24 agosto 2013

Il Refn che ancora mancava: Valhalla Rising

"Il tuo tempo è passato. 
Il mio è giunto".

Nella mitologia nordica il Valhalla è uno dei palazzi dell'Ásgarôr, residenza dei morti eroicamente in battaglia. 
Era l'unico film di Nicolas Winding Refn che ancora mi mancava all'appello, avendolo bellamente ignorato quando venne presentato al Torino Film Festival, perché, francamente, mi ispirava poco. Ma, siccome il regista danese non mi ha mai deluso, sapevo che prima o poi avrei affrontato anche questa visione. 
E quale occasione migliore di questo inaspettato periodo agli arresti domiciliari, in cui l'unica cosa che non mi manca è il tempo da perdere? 
Valhalla Rising è un film potente, maschio, brutto sporco e cattivo, ma al tempo stesso affascinante. O una solenne e maestosa rottura di coglioni, ché Refn non è per le vie di mezzo. 
Un lungo e laconico viaggio all'inferno con un biglietto di sola andata, un viaggio a capitoli (Ira - Il guerriero silenzioso - Gli uomini di Dio - La Terra Santa - Inferno - Il sacrificio) che un immenso Mads Mikkelsen (che aveva già lavorato con Refn in Pusher, Pusher II e Bleeder) nella parte di One Eye inizia da prigioniero di una tribù pagana che lo libera soltanto in occasione di feroci combattimenti all'ultimo sangue, fino al giorno in cui l'uomo riesce a liberarsi e si mette in cammino con il ragazzino, che ha risparmiato. Sulla loro strada incontreranno un gruppo di vichinghi cristiani in partenza per la Terra Santa, e si uniranno a loro in un lungo viaggio silenzioso che sembra un trip nella nebbia. Quando avvisteranno la terra si renderanno presto conto che molto probabilmente non sono arrivati in Terra Santa. E se non è Terra Santa bisogna fare in modo che, con le buone o le cattive, lo diventi. E si sa che spesso gli uomini, nel nome di un Dio di comodo, trovano la giustificazione alle azioni più aberranti. Il gruppo viene prima decimato, e i superstiti si dividono per andare incontro al loro destino. E alla fine del loro viaggio, dove il sacrificio di One Eye è forse l'unica salvezza per il ragazzo. 
Film profondamente simbolico e simbiotico, che temevo potesse stroncarmi nel giro di 10 minuti, ma - e sono la prima a stupirmi - non è successo. 
Possibile che di fronte a Refn io perda obiettività? Forse. 
Ma va bene così.


33 commenti:

  1. Ciao bella bradipa zoppa.... sorvolando sul film, che la sola trama mi ha messo in crisi, come sta il tuo piede?

    RispondiElimina
  2. Sonia, ciao!!!!!!
    Dai, non mi lamento, a parte alcune cose che non riesco a fare, tipo le pulizie, o - ancora più grave - bere il caffè in veranda, perché con le stampelle non riesco a portare fuori la tazzina, va bene. Non ho male e questa mi sembra già una gran cosa.
    Tu come stai? I tuoi uomini???

    :-*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qui tutto bene... rientrata finalmente a casa dopo due mesi di esilio nella ridente cittadina di Lomazzo (CO)... Gli uomini crescono (quello grande soprattutto in larghezza), per il resto, tutto ok!

      Elimina
  3. Risposte
    1. Guardando il film? O leggendo il post?

      Elimina
  4. e figuriamoci se non ti piaceva 'sta schifezzona :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sto gridando al capolavoro, sia chiaro, e ammetto anche che il viaggio in barca l'ho patito un po'... Ma se pensi che partivo con la convinzione che l'avrei stoppato dopo un quarto d'ora, sono la prima a stupirmi! ;)
      (Forse la lentezza che mi accompagna in questi giorni mi ha aiutato?) ;)

      Elimina
  5. Un film difficile, ma immenso. Come dici tu: un trip. Quando finisce la visione ti senti frastornato. Neppure io sono obiettiva con Refn ;).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È assolutamente vero. Un film strano e straniante, che - pur essendo lontanissimo dai miei standard - è riuscito, per qualche strano motivo, a catturarmi.
      E per quanto riguarda l'obiettività, a volte se ne può fare a meno, no? :)

      Elimina
  6. ti è piaciuto ...e non c'è neanche Ryan Gosling!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah ah ah! Hai visto?
      Comunque I film di Refn mi piacciono a prescindere da Gosling. Che poi insomma, Mads Mikkelsen non è propriamente da buttare via, eh? :)

      Elimina
  7. Sto film non è piaciuto quasi a nessuno. Un po' come Solo Dio Perdona. Contento che tu non faccia parte di quei molti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Contenta pure io che Refn non mi abbia deluso nemmeno questa volta!

