7 ottobre 2013

Anni felici



Mamma, ci compri un cane? 
No, perchè poi vi affezionate, e quando muore vi dispiace.

Nuntio vobis gaudium magnum, sabato sera la Poison è tornata al cinema.
Ho lasciato scegliere il film alla bionda, che ha scartato Rush in quanto nella sala erano previsti sia l'intervallo sia i masticatori compulsivi di popcorn sia la marmaglia da sabato sera, che, per i nostri criteri di valutazione rappresenta la trilogia del male. Magari la prossima volta.
Abbiamo anche quasi deciso di andare a vedere Gravity, e pure in 3D, ché pare che qua sia praticamente necessario. 
La scelta del film di Lucchetti è stata motivata anche dalla vicinanza della pizzeria "Gino il tegamino" alla sala, dopo che la bionda, nel pomeriggio, mi aveva buttato lì un "Ma che ne dici se dopo il film ci andiamo a mangiare una pizza al tegamino?" La mia risposta è stata "Minchia bionda, quanto ti amo!".
In questo modo si bypassava allegramente il problema della cena. 
Per qualche strana congiunzione astrale il pubblico in sala sembrava uscito da Villa Arzilla, al punto che io e la bionda abbassavamo drammaticamente l'età media.
Se i ragazzini al cinema sono il male, gli anziani i diversamente giovani seguono a ruota. Non mangiano popcorn solo perché le pellicine del mais si incastrano nella dentiera, altrimenti. Ciucciano caramelle, si sussurrano "cos'ha detto?" e si fanno ripetere le battute perché l'udito non è più quello di una volta, e parlano tutto il tempo. Che se magari taci, capisci pure quello che stanno dicendo sullo schermo. Nello specifico ieri sera c'è stato un attimo in cui - quando la Ramazzotti bacia un'altra donna - si è sollevato un sonoro mormorio di imbarazzato disappunto (si scherza, eh? Massimo rispetto, ci mancherebbe. Si sa che il rompicoglioni-da-sala è trasversale: non ha sesso, razza, religione, età.  In più quella che zoppicava con una stampella ero io).
Come? 
Dovrei parlare del film e non del pubblico? Già.
C'è Kim Rossi Stuart che è di un bello che non si capisce. 
Poi niente. 
C'è Kim Rossi Stuart che è di un bello che non si capisce.
Kim Rossi Stuart, che è di un bello che non si capisce, è anche bravo. Cosa che non guasta mai, soprattutto se di mestiere fai l'attore e non la figurina dell'album Panini.
Ma di attori bravi ce ne sono un sacco.
Se poi sei Kim Rossi Stuart, e sei di un bello che non si capisce, tanto meglio. 
No, perché son bravi tutti a fare i fighi a 25 anni, sai che fatica.
Comunque, a parte Kim Rossi Stuart che è bello (e bravo) che non si capisce, nel film c'è anche altro, tipo una storia.
Me l'ha detto la bionda. Io ero impegnata a guardare Kim Rossi Stuart.
Ok. dai, la smetto.

A parte Kim Rossi Stuart, il film è un tuffo nel passato (1974) in cui il regista rivive, attraverso gli occhi del piccolo Dario, la storia della sua famiglia, e il rapporto fra i suoi genitori, pur non essendo un film autobiografico.
Guido (Kim Rossi Stuart: per caso vi ho già accennato al fatto che sia di un bello che non si capisce?) è un artista (incompreso) tormentato e timido alla ricerca di un successo e di un'approvazione da parte della critica, vuole stupire e trasgredire, ma con scarsi risultati. Serena è sua moglie. Gelosa delle modelle che Guido usa per le sue opere, si sente in qualche modo inadeguata per quell'uomo e per le sue aspirazioni, ma lo ama tantissimo. Anche Guido la ama, ma si capisce che vede la sua famiglia come un freno al suo essere artista. Quando Serena lo raggiunge di nascosto a Milano, dove Guido è stato invitato a partecipare ad una performance artistica (con risultati disastrosi), stringerà amicizia con Helke, gallerista amica di Guido, che, dopo aver raccolto le confidenze e i dubbi della donna, la inviterà a trascorrere un periodo di vacanza in Camargue, solo lei e i figli, in una specie di comune femminista. 
Serena si lascia convincere, alla ricerca di un suo ruolo e di una sua identità e, nonostante le perplessità di Guido al suo voler partire da sola (che va bene la libertà e la trasgressione, ma mica proprio per tutti) arriva in Camargue. Dove, riuscendo finalmente ad affrancarsi dal rapporto morboso che la lega a suo marito, si lascerà coinvolgere, dapprima titubante, poi molto meno, in una relazione con Helke. 
Ma, siccome nel tradimento di una donna c'è sempre di mezzo un po' di sentimento, quando rientrerà a Roma, in cambio dell'ammissione di Guido dei tradimenti con le sue modelle, Serena gli racconterà tutto. E questo Guido - che non ha mai messo in discussione l'amore per la moglie e la famiglia, definendo le sue storie cose senza importanza, come "grattarsi il naso" - non riesce ad accettarlo. L'equilibrio, forse già fragile, che univa la coppia, fatto di continui litigi e conseguenti riappacificazioni, si spezza, e i due si allontanano. 
E Guido riuscirà - forse grazie al dolore maturato per l'assenza di Serena, a raggiungere il successo con una sua scultura. 
Tutto questo ci viene raccontato attraverso lo sguardo di Dario, e con la voce narrante dello stesso Lucchetti. Che ancora una volta, dopo "Mio fratello è figlio unico" e "La nostra vita" ritrae aspetti di vita famigliare, questa volta più personali. Il risultato è un film che riesce ad essere, contemporaneamente, lieve ed intenso. 
Micaela Ramazzotti è bravissima ed intensa come non mai, di Kim Rossi Stuart non dico niente, e davvero convincenti sono i due ragazzini che interpretano i figli della coppia, il piccolo Paolo (Niccolò Calvagna) e Dario (Samuel Garofalo).


