30 maggio 2011

Because the night

...take me now baby here as I am
pull me close, try and understand
desire is hunger is the fire I breathe
love is a banquet on which we feed


Sabato sera sono andata al cinema, per “the housemaid”. Film sudcoreano, rifacimento dell’omonimo film del 1960 di Kim-ki Young, racconta la storia di Eun-y, che trova lavoro come domestica nella sterminata casa (splendida la vasca da bagno circondata da un “tappeto” di ghiaia) della ricca famiglia di Hoon e Hae-ra, incinta di due gemelli. Il suo compito è quello di badare alla piccola Nami, la primogenita, ma ben presto si ritroverà a soddisfare anche i desideri del padrone di casa. Rimanendo incinta. Ancor prima che la stessa Eun-y se ne renda conto, è la governante anziana a scoprire la gravidanza, informando l’ambiziosa madre della padrona di casa. Le donne di famiglia si coalizzeranno contro Eun-y, a cui non resterà altro che la vendetta. Particolare. No, non il film, la vendetta.



Domenica sono andata a conoscere Rodolfo e Valentino, i due Maine Coon della mia amica S, che roba fantastica. Mentre Rodolfo non mi ha dato confidenza, Valentino, superata la fase iniziale di indifferenza e sospetto, ha iniziato a... leccarmi i piedi con evidente piacere. Era dai tempi in cui frequentavo A. che nessuno si era più appassionato in questo modo alle mie estremità... con la differenza che A. non era un gatto. Dopo un piacevole pomeriggio di sole e giri per il basso Monferrato mi sono diretta in città, dove avevo un appuntamento con tre fanciulle. Puntualissime, all’ora X eravamo tutte presenti e allineate, e, dopo un giro per il centro, per far ammirare alcuni scorci cittadini alla Princi, abbiamo fatto il nostro trionfale ingresso al ristorante argentino, dove, dopo tre ore abbondanti trascorse fra chiacchiere, risate, vino, carnazza e patate bisunte, siamo riuscite ad uscire, tutte sulle nostre gambe. Anche se, forse, quando il cameriere mi ha chiesto come volessi il caffè, visto che alla mia risposta “come viene” ha replicato “viene come vuole che venga” avrei dovuto evitare di dire “e allora facciamolo venire lungo...”

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