4 maggio 2013

Side effects (effetti collaterali)

Steven Soderbergh è sicuramente un regista difficile da catalogare. Capace di sorprendere al suo esordio nel 1989 (Sesso bugie e videotape), negli anni è riuscito a spaziare più o meno abilmente (a volte meno, molto meno) dal film di denuncia al blockbuster passando per la sperimentazione ed il remake, raggiungendo vette di incomparabile bruttezza con cose come Bubble, o - dicono, che io non l'ho visto ma famo a fidasse  - Knockout, con risultati altalenanti e discontinui.
Quindi, l'uscita del suo ultimo (penultimo, visto che è in arrivo Behind the Candelabra, dove già si parla di un Michael Douglas in odore di Oscar) film mi vedeva un po' titubante. Soprattutto dopo aver letto da qualche parte (col senno del poi mi chiedo "maddeche?") degli accostamenti a "il cigno nero", che, da queste parti, non è stato particolarmente apprezzato.
Complice il fatto che fosse in programmazione al Centrale in lingua originale e che le alternative -  come succede troppo spesso ultimamente - fossero praticamente inesistenti, la scelta sul film del giovedì è stata più o meno obbligata. In compenso dopo il film abbiamo provato una nuova pizzeria. Prezzi un po' più alti della media, ma la pizza c'è piaciuta.

Ordunque.
Per motivi personali, patisco particolarmente l'argomento "depressione". E non perché - f o r t u n a t a m e n t e - ne abbia sofferto, ma perché per anni ne ha sofferto, e pure in maniera piuttosto seria, mia madre. Quindi durante i primi 45 minuti di visione ho rischiato di deprimermi io. Per fortuna il buon Soderbergh è riuscito a fare in modo che ciò non succedesse.
Martin, il marito di Emily, è finito in carcere per insider trading. Dopo quattro anni, finalmente esce. Ed in quel momento Emily sbrocca. Una mattina, mentre esce di casa per andare al lavoro, sale in macchina, e, invece di uscire dal garage, decide di andare a schiantarsi a velocità sostenuta contro il muro del garage stesso. Naturalmente ne esce praticamente illesa. Ricovero ospedaliero, esami e inevitabile consulto psichiatrico. Riesce a convincere il dottor Banks di non avere istinti suicidi, e promette di iniziare una terapia con appuntamenti settimanali nel suo studio. Banks le prescrive alcuni tipi di farmaci, non prima di aver consultato la dottoressa Siebert, che aveva già avuto in cura la donna in precedenza.
Siamo pur sempre in America, e ad un certo punto sembra quasi che, senza il tuo bell'antidepressivo in borsetta, tu sia l'ultimo degli sfigati, e fra un "prova questo", "la mia amica usa questo e dice che fa miracoli", "io ho usato questo e funziona", seguiamo gli sbalzi di umore di Emily, che livellare la serotonina cercando la combinazione miracolosa fra SSRI e SNRI non è così semplice e gli effetti collaterali possono essere imprevedibili.
Mi fermo qua, che il rischio di inciampare nello spoiler è abbastanza elevato.
Aggiungo che - nonostante una prima parte parecchio pesante (ripeto: per me), il film riesce a risollevarsi, magari in maniera un po' prevedibile, ma il risultato finale non è affatto terribile.
Se così non dovesse sembrarvi, non prendetevela con me, perché ho scritto questo post sotto l'effetto di un panino con la mortazza. E questo potrebbe essere il frutto di uno dei suoi temibili effetti collaterali.

Poison, hai dimenticato di prendere le tue pastiglie anche oggi? 

24 commenti:

  1. Sono assolutamente pro alla tua didascalia. Potresti pensare di scriverne altre o tra gli effetti collaterali di una scelta opposta potrebbe esserci la mancanza di cheesecake! ;)

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    1. La mancanza di cheesecake è terribile! Non mi ci far pensare!!!
      Tienti pronta a giugno, tu!
      (sembra una minaccia?) ;)

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  2. Ci stavo facendo un mezzo pensiero.. se passa nel cine sfigato del mio paese sfigato ci vado! :)

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    1. Una visione gliela si può concedere, non è un brutto film! :)

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  3. La trama mi attirerebbe anche.... è che vengo colto da tremendi effetti collaterali ogni volta che guardo un film di Sodenrberg :)
    Su una cosa to do ragione, è un regista che non arrivo ancora ad inquadrare, non mi convince.

