18 dicembre 2012

Cosa fare a Tokyo quando sei morto: Enter the Void

"Una rosa è una rosa e solo una rosa.
Ma queste gambe di sedia sono gambe di sedia
e sono anche San Michele e tutti gli angeli".

Sono certa che Aldous Huxley, che nel 1954 scrisse "le porte della percezione", saggio che tratta di esperienze vissute sotto l'effetto della mescalina, avrebbe amato questo immenso trip cinematografico, a partire dai titoli di testa, di una bellezza allucinante.
Perché dopo l'assunzione della droga i colori diventano più vividi e sgargianti. Lo dice Huxley eh? Non guardate me, che con le droghe ho smesso da un pezzo.
 
"...e se poi muori?"
"Ritornerò..."

Non avendo letto il libro tibetano dei morti, che viene evocato all'inizio del film, prendo per buona la storia che, dopo la morte,  il tuo spirito e/o la tua anima, non siano ancora pronti ad abbandonare questo mondo e passino un po' di tempo a fluttuare qua e là facendoti fare da spettatore alla tua vita che scorre via, snocciolandotela come fosse un film, e noi, nello specifico, tutto questo lo vediamo e lo viviamo attraverso gli occhi del protagonista, Oscar.
Oscar è uno spacciatore che vive a Tokyo con sua sorella Linda, cui è molto legato e a cui da bambino, dopo la morte dei genitori, promise che non si sarebbero mai lasciati.  Una sera, durante una consegna (come di cosa? è uno spacciatore, ve lo siete scordati?), entra al Void per non uscirne più, perché viene ucciso dalla polizia. Nei cessi. Del Void. Che sono sporchi. Che è forse la cosa più sconvolgente del film. Perché nella mia permanenza in Giappone non mi sono mai imbattuta in un cesso sporco. Ma io al Void non ci sono entrata, dopotutto.
Comunque  il trip vissuto a inizio film attraverso gli occhi di Oscar sotto DMT in un tripudio di frattali che ti vien voglia di uscire in giardino a vedere se per caso trovi del peyote (anche se - si dice - non sei tu a trovare il peyote, ma è il peyote a trovare te) è un'esperienza visiva assolutamente unica ed entusiasmante.
Dopo la morte di Oscar riusciamo a capire chi sono i protagonisti, come sono arrivati lì, in un'alternanza fra passato e presente,  dall'incidente - rievocato più volte - in cui morirono i genitori di Oscar e Linda,  fino al momento dello sparo nel bagno, e poi oltre la morte, seguendo nel solito fantastico trip in technicolor, a tratti voyeuristico, tutto quello che avviene nella tua vita. Anche se tu non ci sei più.
O forse stai per arrivare, di nuovo.
Alla fine se stai a vedere la storia vale due lire, partendo dal tossico che si fa come una biglia dicendo che lui non è un tossico, per fortuna risparmiandoci la frase "posso smettere quando voglio", al regista che probabilmente ha un problema irrisolto con l'allattamento al seno, ma per gli occhi, signori miei, è un vero e proprio orgasmo multiplo.

38 commenti:

  1. Quindi ricapitolando, questo film non va visto sotto effetto di DMT, o forse l'effetto si annulla se lo facessi? Ma poi sarebbe come vedere un film di Vanzina con i giapponesi.

    Lo vedrò.

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    1. Enter the Void sotto DMT? Potrebbe essere anche troppo. Già da "sobri" è pazzesco.
      Sicuramente la sua assunzione migliorerebbe la visione di qualunque film dei vanzina, però! :)

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  2. è in list nelle mie visioni più prossime...magari ho trovato il film di Natale, và...

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    1. dal punto di vista delle luci, come film natalizio ci può anche stare, volendo... la storia, in sè, di natalizio ha davvero poco, ma la visione la merita a prescindere!

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  3. E' inutile, devo decidermi a vederlo, dopo averti letto non posso più aspettare ;)

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    1. riuscire a incuriosire qualcuno mi fa sempre molto piacere!
      grazie! :)

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  4. film con Oscar da Oscar, almeno in un mondo ideale...

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    1. praticamente come in holy motors. :)

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  5. Sono due anni che non so cosa fare con questo film, ma adesso che tu l'hai consigliato, lo eviterò senza remore ;-)))

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    1. Tu sì che hai capito come funziona il mondo! :)

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    2. Tu sì che hai capito che ho capito come funziona il mondo...;-))

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    3. è che mi piace sembrare stupida. sono così brava che ci credo pure io.

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    4. Ok, prestamelo assolutamente! (@Fascino, quando lo vedrò e lo troverò senz'altro splendido TU lo vedrai senza se e senza ma, è un ordine). @Poison Sai, mi sono ricordata il soprannome che mi avevano affibbiato quelli di moncalieri: Tiranna. Son soddisfazioni! :-))

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    5. Tiranna? Tu? naaaaaaaaaa.
      Ma strano davvero eh? Mi chiedo come mai! :)

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    6. ah, comunque sì, ovvio che te lo presto.
      Ma - io ti avviso - potrebbe anche non piacerti. :)

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    7. Pazienza se non mi piace, e che sarà mai, però non sembra male, i film sui tossici mi piacciono, vedi Requiem for a dream, fantastico.

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    8. ah beh, certo, che sarà mai. Ma scordati Aronofsky.

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    9. Ricordo ancora quel buco sul braccio...bleahhh!!!

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    10. Fascino ossequioso18/12/12, 14:00

      @Tiz: ogni tuo desiderio è un ordine per me...e ogni tuo ordine diventa un desiderio...mi inchino ;-)))

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    11. @Fascino: ottimo, vedi, con le buone anche la più recalcitrante delle creature capisce qual'è il suo posto e, ossequiosamente, si adegua. Quando sei in dubbio chiedi e ti dirò cos'è giusto fare. La democrazia è sopravvalutata!! :-)

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    12. Fascino apostrofante18/12/12, 14:45

      Io, comunque, quell'apostrofo che si è intrufolato fra qual ed è lo toglierei ;-)))

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    13. Ecco, un povero clandestino cerca spazio e luce e tu lo ricacci indietro? Hai un cuore leghista, cativo.

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    14. Io o un quore gramatico e nela mi'a ortodosia non cè posto per i clan destini ;-)))

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    15. Clan d'estini, volevi dire.... :-)))

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  6. Se lo guardassi da ubriaca? Sarebbe la stessa cosa?

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    1. ah, non so.
      sai benissimo che io sono astemia!

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    2. si, se no a Milano non ti saresti ridotta una MERDA con un aperitivo ;)

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    3. ci va tanta costanza... ma ce la farai anche tu! Se ti impegni...

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  7. bello bello bello
    un lungo trip visuale
    che anche senza fumare è come guardarlo sotto thc

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    1. sì. che io a un certo punto ho pure pensato: gli levo l'audio e lo mando in loop sulla tv in camera da letto. sai i sogni?

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    2. Sesso... Si, qualcosa so.

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