5 agosto 2013

La quinta stagione

Quando il film è arrivato in sala, a fine giugno, ne ho letto la sinossi e, nonostante fosse uscito nella nostra sala del sabato io e la bionda ci siamo dette "ma anche no", perché mi dava l'idea di essere uno di quei film in cui io mi siedo in sala, inizio a patire come una bestia in gabbia, guardo l'ora ogni 5 minuti e non vedo l'ora che arrivi la fine. E il film è andato. Poi ho iniziato a leggerne recensioni più che positive in N blog, e, siccome la curiosità non mi dà tregua, approfittando di una rassegna estiva, venerdì sera ho deciso di recuperarlo.
Io ho un sacco di limiti, ma so di non sapere e non ne faccio mistero. Uno di questi limiti è non capire assolutamente nulla di cinema ma volerne parlare comunque, un altro è quello di non aver mai imparato a leggere tra le righe. E quando mi trovo di fronte ad un film così carico di simbolismi e metafore ho sempre il dubbio (anzi, la certezza) che non mi giunga il messaggio che il film sta veicolando.
La quinta stagione è un film "strano".
Visivamente è a dir poco strepitoso.
Anche troppo.
Una fotografia così potente ed evocativa che affascina e al contempo attanaglia, scene che sembrano una carrellata di installazioni artistiche che si susseguono (il latte che scende sul muro alle spalle di Alice, il padre ormai esanime che gira in tondo sul trattore), tanto da ricordarmi a tratti una mostra di pittura fiamminga, a tratti il Caravaggio. 
La quinta stagione è un film frammentario, che ci porta in un ipotetico futuro, in un contesto rurale delle Ardenne, e inizia con Fred, un gallo che non canta, con grande disappunto del suo padrone. Per poi proseguire con i giochi amorosi di due ragazzi che si chiamano e rincorrono imitando i versi degli uccelli. E poi passa a descrivere la vita di una piccola comunità dove la vita scorre tranquilla con scadenze regolari, fino al giorno in cui, arrivati alla fine dell'inverno, dopo una specie di danza propiziatoria (scena splendida, se non ho capito male ballata su una canzone tradizionale armena) il consueto falò in cui lo zio inverno viene condannato a morte, non riesce a prendere fuoco. E da quel momento succede qualcosa: la natura si ribella.
La primavera sembra non arrivare mai, la terra non germoglia, le mucche smettono di dare latte, le api di Pol, uomo (filosofo e vittima sacrificale) che vive in una roulotte con il figlio disabile, ultimo arrivato in paese, se ne sono andate, e quando le api scompaiono la natura muore (viene attribuita ad Einstein la teoria per cui "se un giorno le api dovessero scomparire agli uomini resterebbero quattro anni di vita").
Gli abitanti del paese, quasi ridotti alla fame, credono che sia colpa sua (la paura del nuovo, del diverso, e il pensiero torna inevitabilmente a "Il vento fa il suo giro") che risponderà alle accuse dicendo "preferisco essere un uomo paradossale che un uomo con pregiudizi".
Ma il pregiudizio non si ferma. E la situazione degenera.
E io sono uscita dalla sala un po' straniata. La quinta stagione non è sicuramente "il mio" film.
E come prevedevo non è riuscito a suscitare in me quell'entusiasmo letto da più parti.
Ma nonostante tutto non riesco davvero a dire che sia un brutto film. Non è un film facile, ma non lascia certo indifferenti, e negarlo sarebbe come nascondere la testa nella sabbia, come fanno gli struzzi. 


29 commenti:

  1. Ordunque, io non mi levo dalla testa che il film sia (perlomeno) stato ispirato da "Io sono Febbraio" http://libriblog.com/io-sono-febbraio/
    trama abbastanza differente, ma già solo la copertina rimanda al film. Poi, questo non è un film, non come lo intendo io. Non voglio neanche dire sia brutto, è che proprio non è un film. Mah! :-))

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    1. effettivamente da quello che ho letto nel link che hai inserito devo dire che le similitudini son ben più di una.

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  2. Parliamo di cose serie, anche da voi in montagna fa così caldo?

