1 novembre 2012

Istanbul - Day 1

Non ho passato la notte con gli occhi a palla a fissare il soffitto, ma lo straziante richiamo del muezzin alla prima preghiera del mattino (erano da poco passate le 5, devo aggiungere altro?) mi ha svegliato.
Definitivamente.
E ho il vago sospetto che diventerà la mia sveglia per i prossimi giorni.
Quando la bionda ha aperto gli occhi ci siamo preparate per la colazione.
Mentre lei era sotto la doccia sono uscita (dalla finestra) per andare a fumare sulla scala antincendio.
Mi sentivo una via di mezzo fra la protagonista di un telefilm americano e una deficiente. Più la seconda, forse.
La colazione la servono nell'hotel di fronte al nostro. Non chiedetemi perché.
Prima delle 9.00 eravamo all'ingresso di Aya Sofya. Che nacque come chiesa cattolica e venne trasformata in moschea alla caduta di Costantinopoli, fino al 1935, quando Atatürk la convertì in museo. L'ingresso costa 25 Lire Turche. Che equivalgono a 10€. E ne vale la pena.
Uscite da Agya Sofya basta attraversare la strada e siete davanti all'ingresso della Cisterna (Yerebatan Sarniçı), opera bizantina costruita nel 532 d.c., voluta da Giustiniano, serviva da riserva idrica per la città. Alte colonne e soffitti a volta, illuminata il minimo indispensabile, è davvero un luogo affascinante. L'ingresso costa 10 Lıre.
Uscite da li abbiamo tentato di entrare alla Moschea Blu, ma il solito straziante richiamo del muezzin annunciava nuovamente l'inizio della preghiera.
Abbiamo fatto due passi nei dintorni ((atmeydani - ippodromo) poi abbiamo provato a tornare alla moschea.
Col mio aspetto nordico ero riuscita - senza accorgermi che fosse l'ingresso sbagliato - ad entrare, ma quando il guardiano ha visto sua bionditudine si è accorto che c'era qualcosa che non andava, e mi ha fatto tornare indietro, indicandoci l'ingresso per i turisti, sull'altro lato dell'edificio. Girato l'angolo abbiamo potuto ammirare una coda di proporzioni bibliche e... siamo andate a pranzo.
Dopo mangiato la coda si era ridotta notevolmente.
Copriti il capo, leva le scarpe, il mio vestito che arriva sotto il ginocchio non è sufficientemente lungo e mi hanno dato un pareo per coprirmi le caviglie.
E avevamo poco tempo perché da lì a un quarto d'ora sarebbe iniziata... esatto, l'ennesima preghiera. L'interno è maestosoo, maioliche blu a rivestire le pareti, immense colonne nonché un vago sentore di puzza di piedi conferiscono al luogo un fascino indiscutibile.
Uscite da li avevamo esaurito il programma culturale della giornata, e ci siamo date al cazzeggio libero e selvaggio, entrando e uscendo da negozi, principalmente di... tappeti? No, di scarpe.
Ma sono riuscita a lasciarle tutte al loro posto.
Tornando sui nostri passi abbiamo trovato anche quello che stavamo cercando da quando siamo partite: ovvero un autentico pub irlandese che sabato sera ci vedrà ordinare una Guinness durante la visione di Juventus-Inter.
Lo so. La cultura prima di tutto.
E, siccome oltre che intellettuali siamo anche nottambule... siamo già a letto.
 

20 commenti:

  1. dalle mie parti c'è una chiesa orribile, in cemento armato. Sembra l'astronave di Alien però più brutta.
    In mezzo alla piazza adibita a parcheggio hanno messo un campanile.
    In pratica è una gru con appese delle campane, comandate elettricamente.
    non scherzo, il campanile è davvero un traliccio di metallo, tipo braccio delle gru usate in edilizia.
    Ebbene questo campanile composto dal traliccio e da una decina di campane, dalle 7 alle 24 suona ogni ora e ogni mezz'ora, per indicare l'ora (tanti rintocchi), più l'ora e mezza (tanti rintocchi, più un rintocchino).
    In più, non contenti, i fedeli pagando una modica somma possono dedicare lunghe ed interminabili scampanate alla memoria dei defunti.
    lunghe ed interminabili, ribadisco.
    Avendo vissuto a Jeddah, avrei abbracciato ogni muezzin in confronto. Quelli almeno si limitano a 5 volte al giorno...

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    1. Si, anche certi campanili sono una bella rottura di coglioni, hai ragione! ;)

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    2. beh, vogliamo parlare del siluro fotonico che c'è all'angolo di corso svizzera?

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  2. Praticamente in contemporanea con lo SRdM (Straziante Richiamo del Muezzin) che vi starà facendo in questo momento da sveglia, anzi, a pensarci, credo un'ora dopo per via del fuso, mi hai fatto venire in mente il problema del GFI (Grande Freno Inibitore) di tutti i viaggi "veloci" che si fanno sfruttando i (pochi) ponti che si creano durante l'anno quando c'è un giorno festivo infrasettimanale: il bagaglio a mano. Tutto dovrà rientrare nel peso e nelle misure imposte (EasyJet mi frega ancora dopo anni e anni...) e quindi perfino le scarpe resteranno nei negozi di Istanbul. Un miracolo! :)

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    1. È che non hai visto il mio bagaglio a mano. 2,5 kg compresa la borsa. Potrei sbizzarrirmi, volendo. :)

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    2. Incredibile! I miei complimenti per la sintesi! :)

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    3. La sintesi del bagaglio o la sintesi della risposta? :)

      (Che ci fai, sveglio a quest'ora?)

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    4. Mi riferivo al bagaglio, ma andava bene anche per la risposta, in effetti. Sintetizzando ora al massimo anche il cosa ci faccio sveglio a quest'ora (anche ieri), sintesi che non è cosa affatto semplice in questo caso, direi che sto lavorando. Il mio terzo, no, diciamo quarto lavoro. Buona colazione! :)

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    5. Uh. Ma è prestissimo!

      Grazie! ;)

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  3. Uhm...il pub inglese mi sembra di ricordarlo, era vicino al mio hotel ;)

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  4. santa sofia dev'essere bellissima, ti invidio...
    ma le scarpe??? in turchia?? come direbbe mughini... aborro!

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    1. Santa Sofia è davvero incantevole, ma quella che mi ha affascinato di più è stata la cisterna, senza dubbio!

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    2. la cisterna... ne avevo letto in qualche libro eoni fa, e quando giocavo a vampiri secoli bui, nel crepuscolo di costantinopoli era il rifugio di un antico vampiro potentissimo :)

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    3. Vampiri non ne ho visti... ;)

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    4. E comunque alla fine un paio di scarpe l'ho comprato... Ehm. E anche un paio di stivali... ;)

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    5. ahahahah dovevi trattenerti e passare da me :)

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  5. Sono a Istanbul anche io. Dimmi il nome del pub dove si puó vedere Juve - Inter! È per caso il Jolly Joker? Ci vediamo là :)

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    1. Davide, il nome non me lo ricordo, ma è sulla via dove passa il T1 fra le fermate Sirkeci e Gülhane neo pressi della Porta Sublime!

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  6. Il pub si chiama Urgulungu-Taray AbbàslaJuv, che in turco vuol dire: "Daje Strama! Faje li bozzi a quei gobbi!".

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