30 luglio 2013

The loveless

...e poi improvvisamente, 
prima che tu te ne accorga, 
sei acqua passata...

Una Harley, chiodo e brillantina e un giovane Willem Dafoe che si pettina e parte. 
Occhiali neri e vento in faccia. 
Il debutto alla regia di Kathryn Bigelow inizia così, nel lontano 1982, con un outlaw biker movie. Che è anche il primo ruolo da protagonista per Dafoe, qua affiancato da Robert Gordon, autore anche della gran bella colonna sonora, tanto tanto rockabilly (oh yeah).
Siamo nel 1959 e Vance, con il suo gruppo di "cattivissimi" amici partiti da Detroit è diretto a Daytona per assistere alle gare motociclistiche.
Per riparare il guasto alla moto di uno del gruppo si fermano in un paesino nella più desolata e sperduta inculandia lungo la strada.
Ovviamente gli abitanti del posto li guardano con sospetto e diffidenza (ricordo ancora un paesino di montagna vicino a Poisonville dove ci trovammo secoli fa io e i miei amici - vero Tiz? - per un pic-nic. Dopo 5 anni i residenti stavano ancora parlando di quella volta in cui arrivarono i punk, con gente che diceva "erano proprio come quelli che vedi in televisione, ma visti da vicino non sembravano cattivi". Perché nei paesini funziona così).
Mentre i suoi amici riparano la moto nell'unica officina del paese, Vance conosce una ragazza e siccome lui (parole sue) è un bravo ragazzo, ma ha sempre prurito tra le gambe (e vedi un po' tu se non son problemi), se la tromba. Il padre della ragazza, che è un sontuoso pezzo di merda, lo scopre e gli girano vorticosamente i coglioni. E alla sera, nel bar del paese (l'unico, naturalmente) non esiterà a definirli "un mucchio di comunisti", cosa che a quell'epoca era sicuramente più aberrante che serial killer psicopatici stupratori e cannibali, e, siccome "quella feccia non ha una famiglia e nessuno ne sentirà la mancanza", decide che vuole ucciderli. Tutti. Ma.
Meh, più che altro.
Fortunatamente sia la Bigelow sia Dafoe con gli anni sono migliorati. 
Perché lei è acerba, e lui è legnoso.
Ma in qualche modo bisogna pur iniziare, no?  

43 commenti:

  1. mh... fa tanto thrillerozzo malato fine anni Sessanta

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    1. giusto malaticcio, diciamo.

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    2. Non credo che abbia preso spunto da "Il Selvaggio", vero? ;-))))

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    3. oddio... se proprio vogliamo, ma qua non ci sono bande rivali, nè sceriffi, nè Marlon Brando. :)

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    4. Né accenti giusti ;-)))))

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    5. minchia che due coglioni tu e gli accenti! :)
      ti ho già spiegato la noiosa noiosità (o si dice noiosezza?) di schiacciare due tasti per digitare la e con l'accento acuto, no? :)

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    6. Smack!!! Sei proprio una signora ;-))))

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    7. Lo so. E sono contenta tu l'abbia notato. ;)

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  2. Uh, se mi ricordo! E non eravamo punk, ma immagino che quello fosse l'unico modo per definirci senza andare troppo per il sottile e, in più, eravamo pure comunisti!! E quando andammo a vedere The Smiths a San Remo ggggiovani e, scese dal pullman, ci scambiarono per le Bananarama? Io ci rido ancora adesso! :-))

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    1. Non avevo dubbi!
      Secondo me però fino all'orientamento politico non osarono spingersi! :)

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    2. Ah, avessero saputo... e comunque si scrive Sanremo, sorry! :-)

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    3. Perchè San Remo è Sanremo, quindi? :)

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    4. e no eh, San Remo si scriverebbe San Remo. se lo chiamano Sanremo è colpa del festivàl

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    5. Ah, buono a sapersi, io lo scriverei staccato in effetti, trattandosi di un santo (al contrario di san sovino, che santo non è ;-D ), però è scritto ovunque attaccato.... Son problemi!

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    6. ah, signora mia, non mi dica nulla!

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    7. Qui ci si dà al sofisma la mattina presto ;-)))

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  3. Che brutto film, di quelli che trovi nei cestoni del supermercato a 2 euri. Per fortuna, come dici tu, la B. è migliorata tantissimo.

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    1. in effetti i film belli son diversi, concordo!

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  4. classico film d'esordio molto acerbo.
    un po' noiosetto, però non del tutto privo di fascino...

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    1. molto acerbo, sì. pure troppo, forse.

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  5. l'esordio della mia amata KB? Mi hai incuriosito assai...metto in lista..acnhe se pare una schifezza...ed ultimamente sono abbonata alle schifezze si!

