7 dicembre 2012

Ricordi di viaggio: Salvador de Bahia

Nel lontano 2005, ai tempi del mio primo viaggio in Brasile con la bionda (il secondo fu con un ex amante – please, don’t try this at home!), la prima tappa del viaggio fu Salvador de Bahia. Avevamo scelto un hotel nel Pelourinho, pieno centro storico della città. Al settimo piano. Colazione (ottima) nella terrazza panoramica, cazzi, mazzi e palazzi (soprattutto palazzi, anzi, quel palazzo), il tutto per l’astronomica cifra di € 22 a notte. No, non a persona. A camera. Dopo un viaggio su un volo gremito da maschi talmente infoiati - da noi prontamente ribattezzati "gli accademici della figa" - che se non facevi attenzione, quando ti alzavi per andare in bagno rischiavi di scivolare sul testosterone, atterrammo che era sera. Una coda estenuante alla dogana, e, finalmente, prendemmo un taxi per farci portare in città, dove arrivammo che erano le 23.00. 
Il taxi ci porta fin sotto l’edificio che ospita l’albergo. Guardia giurata all’ingresso, con tanto di inferriate. Non sono esattamente una che si caga in mano, ma quella zona, a prima vista, con il buio, sembrava tutt’altro che rassicurante. Al punto che anche il tassista, vagamente preoccupato, ci chiede se siamo sicure che l’indirizzo sia corretto. Noi, per quanto ci è dato sapere gli diciamo di sì, ma lui, non molto convinto, chiede ad un ragazzo che stava bevendo nel bar lì vicino, roba che al confronto il peggio bar di Caracas sembra la sala da tè dei Windsor. Avuta la conferma ci aiuta a scaricare i bagagli e ci “consegna” al guardiano. Lui ci apre, richiude la saracinesca e ci fa salire in ascensore. Ci accompagna al settimo piano, ci saluta e torna sotto. 
Ci troviamo di fronte ad una veranda, chiusa con l’ennesima inferriata. E, a parte alcuni ospiti danesi che stavano bevendosi la cantina, fumandosi l’impossibile e suonando la chitarra, nessun altro. Cerchiamo di attirare l’attenzione finché uno dei ragazzi ci vede e viene verso di noi. Gli spieghiamo – manco gliene fregasse qualcosa – che abbiamo una prenotazione e che ci piacerebbe tanto riuscire ad entrare. Lui ci guarda sconsolato rispondendoci che non c’è più nessuno del personale dell’hotel, ma alla fine ci fa entrare lo stesso.
Ci sistemiamo alla reception a guardare il registro delle prenotazioni: il mio nome c’era, ma era stato cancellato. Per un misunderstanding fra 11 a.m. e 11 p.m. loro ci aspettavano alle 11 di mattina. 
Cosa facciamo, cosa non facciamo, che la stanchezza iniziava a farsi sentire. Vediamo la bacheca con tutte le chiavi delle stanze. Sempre consultando il favoloso registro recuperiamo la chiave di una stanza libera a caso, e, dopo aver scritto su un foglio che eravamo X e Y, che eravamo arrivate di sera e che ci eravamo impossessate delle chiavi di una camera, siamo andate a dormire. 
Il mattino dopo ci siamo svegliate, e, belle come il sole, ci siamo presentate in reception, dove, finalmente, era arrivato il titolare. Abbiamo chiarito l’equivoco, lui si è scusato per il malinteso e non si è minimamente scomposto per l’occupazione abusiva della stanza, anzi. Ci ha invitato a far colazione dicendo che dopo ci avrebbe dato la “nostra” stanza. Per farsi perdonare ci ha addirittura assegnato una specie di “suite” al piano superiore. Adesso, tenente conto che quel posto era, nella scala stellare degli hotel, un gradino più su rispetto a una topaia scevra di pulci. Ma la nostra stanza godeva di una fantastica vista sulla piazza sottostante e, oltre alla camera da letto, disponeva di uno spazioso salottino.
E, al momento di saldare il conto, nonostante avessimo comunque dormito comodamente in un letto e fatto regolarmente colazione, ha insistito per farci pagare una notte in meno. 
Giusto per rendere l'idea, questo è l'aberrante edificio in cui si trova (o trovava) l'hotel.