      Elimina
  8. Risposte
    1. Per quanto mi riguarda era un recupero doveroso! :)

      Elimina
  9. Uhm.... quando riavrò la mia vhs magari forse chissà lo vedrò, ma anche no.... ho iniziato però a vedere Bronson... MAH... dopo dieci minuti ero già stufa marcia, i baffi del tipo mi urtavano, riuscivo solo a pensare: saranno veri o saranno falsi? Non so, a me Refn e il suo doppio cognome mi sa che mi stanno quell'attimo sulle scatole. Per la tazzina potresti sdraiarti a terra e poggiarla oltre la tenda, indi saltellare fuori e raccattarla, che ne dici?
    :-))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uhm... se Bronson ti ha stancato dopo 10 minuti al posto tuo questo non lo inizierei nemmeno... ;)

      Sdraiarmi a terra? Ah ah ah! Sistema comodissimo in effetti, mi chiedo come mai non mi sia venuto in mente!!! :)

      Elimina
  10. Mikkelsen è iddiocristo..
    Questo è un film spartiacque, magnifico per quanto mi riguarda, repulsivo secondo altri..
    Per me Refn può anche girare Vacanza di Natale, io lo vedo comunque..
    Hai visto anche la trilogia The Pusher?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ehi, quanto tempo! Come stai?
      Penso che un vacanze di natale girato da Refn lo vedrei pure io, sarebbe sicuramente interessante!
      La trilogia di Pusher vista, questo era l'unico che ancora mi mancava, adesso sono a posto! :)

      Elimina
    2. it's been a long time babe!
      Mancai è vero ma il tuo blog l'ho sempre seguito.
      Benvenuta allora nel club QCHVTIFDR
      Quelli che han visto tutti i film di Refn.
      E, benritrovata!

      Elimina
    3. Potrebbe essere un'idea per un prossimo tatuaggio, QCHVTIFDR! :)

      Elimina
  11. Mi manca, questo!
    Mi hai messo curiosità!

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusi ma...Moz sta per....il Moz?

      Elimina
    2. @Moz: è sempre un piacere quando riesco a incuriosire qualcuno! ;)

      @Alessandro: pure la Tiz ed io abbiamo avuto la stessa curiosità! :)

      Elimina
    3. beh...per noi è importante!

      Elimina
    4. effettivamente.. :)

      Elimina
    5. Se posso dir la mia questo Moz non sa chi sia l'altro Moz (l'unico e il solo per quanto mi riguarda, con tutto il rispetto per questo Moz, che è simpatico), sul suo blog non ve n'è traccia alcuna, per cui penso l'origine del nick sia differente!
      E Bronson l'ho mollato dopo 20 minuti, a me della sua cazzo di vita baffuta non me ne fregava un beato nulla.

      Elimina
    6. mi sai che c'hai ragione sul nick..
      su Bronson no però.
      Massòpareri, figurate..

      Elimina
  12. Filmone totale. Come Refn e Mikkelsen. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Film davvero notevole, concordo.
      E grandissimo Mikkelsen. :)

      Elimina
  13. Io sono uno dei pochi a cui è piaciuto molto, pur non trovandolo perfetto - in merito ho fatto una rec abbastanza esaustiva. Però visivamente è eccelso, e le atmosfere sono da sogno!

    Senza contare che la scena della battaglia iniziale di Mikkelsen mi ha fatto diventare gay per mezza giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, a giudicare da tutti i commenti positivi direi che non siamo poi così "pochi". E per quanto riguarda Mikkelsen... posso capire! :)

      Elimina