9 marzo 2012

Delle gioie del trasporto pubblico in una città che si crede a dimensione di turista

Ti sembra che il titolo nasconda una nota polemica?
E ti sembra bene.
Si era agli inizi di gennaio, e, in una delle caselle di posta della poison arriva una mail in cui si parla di sette serate a tema di degustazione alcolica.
La Poison, che fino ad un punto della sua vita è stata addirittura astemia, consulta il calendario e poi, d’accordo con sua bionditudine e la donna che fa più sport di loro due messe assieme, decide di iscriversi alla serata di degustazione di Rum in stile spagnolo e inglese. Che, casualmente, era ieri sera, 8 marzo.
Io e la bionda, che siamo due donnini saggi, abbiamo detto: quella sera raggiungiamo Eataly con la metropolitana, così non abbiamo problemi né di parcheggio né di etilometro. E così fu. Saluti, e baci e poi prendiamo posto in uno dei ristorantini per cenare, che di farsi un tot di drink a stomaco vuoto si dice in giro non vada bene.
Soprattutto se il giorno dopo devi comunque presentarti in ufficio in posizione possibilmente eretta.
Arriviamo nella sala che è praticamente già piena. Per riuscire a sederci vicine chiediamo a due baldi giovanotti se possono spostarsi in un’altra fila, e loro acconsentono.
Prendiamo posto e poco dopo Marcello Barberis inizia a parlarci della storia del rum, dalla scoperta della canna da zucchero ai giorni nostri, passando dall’alcool, grande maceratore, alla fine dell’alchimia, e al conseguente inizio della farmacopea, della profumeria, e della liquoreria. Finalmente, dopo un’ora abbondante di parole, parole, parole, ci viene servito uno strepitoso daiquiri. Ne avrei bevuto volentieri un secondo, perchè era davvero fatto come dev’essere fatto un daiquiri: lime spremuto al momento, zucchero liquido, rum bianco, ma non è stato possibile. In compenso ho aiutato Only a finire il suo.
E, in abbinamento al cioccolato di Claudio Corallo (di cui mi chiedo come mai io ignorassi l’esistenza) abbiamo iniziato a degustare, nell’ordine:
1 Rom Dominicano Brugal 1888,
2 Rom Nicaragua Flor de Caña 18 anni
3 Rom Venezuela Diplomatico Reserva Exclusiva
4 Rum Barbados Mount Gilboa
5 Rum Guyana Ed Dorado 21 anni
Visto che non voglio spacciarmi per quella che ne sa un sacco e ne capisce il doppio e se ne esce con “colore ambrato, retrogusto di sottobosco alle 7 di mattina dopo che i cani da tartufo hanno cagato in ogni dove” posso dire che l’El Dorado 21 anni e il Diplomatico sono dei signori rum coi controcazzi. Interessante anche il Brugal 1888, mentre il Flor de Caña e il Mount Gilboa non mi hanno entusiasmato. Devo specificare che è la mia personalissima e profana opinione o non è il caso?
Finito tutto siamo uscite, facendo prima un giro in bagno (per fortuna, aggiungo col senno del poi) che non si sa mai, ci siamo fermate a fumarci una sigaretta sulle panchine, e poi ci siamo salutate, intenzionate a tornare a casa. Qualcuna c’è riuscita senza problemi. La sottoscritta e la bionda devono recuperare le rispettive auto, la bionda a Porta Susa, la mora in corso Inghilterra. Si incamminano garrule e ignare verso la stazione della metropolitana, scendono le scale, obliterano il biglietto, arrivano al binario e si siedono.
Ovviamente stanno parlando e non fanno caso all’annuncio dello speaker.
Poi si abbassano le luci. Le due si guardano e dicono, in direzione di un ipotetico altoparlante: “Cazzo ha detto?” Quando realizziamo che la metropolitana sta chiudendo e invitano ad abbandonare la stazione ci guardiamo chiedendoci che cavolo di ora è: mezzanotte e 9 minuti. Domanda: se la metropolitana sta chiudendo perchè cazzo ci consenti di accedervi obliterando il biglietto? Ma soprattutto, perchè la metropolitana chiude così presto? Usciamo e ci rechiamo alla fermata degli autobus.
L’unico che fa al caso nostro è il 34, che arriva a Porta Nuova. Da lì dovremmo trovare qualcosa che arrivi poi a Porta Susa. Aspettiamo che il 34 arrivi. Il passaggio è previsto alle 0.33, ma alle 0.26 il bus arriva. Saliamo, e giunte in stazione, scendiamo.
Da lì l’unico altro bus che fa al caso nostro è il 52, che dovrebbe passare, secondo il display, a 0.45. Ma, a 0.47 il display si spegne. E con lui le nostre speranze di prendere un mezzo per arrivare alle auto. E così, se cercavo un modo per smaltire l’alcool, 2 km di passeggiata notturna sul tacco 12 sicuramente mi hanno dato una mano.
Grazie, GTT.

14 commenti:

  1. La passeggiata notturna passi... ma col tacco 12 no eh... nun se pò fà!

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    1. è che la passeggiata non l'avevo messa in preventivo! :)

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    2. Ci credo! Sarebbe stato leggermente masochista da parte tua :p

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  2. ah però! 2 km col tacco dodici? io non ce la posso fare, giuro!

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    1. non li ho fatti di corsa, eh? :)

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  3. Che poi, invece di mandare una mail, mi aveste chiamato...sareste arrivate a casa un po' prima ! Testazza!!! Non hai scritto che da oggi lo Zacapa non è più il mio rum preferito!!! :(

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  4. eh, ma non pensavo che ci avremmo messo più tempo ad attraversare torino di quanto ne abbia impiegato tu per tornare a casa... e sullo zacapa ho preferito tacere, che la cosa ha addolorato anche me, non ti credere! ;)

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    1. ah, ma sai che il viaggio l'ho fatto al telefono con Tania che a mezzanotte mi ha scritto di essersi innamorata! Roba senza senso... Tania innamorata :)

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    2. ehm... e se adesso dicessi "chi è tania?" :)

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    3. non è importante :-)

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  5. Scusa... ma nessuno ti ha fermato??? No, perché a un bel donnino come te, sul tacco 12 all'una del mattino, una qualche richiesta oscena l'avrei fatta!!!

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    1. Sonia, taci. che ci son rimasta malissimo!!!! Manco li cani!!!! :)

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  6. Oddio ho riso, sinceramente... ti ho immaginata sul tacco 12 a porcare come un camionista.... ma almeno ti sei fatta di alccol no?

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    1. la cosa che mi ha fatto più girare le balle è stata che - nonostante l'ultimo treno fosse già partito - ti facciano comunque accedere alla stazione obliterando il biglietto, per poi dirti di levarti dai coglioni... e alla fine l'abbiamo presa sul ridere, tanto ormai era tardi!

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