Quei giorni perduti a rincorrere il vento 
a chiederci un bacio e volerne altri cento 
un giorno qualunque li ricorderai 
amore che fuggi da me tornerai 

25 commenti:

  1. è di un bello che non si capisce anche il film, anzi, si capisce benissimo. io ne parlo domani

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  2. Non posso che concordare, Kim Rossi Stuart èun bello che non si capisce...
    Me lo sono segnato!

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  3. Ma davvero lo devo recuperare? Vabbé....

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    1. Davero davero!
      Cioè, secondo me sì, poi fai tu, eh? :)

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    2. e fidati, per una volta che la poison ha ragione :D

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  4. Intanto: sei venuta nel cinema sotto casa mia :°)!!
    Poi: Kim Rossi Stuart è di un bello che non si capisce, ma non si capisce manco se ti impegni... quasi quasi sfrutto l'assenza del consorte, domani, per andare a vedere il film (ché il gruppo del 'mercoledì cinema' mi propina sempre e solo robottoni e non ne posso più!)

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    1. Ebbene sì! Anzi, non è che hai un posto auto da subaffittare? Che il parcheggio in quella zona è sempre un incubo! :)

      Sfrutta l'assenza, sì. Secondo me ne vale la pena. L'unico robottone che si vede è un giocattolo dei figli! :)

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  5. Ero perplessa assai. Adesso sono curiosa. Recupererò

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  6. Visto gravity, ma siccome io sto alle recensioni come un dito insabbiato nelle mutande, aspetto che sia tu a farlo!!!

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    1. Io ero abbastanza perplessa sul film di Cuaron, devo dirti la verità, ma siccome ne sto leggendo bene praticamente ovunque credo che andrò a vederlo, sacrificandomi pure al 3D, pensa. Anche se non so ancora quando... :)

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  7. Lo dovevo andare a vedere anche io sabato sera!!!
    Non sono una gran frequentatrice di cinema ma questo film non me lo volevo perdere per due motivi..
    Il primo è perchè, non so se lo sai... è perchè Kim Rossi Stuart è di un bello che non si capisce...
    Il secondo è che sono una grande amarte dell'arte e degli 70/80 quindi mi ispirava moltissimo!

    Ovviamete non ci son potuta andare che c'ho il felino novo da "accudire" ma una di queste sere evado e fuggo verso Kim!!!

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    1. Kim Rossi Stuart è di un bello che non si capisce... dove l'ho già sentita, questa frase? :)
      Comunque il film non è male, e Ivano se la caverà benissimo anche da solo, non temere!

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  8. Non mi ha convinto per niente questo film... visto ieri, devo rifletterci un po' ma mi è sembrato didascalico e artefatto. Eppoi (ma questa è una cosa mia) non sopporto la Ramazzotti! Su Kim Rossi Stewart invece sono d'accordo al 100%: bravissimo e bellissimo :)

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    1. Io invece l'ho apprezzato molto di più di quanto mi aspettassi, mi è piaciuto il modo leggero di lucchetti di rappresentare la famiglia, con le sue contraddizioni e le sue debolezze.
      Effettivamente quando in un film c'è un attore che non si sopporta credo che inevitabilmente un po' ne risenta anche il giudizio finale, ma non posso che apprezzare il fatto che anche tu ti sia accorto che Kim Rossi Stuart è... di un bello che non si capisce! :)

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  9. Scusa se faccio un commento che non c'entra niente col film, ma la pizza al tegamino me la consigli? Perché me ne parlano in tanti, pare che sia una specialità torinese e DEVO provarla! :)

    (la mia blogroll ha avuto qualche problema ma la sto reimpostando e sei tornata!)

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    1. Ale, assolutamente sì!!
      La pizza al tegamino è buonissima! Ma davverò è una specialità torinese?
      Oltre che Gino (via monginevro 46, chiusa al mercoledì, non accetta prenotazioni) secondo me la migliore della città, ti consiglio anche Da Michi (via san donato 38).
      In centro una volta era buona anche Da Michele, in piazza vittorio, ma a mio parere la qualità è peggiorata.

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  10. il mio amico Ugo Fantozzi direbbe: una cagata pazzesca!

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  11. Andrò a vederlo, più che per il Kim Rossi Stuart, per la Ramazzotti, che è di un bello che non si capisce ;)
    Non mi convincono mai al 100% i film di Lucchetti (in particolare da quando non mi preso per un suo film dopo un provino ...), ma c'è sempre del bello (e non è solo Kim e la Ramazzotti), e anche del c... pazzesca. Forse per questo vado a vederli. Questa mi sembra la classica commedia all'italiana (fuori tempo massimo?), con i pregi e i difetti.

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    1. Oddio, al 100% non mi convince quasi mai niente in generale, ma secondo me il film vale merita la visione. Kim Rossi Sruart e la Ramazzotti sono davvero molto bravi.

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    2. L'ho finalmente visto, e concordo. Mi è molto piaicuto, lo metto tra i Luchetti buoni, ci sono i colori degli anni '70, un decennio che mi piace molto, meno grigio di quello che si pensa, e poi ero bampino ;)

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    3. E a me non può che fare piacere! :)

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