29 luglio 2010

Il solista

Il film, basato su una storia vera, racconta di quando Steve Lopez, disincantato giornalista del Los Angeles Times, incontra per caso, sotto la statua di Beethoven, Nathaniel Ayers, talentuoso musicista che riesce a suonare su un violino a due corde. Nel presentarsi gli dice di aver studiato alla Juilliard. Lopez si incuriosisce e – deciso a scrivere un articolo sul bizzarro personaggio – prende informazioni su di lui, riuscendo a mettersi in contatto con la sorella. Scopre così che Nathaniel era una specie di bambino prodigio molto dotato, ma che la schizofrenia lo costrinse ad abbandonare gli studi musicali e il violoncello, e per questo motivo anche a lasciare la famiglia, scegliendo di vivere per strada.
Dopo la pubblicazione dell’articolo un’anziana violoncellista fa recapitare a Lopez il suo strumento, affinché Nathaniel possa riprendere a suonare il violoncello. Lopez però ha paura che, con quell’oggetto di valore Nathaniel possa rimanere vittima di qualche aggressione, e gli dice che potrà suonare il violoncello solo alla L.A.M.P., una comunità per senzatetto nel quartiere di Skid Row. Per Lopez quello che prima era solo un pezzo giornalistico diventa un’amicizia, nonché l’inizio di un viaggio nel disagio, in mezzo agli ultimi e ai reietti, in una realtà che è più comodo fingere di non vedere. Il film è indubbiamente interessante, ma l’averlo visto in una sala trasformata per l’occasione in una specie di cella frigorifera, non me l’ha fatto apprezzare come avrebbe meritato.

15 luglio 2010

Affetti e dispetti (La nana)

Nella remota eventualità che ieri abbiate patito la mia assenza (non ve ne eravate nemmeno accorti, lo so) ci tenevo a rassicurarvi: stavo benissimo, ero in piscina in compagnia di sua bionditudine. E’ stata davvero una giornata dura. Pensare alla gente al lavoro mentre mi riposavo beata sul lettino a bordo piscina è stato a dir poco spossante. Per riprendermi ho dovuto immergermi per mezz’ora nell’idromassaggio, vi rendete conto? Lo so, sono superficiale. Ma cosa pensate, che non stia soffrendo per la fine della storia d’amore fra Belen e Corona? Comunque martedì sera – per giustificare la cena a base di granita e brioche siciliana – io e la bionda siamo andate al cinema. A vedere appunto quel film che mi ero persa all’ultimo TFF, che ha vinto premi un po’ di qua e un po’ di là, intitolato “la nana”, o, per dirla all’inglese, “the maid”. Ovvero la cameriera. E che, per il solito gusto tutto italiano di mandare in vacca un film iniziando dalla traduzione del titolo, nel bel paese è possibile vedere come “Affetti e dispetti”. Il film racconta la storia di Raquel, che, indovina un po’? fa la cameriera da oltre 20 anni a casa dei Valdes, benestante famiglia cilena composta da Mundo, il capofamiglia, Pilar, la paziente moglie, e quattro figli in età variabile dai 5 ai 20. Raquel è scontrosa e burbera, ma apprezzata nel suo lavoro. Soffre però di frequenti e violente emicranie e per questo motivo Pilar decide di affiancarle un’altra domestica, in modo da alleggerirle il lavoro.Ma la reazione di Raquel è quasi violenta. Boicotta metodicamente le nuove arrivate, dalla docile Mercedes alla risoluta Sonia. Ma quando un mattino Raquel sviene mentre serve la colazione, dovrà, suo malgrado, mettersi a riposo, mentre una nuova cameriera, Lucy, la sostituirà. Quando Raquel si riprende inizia a boicottare anche la nuova arrivata, ma la reazione di Lucy sorprenderà la stessa Raquel, che inizierà, dapprima con diffidenza, poi con crescente entusiasmo, a dare confidenza alla nuova collega. Ci sono alcuni passaggi trattati in modo un po’ superficiale, che ti lasciano con un po’ di curiosità, ma, a parte questo, il film è strano, e piacevole.

5 luglio 2010

Brotherhood – Fratellanza



Lars, costretto a rinunciare alla promozione a sergente per alcune voci di presunte molestie sessuali nei confronti di alcuni suoi commilitoni lascia l'esercito e torna a casa, dove lo attendono una madre austera e impegnata politicamente, e un padre sottomesso.
Fra tutte le cose che potrebbe fare non trova di meglio che impiegare il suo tempo unendosi a un gruppo neonazista, che si ispira alle leggi della natura, ama il cibo bio e, naturalmente, impiega il tempo dando fuoco alle case dove vivono i pachistani e organizzando spedizioni punitive nei confronti dei gay.
Per il suo "apprendistato" gli viene affiancato Jimmy, controverso e - a suo modo - carismatico.
Inaspettatamente fra i due scoppia la passione, ma, se provieni da un contesto in cui l'omofobia è praticamente un obbligo morale, è assolutamente normale che le cose inizino a complicarsi.
E quando esci dalla sala, oltre a pensare "che grandissime teste di cazzo", ti scopri anche un po' dispiaciuta nei confronti di quella specie di eroe negativo.

2 luglio 2010

City island



City Island è un tranquillo villaggio di pescatori nel Bronx.Anche la famiglia di Vince Rizzo, agente di custodia in un carcere, ha tutta l’aria della tranquilla famiglia americana. Ma tutti hanno i loro piccoli segreti.Vince adora Marlon Brando e, facendo credere alla moglie di andare a giocare a poker, si è iscritto ad un corso di recitazione, perchè il suo sogno è sempre stato quello di recitare.Vince Jr., il figlio, ha una passione per le fat chicks, e, smanettando su internet con la carta di credito di sua madre, scopre che la sua vicina di casa ha un sito, e inizia a seguirla...Vivian, la figlia, ha perso la borsa di studio al college e si mantiene facendo la lap dancer in uno strip club; Joys, la moglie, è insoddisfatta.Fra le altre cose, ogni membro della famiglia fuma di nascosto, facendo credere agli altri di aver smesso. Quando Vince scopre che Tony Nardella (che è suo figlio, avuto da una relazione giovanile) è detenuto nel carcere in cui lavora accetta di prenderlo in custodia, senza però svelare al ragazzo chi è veramente, le cose precipitano ma, in un crescente e spassoso gioco di equivoci, alla fine tutto si sistemerà.Ho riso di gusto, cosa non scontata e che non guasta mai, e mi sono anche rifatta gli occhi grazie a Steven Strait.