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    1. no, qua sopra i 2000 metri dormiamo tranquillamente sotto il piumone, figurati! :)

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    2. @Fascino: ieri ero sopra i 2000 per sul serio, e faceva discretamente caldo anche a quell'altezza, ma lassù è l'arietta che ti salva... :-)

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    3. Vi lascio immaginare qui, nella palude. Per fortuna che al lunedì uno arriva in ufficio e puntualmente il condizionatore è rotto...è sempre la solita pompa...quella che mi farà l'amministratrice del condominio se anche lunedì prossimo sarà così ;-)))

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    4. @Fascino: se ti accontenti del cambio...ma non è che così il caldo aumenta? :-))

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    5. Vabbè, dai, caldo per caldo, almeno mi rilasso un po' ;-))

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  3. Beh, praticamente abbiamo scritto cose molto simili Poison.
    Credo solo che a me alla fine sia piaciuto più che a te ma per il resto su molti punti convergiamo..

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    1. E quel genere di film (quale genere, poi?) che non riesce a prendermi, sono troppo terra-terra per arrivare a comprendere tutti i meccanismi e e le allegorie, quindi osservo e mi interrogo. Senza rispondermi, ovviamente.
      Posso dire che inizialmente pensavo fosse molto più mattonoso, cosa che, per fortuna, non è.

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    2. Beh, tu continua ad interrogarti, c'è già troppa gente in giro che parla e risponde senza prima interrogarsi...il problema tuo è che c'hai una scarsa capacità di concentrazione, son convinto che quando ti capita di ascoltare qualcuno, hai già le palle piene dopo 42 secondi, nonostante tu continui a stimare e ad apprezzare il tuo interlocutore...ecco, vedi, ho risposto ad una domanda che nessuno m'ha fatto, neppure io-me ;-)))

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    3. Secondo me non è questione di essere terra-terra o di non capire le allegorie, quelle le abbiamo tutti capite ed erano fin troppo chiare, il punto è che è l'ennesimo esercizio di stile senz'anima.

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    4. @fascino: e qual era esattamente la domanda? :)

      @tiz: mi stai dicendo che non è colpa mia? ah, bene. allora smetto di preoccuparmi. ah no, a dire il vero non avevo ancora iniziato.

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    5. @Poison: meno male, che avresti di cui preoccuparti? :)
      Ah, a parte del liquefarsi progressivo ma apparentemente inarrestabile dei neuroni di Fascino, naturalmente! ;-D

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    6. Tiz, a dire il vero nemmeno lo stato dei neuroni di Fascino mi preoccupa.
      Tutta questa superficialità non sarà troppa per un'unica donna? ;)

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    7. @Poison: la domanda non c'era, era una risposta automatica ed autonoma ;-))
      @Tiz: i miei neuroni sono grandi ed indipendenti, sono anni che non mi preoccupo più per loro ;-))...il tuo invece, come sta? Sempre solo in cameretta ;-DDDD

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    8. Comunque Poison, tu sei una donna tanto super e poco ficiale....sì Geppetto, arrivo arrivo ;-)))

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    9. @fascino: sei un pinocchio dilettante: venerdì sera il ragazzo della gelateria mi ha dato della "bella ragazza". Inutile dire che in quel preciso istante quella è diventata la MIA gelateria preferita, perché ho sempre adorato gli uomini bugiardi. E anche il gelato è ottimo. :)

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    10. Ma tu SEI una bella ragazza ;-))

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  4. Mmm...
    A me invece non è piaciuto anche se carisco di simbolismi e tutto il film scorreva lento.

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    1. Io non lo ritengo un brutto film, resta il fatto che non è piaciuto nemmeno a me! ;)

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  5. Dalla tua rece mi ha ricordato Tree of Life... chissà :)

    Moz-

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    1. Davvero?
      Non saprei, a me non ha fatto pensare a Malick...

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    2. Ah ok, mi fido^^

      Moz-

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    3. no no, non fidarti di me, sono totalmente inaffidabile! :)

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  6. Quindi dici che potrei vederlo anche io!?

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    1. Oh, certo, perché no?
      Potrebbe sorprenderti. Oppure potresti detestarlo cordialmente considerandolo una gran pippa autoriale e solipsistica... :)

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  7. all'inizio mi stava perplimendo ( gerundio alla Rokko Smitherson) poi mi ha letteralmente stregato!

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    1. Io invece sono rimasta perplita fino alla fine... ;)
      Ma ammetto che è stato meno peggio di quanto temessi.

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