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    1. Posso capire, non sai mai cosa aspettarti, da Soderbergh.
      Questo non è pessimo, però! (Nel senso che io temevo potesse essere molto peggio)

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  4. Film piuttosto carino, non patendo io di nessuna prevenzione nei riguardi dell'argomento depressione ho trovato i primi 45 minuti assolutamente non pesanti, il bello del film è che ti porta fino ad un punto e poi, zac! devia, ed è tutto un altro film, che qui non si può raccontare. A parte lo "spiegone" finale, che si poteva senz'altro evitare, ma ha un suo bieco perchè, direi che è un buon film. E siccome io quella schifezza inutile di Knock out l'ho visto, parlo a ragion veduta! :-)

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  5. a me è piaciuto parecchio!

    ogni volta che leggo che non hai apprezzato il cigno nero, comunque, devo immediatamente prendere dei medicinali per calmarmi ahahah :)

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    1. Ah ah ah!
      Cercherò di non dirlo più, allora!

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  6. Se è piaciuto al Cannibale, può essere che a me finirà per fare cagare nonostante la presenza della Mara e di Tatum, comunque vedremo di recuperarlo anche da queste parti. ;)

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    1. Ford, purtroppo la presenza di Tatum è abbastanza irrilevante, ma la Mara - che credo di aver visto in questo film per la prima volta - mi è sembrata brava...
      Pero non è un film che fa cagare, nonostante sia piaciuto al cannibale! :)

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  7. (ATTENZIONE SPOILER): c'è un'analogia con quella malaminchiate de Il cigno nero, la ridicola caricatura delle lesbiche che neanche nei miei sogni di tredicenne...

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    1. Scena anche abbastanza superflua, a voler proprio essere pignoli...

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    2. superflua non so, fatta male poco ma sicuro

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    3. 1) Channing Tatum ha una faccia facciosa che non mi piace per nulla
      2) Scena lesbo di assoluta patinata mosceria, roba per vellicare palati non sopraffini

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    4. @Dantes: superflua nella sua inutile bruttezza, appunto! :)

      @Tiz: l'hai trovata patinata? A me è sembrata solo brutta. :)

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    5. patinata o brutta, accontenta adolescenti maschi anni '80. quasi peggio di Aronofsky

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  8. Uhm... mi sa che alla fine cedo ma non avendo cinema in v.o. attendo arrivi disponibile in altro modo, va', che dopo Magic Mike mi rifiuto di dar soldi a Soderbergh!

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    1. Ah ah ah!
      Lisa, secondo me Magic Mike non è nemmeno stato il suo film peggiore!
      (Ecco, ho scritto Magic Mike e mi si sono risvegliati un paio di ormoni nostalgici!) :)

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  9. Questo è uno di quei film che personalmente mi fanno 'incazzare' come una iena: promettono bene all'inizio e poi si rovinano degenerando in un 'thriller-medico' confuso e assolutamente inverosimile... Certi personaggi poi (tipo quello di Catherine Zeta-Jones) cadono nel ridicolo involontario! Peccato solo per vedere coinvolta in questo pasticcio un'attrice brava e promettente come Rooney Mara. Di lei ne risentiremo parlare :)

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    1. Io non ho disdegnato la "virata", anche se effettivamente poi c'è stato un inanellarsi di sequenze abbastanza prevedibili... Ma ti do senz'altro ragione per quanto riguarda il personaggio della Zeta-Jones. Quasi imbarazzante!

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  10. Come spesso succede sottoscrivo in toto la tua recesione compresa la noia latente della prima parte. Ho visto Hansel e Gretel: CA...TA ATOMICA!!! Ciao BelDonnino!!!

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    1. Non sei il primo a dirmi che il lavoro di Wirkola fa cagare... :)

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  11. Alla fine a me è piaciuto. Leggeri nel trattare un tema a me caro (ne ho sofferto, purtroppo) ma almeno intrattiene senza far male a nessuno.

    Andando off-topic... a me "Knockout" non è dispiaciuto. Storia vista, stravista e rivista ma almeno narrata con la solita classe di Soderbergh.

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