma non dove sono loro? E di quando attraversano una città deserta, mentre TUTTI sarebbero dovuti essere in strada isterici? E nell'atrio della casa dell'ex (minchia che mostro) prima ci sono venti squali, poi uno, e poi lui lo distrae??? E di quando tirano su di peso 30 bambini senza una vescica? E di.... no, davvero, di una bruttezza sconvolgente.

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    4. Il salvataggio dei bimbi è fantastico: gente che vive in spiaggia con in auto un'attrezzatura che nemmeno Messner a pieno servizio sull'Annapurna. Ge(g)ni.

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  4. Non capite veramente nulla. È triste pensare che non avete minimamente capito questo film. Siete persone mediocri e superficiali. Mi sento fortunata a non essere come voi :)

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    1. Sei davvero fortunata, sì. Ma soprattutto gentile





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  5. Io ho apprezzato molto questo film, sia per il cast notevole, sia per i diversi monologhi interiori del protagonista anche se magari composti da classiche frasi fatte. Anch'io mi aspettavo un thriller leggendo il titolo del film, che però si rivela più appartenente al genere dramma.

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