34 commenti:

  1. TI ho appena segnato in agenda alla voce: persone con cui non andare in vacanza.

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    1. Ah ah!
      Sai che rivedendo la foto ho pensato la stessa cosa?

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    2. beh, almeno non ti hanno sparato dalla finestra di fronte

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    3. Però, se ci torna, una sparachiodi se la compra di sicuro! :-)

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    4. Dici che me la fanno passare nel bagaglio a mano? :)

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  3. Un tower block! Se non avessi messo la località ma avessi fatto un sondaggio io avrei detto: Beirut! Peccato, questo luogo mi manca, foto a Betlemme ne abbiamo fatte?

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    1. Non ne ho memoria, dovrei controllare! :)

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  4. Ho contato sette piani. E non riesco + a parlare.
    In ogni caso hai la mia ammirazione e sei pure fortunata. Bionda o amante hai avuto chi e' venuto con te. A me...anche se mi prendesse quella cosa di andarci....mi fermerebbero.

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    1. oddio, adesso anche io ho contato sette piani...ma l'ottavo dove cavolo è? Perchè c'è un cubo sopra al settimo piano...ma non ha le finestre!

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    2. L'ottavo (l'attico) è sopra la tettoia, e le finestre sono coperte dalla splendida copertura in lamiera!

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    3. lamiera stile freddo d'inverno caldo d'estate?

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    4. Qualcosa del genere, sì

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  5. Ora, io sono sempre stata accusata di essere piuttosto "choosy", per dirla con la Fornero, in quanto ad alberghi e probabilmente è anche vero. Ma LI', giuro, neanche sotto tortura ci sarei andata.

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  6. ...che posticino...!!! ..scommetto che dalla stanchezza non vi siete nemmeno accorte dell'incendio che l'ha avvolto mentre dormivate :)

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    1. Per fortuna questo non è successo!

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  7. Io lì ci andrei solo per poter esclamare, al ritorno nel mio sordido ma caldo bilocale: "casetta mia, tu sei una reggia!".

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  8. che ameno edificio! Tu conta che io sono stata in posti simili per lavoro e lavoro in una multinazionale non proprio con le pezze al culo, per cui potrebbero anche farmi stare in posti migliori. Ora però mi è salita in top ten la voglia di Brasile, argh!

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    1. Il Brasile è bellissimo.
      Vorrei tornarci per visitare le zone che ancora mi mancano...

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  9. è vero che a volta l'apparenza inganna... qualche anno fa sono capitata a Meissen, ex-Germania Orientale, in una palazzina che sembrava non fosse stata nemmeno finita. ci aspettavamo di dormire coi muri a grezzo e i sanitari semplicemente appoggiati al pavimento invece, aperta la porta, una reggia...

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    1. Vero?
      In fondo quando sei dentro l'esterno non lo vedi! :)

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  10. agosto 2005 c'ero anch'io a Bahia!

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    1. Noi eravamo lì alla fine di febbraio...

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  11. che poi, somiglia tanto al palazzo che c'è a Porta Palazzo... dopo una sventagliata di mitra

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    1. Questo secondo me riesce ad essere anche peggio!

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  12. Io sono sempre stato dell'idea che in viaggio ci si debba adattare, e così è sempre stato. Ho dormito nei posti più disparati e, l'unica cosa che speravo, era che non ci fossero:
    a) scarafaggi o, nel caso, pochi e piccoli
    b) che, nel caso, non si vedessero

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    1. Io - anche se non si direbbe - sono bravissima ad adattarmi. Ma ho dormito in certi posti, quando ero giovane e squattrinata, dove adesso probabilmente farei parecchia fatica.
      Ricordo un hotel a Parigi dove ho dormito vestita perché l'idea del contatto con quelle lenzuola mi faceva troppo schifo.

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  13. Uhm... inquietante a dir poco... ma alla fine non è l'abito che fa il monaco no?

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  14. Di solito il monaco alza l'abito...;-))

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  15. scusa non voglio rovinarti il post.....ma cavoli è già così tanto che ti leggo....io ho letto anche il post originale o sbaglio......mah....forse sarà l'ora tarda. comunque dalla foto non mi sembra proprio il massimo...io avrei avuto paura.

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