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    1. Beatrix, in effetti dopo Ubaldo Terzani Horror Show nessun film può più considerarsi davvero "brutto". E l'esordio della Bigelow, al confronto, ti sembrerà un capolavoro! :)

      (preso da solo invece lascia un po' il tempo che trova, ecco...)

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  6. Basta con questa insensata passione per Dafoe.
    Bleach!
    Uno con i denti così manco per beneficenza

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    1. ma non è insensata, è tardo-adolescenziale!
      ha i denti messi un po' a cazzo, è vero, ma è affascinante lo stesso! ;)

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    1. Molesta? io? Volevi dire modesta forse? :P

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    2. sono mica falso come gggiuda

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    3. ma io son molto più moDesta che moLesta... :)

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    4. @Poison: Guarda, direi che non sei molesta, ma neanche modesta! La modestia tra l'altro la trovo fastidiosa, molto più della molestia (esiste la molestia? boh) :-))

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    5. molestìa? giusto per non confonderla con la molèstia. quasi come San Remo e Sanremo...

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    6. molèstia s. f. [dal lat. molestia, der. di molestus «molesto»]. –

      1. Sensazione incresciosa di pena, di tormento, di incomodo, di disagio, di irritazione, provocata da persone o cose e in genere da tutto ciò che produce un turbamento del benessere fisico o della tranquillità spirituale: liberi da ogni dolore e molestia del corpo (Leopardi); dare, procurare, recare m. (ant. fare m.); ricevere, patire m.; la m. degli affanni, delle preoccupazioni; la continua m. dei seccatori; la fastidiosa m. degli insetti; l’insopportabile m. della sete, del caldo, del prurito; strimpella tutto il giorno il pianoforte con grave m. dei vicini; m. sessuale (più spesso usato al plur.): l’atto di infastidire con comportamenti, parole o atti indesiderati a sfondo sessuale. Il fatto stesso di molestare (con sign. più affine a disturbo): m. alle persone, in diritto penale, reato di chi, con qualunque mezzo, arrechi disturbo o fastidio ad altri. Nel linguaggio milit., tiro di m., azione di artiglieria che tende a ostacolare i preparativi del nemico. Con valore più concr. (non com.), azione molesta: le sue m. non sono più oltre sopportabili.

      2. Nel linguaggio giur., ogni atto che comporti menomazione o soppressione del potere di godimento spettante al titolare di un diritto; in partic., molestie di fatto, atti di disturbo provenienti da terzi che non abbiano giustificazione legale per il loro comportamento; molestie di diritto, provenienti da chi pretenda di avere diritti contrastanti sull’oggetto del potere di godimento.

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    7. Lo dicevo io che molestia non esisteva, ma bensì la molèstia! ( :-D )(Per un attimo sono stata metaforicamente posseduta da Fascino e dalla sua passione smodata per gli accenti... (e se anche smodata necessita di accenti mi ritiro a vita monastica) :-))

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    8. ah, non guardare me, sai che io gli accenti li spargo ad minchiam! :)

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    9. smodàta. ma è pressoché inutile, poiché non contenendo né e né o, la pronuncia non cambia. poi potreste dirmi che qualcuno potrebbe leggere smòdata o smodatà, ma in quel caso tutto sta a trovare uno bravo che lo curi...

      (notate l'abbondanza di accenti corretti e rosicate, oh!)

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    10. si vede che oggi non hai un cazzo da fare, eh? :)

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    11. magari! comunque tutta invidia

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    12. Ma va, sono affezionata ai miei limiti.
      E' dalla seconda elementare che mi correggono gli accenti, figurati!
      Dici che sono troppo diabolicamente perseverante?

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    13. Ok, vado a ritirarmi, non cercate di farmi cambiare idea....

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    14. @poison: quindi in prima eri bravissima e poi hai avuto un crollo? che peccato! ;)

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    15. In prima ero bravissima, esatto. Sapevo leggere perfettamente e scrivere (non altrettanto perfettamente, data la mia avversione per gli accenti, ma - tu mi insegni - non si può avere tutto).
      E poi ho vissuto di rendita fino alla quinta elementare.
      A parte gli scherzi (e gli accenti) temo di essere stata la più brava della classe per tutti e cinque gli anni.

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    16. che non è da interpretare "per tutti e cinque gli anni di prima elementare" ;)

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  8. @JuleZ: ma pensa, io anche aggratis! Ma abbiamo già parlato dei suoi denti, vero? :-))

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    1. sì sì, dei suoi e di quelli di qualcun altro. Che sembra quasi di essere alle riunioni settimanali dei Dentisti Anonimi. :)

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