29 marzo 2013

M - Il mostro di Düsseldorf (M - Eine Stadt sucht einen Mörder)

...scap-pa scap-pa 
mo-nel-lac-cio
se no vie-ne
l'uo-mo ne-ro...














Schermo nero e un fischiettare fuoricampo, che si apre poi su un gruppo di bambini che fanno la "conta" recitando la macabra filastrocca. 
E nel frattempo la signora Beckmann attende sempre più terrorizzata che la piccola Elsie faccia ritorno a casa. 
Ma la piccola Elsie non tornerà più.
Ennesima vittima di Hans Beckert, un maniaco omicida seriale che ha già ammazzato 8 bambine.
La polizia non ha indizi, nemmeno dopo che il mostro scrive una lettera che verrà pubblicata dai giornali, nè sembra essere d'aiuto la sostanziosa taglia che pende sulla testa dell'assassino.
Tra la popolazione il sospetto e la paura crescenti scatenano gli istinti più biechi, e tutti pensano di aver riconosciuto l'assassino, arrivando ad accusarsi a vicenda o ad accusare il prossimo, attività sempre di moda.
Le indagini della polizia, che inizia a battere a tappeto i quartieri più malfamati della città iniziano a creare dei problemi alla malavita organizzata, che, per evitare che la polizia mandi a monte i loro traffici, organizzerà una caccia all'uomo parallela, avvalendosi dell'aiuto dei mendicanti che vivono per strada. 
Sarà proprio un mendicante cieco a riconoscerlo, grazie al motivetto fischiato da Beckert, e all'uomo verrà scritta la lettera M (come Mörder, - assassino) con un gessetto sulla schiena. Vistosi scoperto, l'uomo - dall'aspetto tutt'altro che pericoloso, a dispetto di ogni teoria Lombrosiana - troverà rifugio in un palazzo, ma qua verrà raggiunto dai criminali, che - di fronte ad un tribunale estemporaneo, formato da ladri, assassini e prostitute - lo sottoporranno ad un processo improvvisato, dove chi giudica non può certo definirsi migliore di chi sta giudicando. E qua parte lo "splendido" monologo del Mostro, che con un trasporto incredibile spiegherà i motivi che lo portano a compiere crimini di cui sembra non rendersi conto:

"Quando cammino per le strade ho sempre la sensazione che qualcuno mi stia seguendo, ma sono invece io che inseguo me stesso. Silenzioso, ma io lo sento. Spesso ho l'impressione di correre dietro a me stesso. Allora voglio scappare, scappare, ma non posso fuggire! Devo uscire ed essere inseguito. Devo correre, correre per strade senza fine.Voglio andare via, ma con me corrono i fantasmi di madri, di bambini. Non mi lasciano un momento, sono sempre là, sempre, sempre. Soltanto quando uccido, solo allora... E poi non mi ricordo più nulla..."

Il film inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi "Mörder unter uns" (gli assassini fra noi), ma venne censurato dal  NSDAP. Strano, eh?
Invece in Italia riuscì ad arrivare con appena una trentina d'anni di ritardo. 
Niente di nuovo sotto il sole.
In ogni caso, capolavoro.




48 commenti:

  1. BELLISSIMO! e cazzo, mi ricordo perfettamente quando lo vidi in tv da bambino, la strizza per quel motivetto fischiettato

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    1. pare che sia lo stesso Lang a fischiettarla...

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  2. solo capolavoro mi sembra un po' poco :)

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  3. Penso sia il film che ho visto più volte in assoluto. Per scelta mia, per studio, perché ogni motivo è buono.

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  4. quando frequentavo un corso di cinema ne furono proiettate alcune scene per l'altissimo valore. Come raccontare l'assenza (il ritardo della bambina) a casa? Il piatto in tavola con la sedia vuota davanti, angoscia pura.
    Un filmone ecco.
    bacio bacio sandra frollini

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    1. L'attesa della madre è davvero qualcosa di straziante.
      Ma anche l'assenza di violenza mostrata, e poi l'inquadratura dell palloncino impigliato fra i fili...

      ciao Sandra!

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  5. Capolavoro sì, tra l'altro se non ricordo male il primo film su un serial killer, anche se la parte veramente terribile è quella della vendetta finale.

