14 aprile 2013

Britannia Hospital

Al Britannia Hospital, nel giorno in cui è prevista una visita della Regina Madre, invitata ad assistere alla presentazione di una nuova rivoluzionaria scoperta scientifica, i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale per protestare affinché vengano eliminate le camere private per pazienti ricchi. Oltre ai picchetti dei lavoratori, fuori dai cancelli si ingrossa il corteo di protesta composto da militanti che chiedono l’espulsione dal paese del famigerato dittatore Ngami, ospite privato della clinica, appunto. 
Un reporter d’assalto (Malcom McDowell) armato di avveniristica (per l’epoca) cinepresa, con la complicità di un’infermiera, riesce ad entrare nel reparto in cui l’esaltato primario sta portando a termine l’invenzione dell’uomo nuovo e, suo malgrado, si ritroverà a farne parte. 
Il direttore riesce a calmare i manifestanti promettendo ai rappresentanti sindacali di prender parte al banchetto reale, anche se, per scongiurare il black out dell’edificio uccide un operaio a colpi di badile.
Quando la cerimonia sta per iniziare i manifestanti riescono ad entrare nella struttura e il primario, con un discorso da manuale, li invita ad assistere alla presentazione dell’invenzione, spacciandola come l’unica salvezza per l’umanità, che ha battezzato “Genesi”, in quanto macchina suprema. Che inizia addirittura a parlare, ("che sublime capolavoro è l'uomo" - dall'Amleto) ma subito si inceppa.
Black comedy del 1982 che prende di mira il servizio sanitario e la società inglese dell'epoca. Grottesco il giusto, ma  - rivisto ora - un po' datato. 



4 commenti:

  1. Franchenstin Aigor!
    Oh è tardi mica vorresti un commento meno diludendo? Devo veramente fare rifletti?
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    Mumble
    Franchenstin Aigor! Frau Blucher! Hiiiiiiiiuu

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    1. Dopo che hai fatto rifletti io un po' meno diludendo. Forse stanotte non muoro! :)

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  2. e questo da dove lo hai pescato?francamente ne ignoravo l'esistenza...

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    1. Visto ad una retrospettiva del Torino Film Festivsl, il regista è Lindsay Anderson, che io conoscevo soltanto per "le balene d'agosto".

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