12 maggio 2011

You think that I'm strong you're wrong

Life's too short to be afraid 
So take a pill to numb the pain 
You don't have to take the blame 

Mentre mi interrogo sul perchè (anzi, su uno dei tanti perchè che costellano la mia vita lavorativa) – dal momento in cui ti degni di mettere la carta nella fotocopiatrice – tu ne metta un quinto invece di infilare tutta la risma nel cassetto, e mi rispondo bestemmiando, cerco di ripetermi, come inutile mantra “goditi questo mese, goditi questo mese, goditi questo mese”. 
Perchè, Murphy insegna, non c’è niente di così terribile che non possa peggiorare. 
Stamattina io e collega G. siamo state convocate da capo.inf nell’ufficio di capo.imp, perchè “dobbiamo parlarvi”.
Che se c’è una frase che tu odi con tutta te stessa è proprio quella: “ti devo parlare”. 
Girala come vuoi, che te la dica tua mamma, il tuo moroso, una tua amica, il tuo capo, il tuo ginecologo/medico/dentista, tu già sai che quella frase non porta MAI niente di buono.
Infatti.
Capo.inf inizia: “siccome bla bla bla, l’amministratore delegato bla bla bla, nuove esigenze organizzative bla bla bla, si era pensato bla bla bla di COINVOLGERE (manco fosse una st(r)agista capitata qua per tre mesi) bla bla bla, collocandola NEL VOSTRO UFFICIO, la signora L., bla bla bla, affinchè si occupi bla bla bla della nuova società bla bla bla. 
Interviene capo.imp (che, nella fattispecie, è il MIO capo): e siccome voi due bla bla bla, e parte una poderosa leccata di culo, dovrete bla bla bla… e, se c’è bisogno anche cazziarla. Perchè non ha ben chiaro bla bla bla… 
Collega G. mi guarda, si mette a ridere, guarda il mio capo. Ci guardiamo. Tutti insieme appassionatamente. Alla fine dice: “Non so se sono più preoccupata per l’arrivo di L. in ufficio o per l’esponenziale aumento di imprecazioni da parte di Poison.”.
Collega G. in fondo mi conosce. 
E la collega L. altri non è che la famigerata collega R., ma in versione cognome.
Per chi ancora non la conoscesse, qua (12) due scampoli di vita vissuta con colei con cui, dal primo giugno, dovrò condividere l’ufficio.

11 commenti:

  1. Fatti coraggio...
    Ne avrai delle belle da raccontarci!

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  2. ahahahahahahahah mi ricordavo di lei... sicuramente si distingue per la sua voglia di fare bene! aahahahahahahahahah

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  3. @amammuzza: ne farei volentieri a meno, credimi!

    @princi: fare bene è un concetto che - per lei - va oltre l'astrattismo puro.

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  4. Fai ogni giorno la cosa che le dà più fastidio (masticare a bocca aperta, rovesciare il caffè sulla sua sedia, sputare sulla sua scrivania).
    Sì ok potrebbe essere mobbing...potrebbe...

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  5. @ragno: masticare a bocca aperta mi fa ribrezzo solo a leggerlo, non posso nemmeno immaginare di poterlo fare!

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  6. io comincerei a cercare un editore....o ti mancdo uno stock di tappi per le orecchie?

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  7. @sposa: un editore?
    ma soprattutto, come fai a sapre che collega R ha lo stramaledetto vizio di commentare a voce alta ogni cosa che fa? che potrebbero assumerla a "diretta stadio".

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  8. direi che potresti avere molte cose divertententi da scrivere....e magari pubblicare...

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  9. Ahahahaah....Poison, tesoro, l'unico lato positivo che vedo.... è che avrai tanti bei post da scrivere! Non mandarmici eh... a fare in chiulo! Bacetto.

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  10. dal 1mo giugno? ma è tra una vita, e già ti stressi???
    preoccupati dal 26 maggio in poi, no?

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