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    1. probabile che tu stia ricordando bene. sicuramente uno dei primi "noir".
      il finale è tanta roba.

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  6. Grazie per questa segnalazione, appena potrò provvederò a recuperarlo...e grazie anche a Dantès che dal suo blog m'ha dato un'idea che non so ancora se sviluppare, ma che lascerò frullare ancora un po' nel cervello ;-)))

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    1. E' sempre un piacere, lo sai.

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    2. idem, me lo faccio cercare

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    3. Fascino protettivo29/03/13, 14:02

      Se vuoi bionda lo guardiamo assieme, così se ti spaventi puoi aggrapparti a me ;-))))

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    4. e/o viceversa... :)

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    5. No, io quando mi spavento mi abbraccio da solo ;-)))

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    6. Ti pregherei di non usare quel tono pregno di commiserazione ;-))))....auguri Poison, un abbraccio ;-))

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    7. ah ah ah ah ah!
      ricambio l'abbraccio, caro.

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  7. Ecco invece questo sì proprio sì!

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    1. Credo che questo metta d'accordo tutti!

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  8. UH UH UH!!!
    Quasi dimenticavo!!!
    Volevo mooooolto ringraziarti per la segnalazione di "Cinefobie"!!!
    Non solo la vediamo allo stesso modo, ma scrive recensioni come le scriverei io se prendessi tutte le medicine, smettessi con le gozzoviglie, e fossi capace!!
    DOMO ARIGATO

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    1. ah, prego, figurati!
      ehm... quando l'avrei fatto, esattamente? :)

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    2. In un post, 'na volt.

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  9. Capolavoro senza tempo, credo che sia il film che mi ha più inquietato nella mia vita.

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  10. Bel blog davvero! Era molto che non ci passavo! Ti va uno scambio di link tra il tuo e il mio Cinemagnolie?

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    1. Grazie Luca! Onoratissima.
      E mi va anche lo scambio! :)

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  11. Blogger mi dà dei problemi ad aggiornare l'elenco dei miei "Siti Amici"... appena si sblocca la situazione ti inserisco! A presto nei nostri rispettivi blog!:)

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    1. nessun problema! :)

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    2. Finalmente, dopo diversi giorni, i problemi con blogger si sono risolti e sono riuscito ad aggiornare la mia sezione "Siti amici", della quale ora fai parte anche tu!:)

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  12. Uno dei miei film preferiti...!

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    1. a sto giro tutti d'accordo, insomma! :)

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  13. Ti vengo a commentare anche io: M è un filmone clamoroso! Posso solo immaginare il livello di orrore che può aver creato negli spettatori dei 30's tutta la sequenza di apertura, con il fischio e il palloncino: un crescendo magnifico. Per non parlare di tutta la sequenza con il Mostro braccato dentro l'edifico! E che dire di Lorre? Applausi, applausi, applausi.

    Devo dire che hai proprio un gran bel blog, complimenti! Passerò più spesso, d'ora in poi :)

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    1. Saix91, ma... grazie! :)
      Passa quando vuoi, sei sempre il benvenuto!

      (e comunque sì: filmone. Anzi, Filmone, con la F maiuscola!)

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  14. Non ho ben capito come funziona il Liebster Award, ma io te l'ho
    assegnato anche se ne hai il caminetto pieno.
    Porta pazienza.

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    1. Monty!
      Esordio nei commenti con tanto di premio? Grazie! Vengo senz'altro a fare un giro! :)

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  15. Decisamente un capolavoro, apprezzo Lang come mi piace più la vena ben più leggera di Lubitsch e la genialità rivoluzionaria di Murnau. Peccato sia difficile vedere molti loro capolavori, e che tanti siano andati perduti. Il grande film "L'ultima risata" di Murnau è stato ricomposto partendo da copie incomplete di diverse versioni (ne furono prodotte tre: una per il mercato tedesco, una per l'esportazione e una per gli americani).

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  16. Uno dei grandi Capolavori della Storia del Cinema.
    Stupefacente.
    Il monologo finale di Lorre è da paura, e la regia è più che perfetta.

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    1. Il monologo finale è... sì, da paura è perfetto.

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  17. Filmone!!!
    Inquietantissimo oggi come allora, ogni tanto fa bene recuperare questi pezzi di storia.

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